Il direttore de il Fatto Quotidiano ha smontato la narrazione del governo sulla riforma della giustizia

(ilfattoquotidiano.it) – “Il ministro Nordio è il miglior testimonial per il no, io lo farei parlare sempre, soprattutto dopo una certa ora”. Il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ha smontato la narrazione secondo cui la riforma costituzionale, voluta dal governo guidato da Giorgia Meloni, risolverebbe i problemi della giustizia. “I problemi che hanno sventolato sono falsi” ha detto Travaglio all’evento Una partita decisiva per democrazia e diritti, in Campidoglio. “Il punto è: qual è la ragione per cui hanno fatto questa riforma? Alla fine il pubblico ministero diventerà l’avvocato dell’accusa e farà ciò che gli dirà il governo”.
Presenti in sala anche il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, l’avvocato e professore universitario, Franco Coppi, e la professoressa di Diritto costituzionale Ines Ciolli.
Referendum, l’avvocato Coppi spiega il suo No: “La separazione delle carriere non cambia nulla. Ai miei colleghi chiedo: quali vantaggi porterà?”
Il principe dei penalisti italiani all’incontro con Conte e Travaglio: “Mai una volta sono entrato in aula pensando che il giudice avrebbe dato ragione a tutti i costi al pm”

“Ancora aspetto una dimostrazione, soprattutto dai miei colleghi, di quali vantaggi deriveranno da questa separazione. Vorrei che mi si dicesse “uno, due, tre, quattro”, come conseguenze dirette. Io ormai ho una lunga carriera alle spalle, di delusioni ne ho incamerate tante, ma mai una volta sono entrato in aula pensando che il giudice avrebbe dato ragione a tutti i costi al pubblico ministero. E non credo che la separazione delle carriere cambierà le cose”. Franco Coppi, il “principe” dei penalisti italiani, difensore tra gli altri di Silvio Berlusconi e Giulio Andreotti, torna a esprimere in pubblico la sua contrarierà alla riforma Nordio. Ospite di un dibattito organizzato dal Movimento 5 stelle in Campidoglio, insieme al leader pentastellato Giuseppe Conte, al direttore del Fatto Marco Travaglio e alla costituzionalista Ines Cioli (moderatrice la giornalista Valentina Petrini), il professore e avvocato chiede di uscire dalla “truffa delle etichette“: “Non parliamo di una riforma della giustizia, ma della magistratura. Così come sarebbe il caso di non parlare più di separazione delle carriere: si vogliono due magistrature, assolutamente indipendenti l’una dall’altra”.
Il provvedimento del governo, dice Coppi, “nasce dall’idea che tutti i magistrati siano intellettualmente disonesti, i giudicanti destinati ad appiattirsi sul pubblico ministero. Questo, sulla base della mia esperienza, non è”. Poi spiega col suo stile sardonico: “Io sono un vecchio praticone, quello che mi interessa è se questa riforma garantirà una sentenza più giusta. Quando difendo un innocente avrò maggiori garanzie? Non mi sembra, perché ciò che conta è l’onestà intellettuale del singolo magistrato. Se abbiamo un ciuccio, non è che con la separazione delle carriere lo facciamo diventare Ribot: rimane un ciuccio separato. Il giudice intellettualmente onesto apprezzerà le tesi del pm e quelle del difensore come deve farlo, il giudice che parle dall’idea che il pm dev’essere privilegiato continuerà a farlo”. E ironizza: “Per orgoglio professionale non mipiace battagliare ad armi pari, voglio farlo in una posizione di inferiorità, perché lo sfizio di fottere il pm, se consentite, è molto più grande”.
Marco Travaglio a sua volta usa l’ironia parlando di Nordio: “È il miglior testimonial per il No, io lo farei parlare sempre, soprattutto dopo una certa ora”. Ericorda che il “primato della politica“, citato dal ministro e da tanti giornalisti come ispirazione della riforma, “non esiste“: “Nella Costituzione c’è scritto che la legge è uguale per tutti, quindi i politici sono sottoposti alla legge come tutti gli altri cittadini”. Conte, invece, contrasta la narrazione del governo secondo cui la modifica alla Costituzione è “tecnica” e non politica: “Loro stessi hanno affermato che non ci sarà nessuna accelerazione dei processi, non ci sono investimenti, non c’è alcun rafforzamento degli organici, ma che c’è solo un intento politico. Come fai allora a dire che non è una riforma politica?”. E ricorda tutte le occasioni in cui esponenti del governo hanno ammesso il loro vero obiettivo: “Ricordate il post di Meloni contro la Corte dei Conti? Scrisse che questa riforma e quella della Corte dei Conti sarà la risposta piu adeguata contro l’intollerabile invadenza della magistratura. Nordio ha chiarito anche lui che “l’opposizione se ne avvantaggerà”. E poi Tajani, che segue la tradizione di Berlusconi e chiede di togliere ai pm la direzione della polizia giudiziaria”.
spero che gli Italiani capiscano e vadano a votare… altrimenti avremo un futuro buio ed incerto.
L’esito del referendum dimostrerà la maturità del popolo Italiano!
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Quindi, se voterà no il popolo italiano dimostrerà di essere maturo, invece se voterà si dimostrerà di essere mafioso, massone, delinquente, indagato.
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iindovinato…. collione! Fine trasmissione!
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Sarai uno dei tanti acculturati di cui si servono i furboni sinistrati. Sanno che possono raccontarvi che l’asino vola e voi ci credete ciecamente. Grazie a dio, gli intelligentoni come te sono minoranza e é per questo che i furbacchioni non riescono vincere le elezioni. Lo sanno pure loro e sperano sempre che gli imbecilli creino il caso per uno “scossone” che consenta loro di sedersi sulle comode poltrone del governo.
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Nulla osta a che la si possa pensare in modi diversi, ma sarebbe auspicabile che tale divergenza non fosse basata su fandonie.
“In Europa, l’Italia rappresenta un’eccezione, mantenendo un modello unitario dove magistrati requirenti (PM) e giudicanti appartengono alla stessa carriera, superabile in Italia solo da pochi altri ordinamenti ibridi. Paesi come Bulgaria e Romania presentano forme ibride, mentre la Turchia ha un sistema simile a quello italiano.
Paesi con carriere unite o ibride (simile all’Italia):
Al contrario, la maggior parte delle democrazie occidentali (Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Paesi nordici, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia) adotta una netta separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e PM. “
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E’ vero quello che scivi, le carriere dei magistrati nei paesi che hai citato è separata; hanno gradi diversi di separazione quindi di dipendenza dal governo, ma sono separate.
L’Italia da questo punto di vista è peculiare.
Va detto però che il facciamo come fanno gli altri non sempre va bene; perchè noi siamo peculiari anche per altre ragioni: nei paesi che tu hai citato, se una persona copia una tesi di laurea si dimette.
Noi in parlamento abbiamo avuto ed abbiamo biscazzieri, bancarottieri, esperti di tiro a seggno alla persona.
Quindi va bene fare i confronti, ma la cautela va sempre tenuta a portata di mano.
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Travaglio conosce bene gli imbecilli sinistrati e sa che gli crederanno, anche se non capiscono come faranno “Dopo la riforma metteranno il pm sotto il governo, ma senza dirlo”
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