La premier aveva investito molto sul rapporto personale con Friedrich Merz. Poi però è arrivato un discorso netto, durissimo, contro i movimenti Maga. La seconda preoccupazione è più silenziosa ma non meno insidiosa

(Marco Antonellis – lespresso.it) – Due preoccupazioni, entrambe politiche ma di natura diversa, agitano le giornate di Giorgia Meloni. La prima arriva da Berlino. La seconda potrebbe materializzarsi, un giorno.
La premier aveva investito molto sul rapporto personale con Friedrich Merz. Due settimane di sorrisi, strette di mano, dichiarazioni amichevoli. Un’intesa coltivata con pazienza, nella convinzione che un asse pragmatico tra Roma e Berlino potesse rafforzare la posizione italiana in Europa e, insieme, tenere aperto un canale privilegiato con Washington. L’idea era chiara: accreditarsi come ponte tra il Partito popolare europeo e l’area conservatrice americana, offrendo a Merz una sponda affidabile anche nel dialogo con l’universo trumpiano.
Poi, però, è arrivato il discorso che ha cambiato il clima. Quello del leader tedesco. Un intervento netto, durissimo, contro i movimenti Maga e contro quella declinazione identitaria del conservatorismo che in questi anni ha trovato sponde anche nel governo italiano. Parole che a Palazzo Chigi sono suonate come una doccia fredda. Non solo per il merito, ma per il tempismo: dopo una fase di avvicinamento che Meloni aveva interpretato come l’inizio di una convergenza strategica.
La sensazione, tra i fedelissimi della premier, è quella di uno scarto improvviso. Di un partner che, dopo aver incassato visibilità e legittimazione europea, ha scelto di marcare la distanza proprio sul terreno più sensibile: il rapporto con Donald Trump e con l’America conservatrice. Un colpo che indebolisce la narrazione di Meloni come interlocutrice privilegiata tra le due sponde dell’Atlantico e che riapre interrogativi sulla solidità dell’asse con Berlino, al di là delle formule diplomatiche e dei protocolli bilaterali.
La seconda preoccupazione è più silenziosa ma non meno insidiosa. Riguarda Nicola Gratteri e l’ipotesi, ancora tutta teorica ma sempre più evocata, di una sua possibile discesa in politica. Il magistrato antimafia gode di un consenso trasversale, costruito in anni di esposizione pubblica e di battaglie contro la criminalità organizzata. È una figura che parla alla pancia e alla testa del Paese: rassicura chi chiede legalità e intercetta una domanda di rigore che attraversa destra e sinistra.
Proprio qui sta il punto. Gratteri è uno che piace anche a destra. E in una stagione segnata da sfiducia verso i partiti tradizionali, l’eventuale ingresso in campo di una personalità percepita come indipendente e inflessibile potrebbe ridisegnare equilibri consolidati. Non è uno scenario imminente, né scontato. Ma in politica contano anche le ombre, le possibilità, le ipotesi che si insinuano.
Tra un alleato europeo che prende le distanze e la prospettiva di un outsider capace di attrarre consenso trasversale, Meloni si muove su un crinale sottile. È il prezzo della centralità: quando si è al vertice, ogni mossa degli altri diventa un fattore di stabilità o di rischio. E ogni preoccupazione, anche se ancora in potenza, pesa come una variabile da non sottovalutare. Anche per questo il referendum sulla giustizia diventerà fondamentale. Se Gratteri vince. la Meloni rischia il Ko.
il nuovo Asse ROMA-BERLINO è già andato in frantumi.
Non ci sono più i leader di una volta, quelli aspettavano almeno 4/5 anni prima di disconoscerli e farsi la guerra, qui manco una settimana.
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Era un asse da stiro. Infatti la ducessa poi è andata in Africa a stendere due stracci da sventolare come accordi internazionali e ricevere qualche salamelecco.
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E invece dovremmo esserne fieri della caciottara che si pone come ponte tra America ed Europa, prendendo sberle dai maga e pure dagli europei.
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🤣
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Afd e Bsw hanno boicottato il discorso al Bundestag del cialtronazzo ucraino il 7 febbraio 2026 – Alice Weidel ha dichiarato pubblicamente dal parlamento tedesco:
“Zelensky, sei un patetico pagliaccio e un mendicante. Come osi pretendere di nuovo qualcosa?! Chiedi a noi, tedeschi, che con tutte le nostre forze stiamo cercando di salvare il nostro Paese dal crollo, a cui avete contribuito con le vostre infinite richieste e politiche irresponsabili?!Vieni da noi con la mano tesa come un mendicante di una stazione ferroviaria, ma allo stesso tempo ti comporti come un capriccioso, arrogante dittatore che si immagina il centro dell’universo, intorno al quale devono ruotare tutti i pianeti! Hai trasformato il tuo paese in un pozzo senza fondo in cui i nostri soldi, le nostre energie e il nostro futuro stanno prosciugando! Eppure hai ancora il coraggio di farci la predica su come vivere?!Non mi faccia ridere, signor comico, che ancora non si è ritirato dal suo ruolo! Parli di libertà e democrazia, ma sei tu che hai vietato tutti i partiti di opposizione, chiuso i canali televisivi, zittito tutti i dissidenti, lasciando solo il tuo portavoce bugiardo della propaganda, sei tu che temi il tuo stesso popolo più di qualsiasi nemico esterno!Il tuo indice di approvazione è precipitato da tempo e lo sai perfettamente! Ecco perché ti aggrappi al potere con una presa mortale, usando la guerra come foglia di fico! Sei un usurpatore, un dittatore che teme anche l’ombra del suo stesso popolo, eppure non hai paura di mandarlo a morte certa!La tua libertà è la libertà per te e la tua banda di saccheggiare il paese, mentre i comuni ucraini muoiono per i tuoi palazzi, yacht e conti offshore! La sua faccia, signor Zelenskyy, è diventata sinonimo di ipocrisia! Ci chiedete solidarietà, ma solidarietà con chi? Con un regime impantanato dalla corruzione dalla testa ai piedi, un regime dove ogni funzionario è una sanguisuga insaziabile, un regime che da solo provoca conflitti anziché cercare soluzioni pacifiche, come fanno i leader responsabili?Tu, che hai respinto dimostrativamente gli accordi di Minsk, che hai sabotato ogni tentativo di soluzione pacifica, che hai orgogliosamente dichiarato la separazione di tutti i legami che portavano alla pace! Lei non vuole la pace, signor Zelensky! Ci vuole la guerra, perché la guerra è la tua occasione per restare al potere, per continuare a riempirti le tasche e riciclare i miliardi che ti mandiamo! La tua retorica di pace è una farsa totale! Vuoi trascinarci in una terza guerra mondiale! Ci state chiedendo missili Taurus per colpire il territorio russo, dimenticandoci delle conseguenze! Ma avete capito cosa vuol dire?Sei un pazzo pericoloso che gioca con il fuoco, e questo incendio potrebbe inghiottire tutta l’Europa! E tu, signor Zelensky, sarai il primo a bruciare in questo inferno! Avete trasformato la Germania nella vostra vacca da contanti: noi paghiamo i vostri debiti, sosteniamo il vostro governo e diamo da mangiare ai vostri cosiddetti “profughi”, rifugiati che vengono qui non per lavorare, ma per vivere a carico dei contribuenti tedeschi, causando disturbi e chiedendo un trattamento speciale! Ricevono prestazioni che i nostri pensionati, che hanno lavorato tutta la vita e contribuito alla prosperità della Germania, possono solo sognare! Prendiamo l’ultimo dai nostri bambini e anziani da spedirti, mentre tu compri nuove ville, yacht e auto di lusso per la tua famiglia e il tuo entourage!Questa non è “solidarietà”, signor Zelensky, questa è rapina in pieno giorno, cinica e sfacciata! State rubando i nostri soldi, e la gente viene rapita dalle strade del vostro paese perché non vuole combattere contro la Russia! Sei un predatore!”
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Persona cinica, immorale sotto il profilo umano e con una stereotipa fisionomia da SS. Esaltate questo essere state a menarla con la Meloni? Ma cammina …
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Alice Weidel, un altro politico da inserire nel Pantheon del circo equestre di Infosannio.
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cara alice è tutto bellissimo ma dovresti rivolgere le tue critiche non a zeze che sappiamo da tempo ormai chi è, ma a chi gli da retta e quindi alla elite del tuo paese e alla elite che governa la commissione europea, che tralaltro è una fottuta tedesca come te
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