La giovanile del Movimento 5 Stelle: “Così la legge 194 viene svuotata, in attacco continuo!”

“Il Network Giovani Campania, la struttura giovanile del Movimento 5 Stelle, insieme alla deputata Gilda Sportiello, denuncia il grave ritardo nella pubblicazione della Relazione annuale sull’applicazione della legge 194, strumento indispensabile per monitorare l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza in Italia. Per centinaia di attiviste e attivisti impegnati sui territori, questo silenzio rappresenta l’ennesimo segnale allarmante: non rispettare la legge che impone al governo di redigere annualmente la relazione, significa non dire, per esempio, al paese cosa accade nelle nostre regioni, qual è il tasso di obiezione ancora alto né nostro paese. Il diritto all’aborto, sancito dalla legge dal 1978, oggi è sempre più difficile da esercitare a causa dei numerosi ostacoli che ancora oggi si incontrano. Secondo il Network Giovani Campania, non si tratta di un semplice problema tecnico, ma di una precisa scelta politica: non è stato ma registrato un ritardo simile. L’ultima relazione disponibile, pubblicata nel febbraio 2024, contiene dati fermi al 2022. Questa mancanza di trasparenza impedisce qualsiasi valutazione reale sulle condizioni in cui viene garantito un diritto fondamentale: la distanza tra ciò che è scritto nella legge e ciò che accade nella realtà è sempre più evidente. In numerosi territori, l’accesso all’IVG è continuamente ostacolato ed esiste una percentuale di donne e di persone che possono abortire che sono costrette a recarsi fuori dal comune di residenza, talvolta dalla regione, per poter accedere all’ivg”. A dirlo sono i ragazzi e le ragazze della giovanile del Movimento 5 Stelle.
“Il Network Giovani Campania evidenzia come questo clima di opacità si inserisca in un contesto più ampio, segnato da una narrazione moralizzatrice, dal sostegno a gruppi apertamente antiabortisti e antiscelta e dalla mancanza di politiche efficaci su educazione sessuale e contraccezione. Il vero rispetto della legge 194, ribadiscono i giovani e le giovani del Movimento, non può limitarsi alla sua esistenza formale, ma deve tradursi in servizi realmente accessibili, uniformi e realmente funzionanti su tutto il territorio nazionale. Difendere il diritto all’aborto significa difendere la autodeterminazione e tutela della salute, diritti non negoziabili” -concludono-.