Il laico di Forza Italia al Csm: “Non è un intoccabile”. Zangrillo: “È idoneo a ricoprire quel ruolo?”. Dal centrodestra è un continuo susseguirsi di dichiarazioni e comunicati stampa contro il procuratore di Napoli. Salvini insiste: “Chieda scusa”. Per Crosetto il magistrato “è indifendibile”

(ilfattoquotidiano.it) – Non si ferma l’assalto della destra contro il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri. Dopo l’intervista video al Corriere della Calabria sul referendum, a scendere in campo sono stati quasi tutti i big della maggioranza che sostiene il governo di Giorgia Meloni. “Alza i toni e offende”, ha attaccato ieri la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, mentre il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, si è detto “sconcertato” suggerendo che “l’esame psico-attitudinale” andrebbe previsto per i magistrati “anche per la fine della carriera”. Inutili le repliche dello stesso Gratteri: “Non ho mai detto che i cittadini che voteranno Sì sono tutti appartenenti a centri di potere o a malavita e massoneria”, ha spiegato il procuratore intervenendo a Piazza Pulita su La7. “I miei interventi – ribadisce Gratteri – non possono essere parcellizzati: ho detto che a mio parere voteranno Sì coloro che non vogliono essere controllati dalla magistratura, tra cui centri di potere, ‘ndrangheta e massoneria deviata. Ma non ho mai detto che tutti quelli per il Sì appartengono a centri di potere“.
L’avere ribadito il suo pensiero non ferma però gli attacchi. Dal centrodestra è un continuo susseguirsi di dichiarazioni e comunicati stampa contro il procuratore di Napoli. “È successa una cosa abbastanza scioccante: il magistrato Gratteri sostanzialmente ha dichiarato che le persone che non la pensano come lui sono moralmente inferiori. Io credo che qui non ci sia un tema di referendum sì o no, ma ci sia un problema di idoneità di un magistrato a ricoprire quel ruolo“, ha detto il ministro della pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. “Mi considero amico di Gratteri e come lui sa bene l’ho difeso molte volte, perché ritenevo giusto farlo. Questa volta è indifendibile“, scrive su X il ministero della Difesa, Guido Crosetto. Per il vicepremier leghista Matteo Salvini “da un procuratore della Repubblica, un cittadino italiano si aspetta terzietà e sobrietà, non insulti a casaccio e quindi la prima cosa che mi aspetterei da cittadino italiano sono le scuse“.
Il laico del Csm in quota Forza Italia, Enrico Aimi, torna a parlare dopo avere chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli di aprire una pratica sul procuratore di Napoli. Per lui le dichiarazioni di Gratteri “appaiono irricevibili, intrise di arroganza e supponenza, e non riconducibili al linguaggio che dovrebbe caratterizzare chi è chiamato a ricoprire un così alto ruolo istituzionale”. “In uno Stato democratico, piaccia o meno, vigono regole valide per tutti: non esistono intoccabili“, attacca Aimi. “Nessun bavaglio o minaccia” nei suoi confronti, ma “il fatto che non faccia ferie, che operi sotto scorta e che combatta battaglie rilevanti contro la criminalità organizzata non gli attribuisce alcun salvacondotto, alcuna guarentigia regia, né tantomeno una sorta di ius primae noctis con licenza di offendere milioni di cittadini italiani”, conclude. Al coro si uniscono altre due consigliere laiche del Csm, in quota centrodestra, Isabella Bertolini e Claudia Eccher, soci fondatori del Comitato “Sì Riforma”: per loro le dichiarazioni del procuratore di Napoli “sono gravissime e inaccettabili” e per questo chiedono al Consiglio Superiore della Magistratura di prendere “una posizione netta e chiara contro le parole di Gratteri, che non possono essere interpretate in modo diverso dal loro contenuto oggettivo e che offendono profondamente gli Italiani e le Istituzioni”.
Intanto anche 51 magistrati hanno sottoscritto un comunicato contro le parole di Gratteri: “Ci scusiamo con i cittadini che si sono sentiti oltraggiati da tali affermazioni”, scrivono. “La cultura della giurisdizione è per noi comandamento di vita e non vuoto slogan da fiera. Ci indaghi tutti, sig. Gratteri“, aggiungono. Si tratta del gruppo di autoproclamati “magistrati per il Sì” che già avevano preso posizione sul referendum: ben 11 di loro sono giudici e pm in pensione altri sei sono ex magistrati ordinari transitati nel nuovo corpo dei giudici tributari professionali. E anche in questo caso ecco arrivare una valanga di comunicati degli esponenti di destra per sostenere i 51: dalla senatrice Michaela Biancofiore al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per il quale il loro comunicato rappresenta “l’inizio di una svolta importante“. Si tratta, va precisato, di 34 magistrati attualmente in servizio sui 9.657 del ruolo organico: lo 0,35%.
Io li capisco gli astensionisti perché comprendo le loro motivazioni, la principale delle quali credo sia questa: la volontà ferma di non sentirsi addosso un senso di complicità votando chi promette e non mantiene.
Ora, se questa mia percezione corrisponde a una ipotesi abbastanza vicina alla realtà, ritengo che tale spiacevole sensazione sarà presente nel caso i governativi dovessero portare a casa il referendum.
Per impedire che ciò accada serve uno sforzo comune. Gli sconsiderati attacchi rivolti verso Il procuratore Gratteri, uomo simbolo della lotta alle mafie, dovrebbero convincere che in ballo c’è ben di più che una riforma costituzionale.
Io sto con il dottor Gratteri e voto NO.
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La piantassero e iniziassero a prepararsi le valigie, invece,, perché se dovessero perdere il referendum la loro retorica sulle toghe rosse sparirà d’emblée insieme a tutte le giustificazioni immaginarie per i provvedimenti legislativi futuristi fin’ora adottati, oltre a svanire definitivamente il fumus del consenso dei sondaggi, con cui hanno ammantato l’azione disastrosa di questo governo di ciarlatani.
Con un SÌ t’impicci, con un NO ti spicci!
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