I sette giorni vengono ormai sostituiti dal weekend lungo. Colpa dei rincari ma anche del riscaldamento globale

(di Giacomo Talignani – repubblica.it) – Fra le vette italiane, a partire dalla settimana bianca, si è accorciato tutto. Il tempo passato sulle piste, la disponibilità economica, la permanenza della neve, i tragitti per raggiungere le cime e persino gli stessi sci.
I classici sette giorni sulla neve sono infatti ormai un miraggio: ora la nuova tendenza tra Alpi e Appennini — dettata da esigenze economiche, sociali ma anche ambientali — si chiama “short ski break”, la versione ristretta delle vacanze in montagna. E non è detto che sia solo per sciare, anzi.
Gli italiani hanno cambiato abitudini rinunciando alla classica settimana bianca per il weekend lungo da ripetersi ogni tanto grazie a budget minori dato che ormai il classico soggiorno intero sulle piste è arrivato in media a costare quasi 8000 euro per famiglia, secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori.
Lo skipass giornaliero, aggiunge Assoutenti, in soli cinque anni ha addirittura subito in certe zone un rincaro del 40%: a Livigno per esempio si è passati dai 52 euro a 72. Così tra piste sempre più affollate e costi elevati la montagna d’inverno viene vissuta in maniera differente: gli italiani privilegiano il weekend lungo, magari da passare tra spa e ristoranti, gli stranieri ancora l’intera settimana.
Per noi la montagna preferita sta diventando quella di prossimità, “vicina a casa”, come a Roccaraso o Campo Imperatore in Abruzzo per chi vive al centro-sud, oppure Limone Piemonte e Prato Nevoso per chi abita al nord-ovest, un mordi e fuggi di massimo tre giorni.
Al contrario — dice l’Osservatorio italiano del Turismo Montano realizzato da Jfc — sempre più polacchi (+30%) o turisti dal Regno Unito e Repubblica Ceca (+15%) raggiungono le nostre località sciistiche per fermarsi almeno una settimana.
Tra Olimpiadi e rincari, soprattutto in regioni come Trentino Alto Adige (+14%) e Lombardia (+7%), la passione a gonfie vele per la cime e il contemporaneo portafoglio sgonfio stanno portando inoltre le strutture dell’Appennino ad essere scelte come le località economiche ideali. Ma anche qui però c’è una “restrizione” importante: quella della presenza di neve che ormai, sotto i duemila metri, è sempre più rara nella Penisola.
A dicembre, quando molte famiglie possono sfruttare le vacanze natalizie, i livelli nivali sono stati drammatici: anche — 60% rispetto alla media degli ultimi quindici anni. A gennaio però, spiegano i dati di Fondazione Cima, il dato complessivo è sceso a — 33% e — soprattutto sulle Alpi — la neve è parzialmente tornata.
Febbraio e marzo negli ultimi anni hanno però mostrato temperature spesso elevate e grandi incertezze a tal punto che persino le Paralimpiadi, nel mondo, in futuro non saranno più programmate a marzo.
L’unico modo per garantire la stagione turistica, così come le Olimpiadi di Milano-Cortina, è dunque quella neve artificiale che ha un alto impatto ambientale ma che, visti i modelli climatici attuali, è l’unica neve certa.

Infine, in questo contesto generale, chi non si restringe ma invece si allarga è il divario e la disuguaglianza sociale tra chi può davvero permettersi anche un solo weekend fra le cime e chi no: quest’anno un soggiorno invernale costa in media il 5,8% in più dello scorso anno (dati Jfc) e gli aumenti più elevati riguardano soprattutto i servizi alberghieri (circa +10%) ma anche le scuole di sci per i bimbi (+5%).
Tra poca neve naturale e costi alti per accedere alle piste stiamo così cambiando abitudini puntando alla montagna come relax tra camminate, spa e cibo, anziché sciare.
Il traino olimpico però, sostengono gli esperti, ora spingerà più persone a rimettersi gli scarponi ai piedi. Anche qui però qualcosa sta cambiando: tra praticità di trasporto e complicità di video virali sui social, persino gli sci si accorciano e tornano di moda i “mini-sci”.
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Volendo la settimana in bianco è gratis.
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Questi sono i veri problemi, non quando ti muore un parente caro!!!!
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E’ da diversi anni che le “settimane bianche” sono diventate impossibili per la gente comune. L’ultima volta che trascorsi un paio di giorni sulle Dolomiti in Alto Adige, undici anni fa, c’era già la calata dei “nuovi ricchi” ( prevalentemente polacchi, russi, americani, inglesi, scandinavi e qualche romano… ). Più che di weekend, per gli italiani “normali” oramai si parla di giornate, mordi e fuggi.
La settimana bianca è un esclusiva per ricchi purtroppo. Oggi ci si accorge degli aumenti, perchè ci sono le Olimpiadi in Italia ? Mah…
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