Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione unanime da parte del Parlamento europeo del nuovo regolamento comunitario volto a contrastare le pratiche commerciali sleali lungo la filiera agroalimentare. Con 555 voti favorevoli, nessun voto contrario e 26 astensioni, l’Eurocamera ha dimostrato che è possibile fare scelte condivise quando si tratta di sostenere i nostri agricoltori, i produttori locali e il mondo rurale che rappresento con impegno quotidiano.

Questa normativa, frutto di un percorso legislativo lungo e responsabile, obbliga le autorità nazionali dei Paesi membri a cooperare più efficacemente nella prevenzione, nell’indagine e nella sanzione di pratiche commerciali sleali, anche quando si verificano oltre i confini nazionali. In questo modo si garantisce che chi lavora la terra, chi produce vino, olio, formaggi o altri beni agroalimentari tipici, possa ricevere una remunerazione equa per il proprio lavoro e non restare esposto alle distorsioni del mercato.

Il nuovo quadro normativo consente alle autorità nazionali di intervenire anche di propria iniziativa, senza dover attendere una denuncia formale da parte dei produttori, e prevede un sistema di scambio rapido di informazioni e ispezioni coordinate tra Stati membri. Questo rappresenta un salto di qualità nel riconoscere il carattere realmente europeo della nostra agricoltura, che non può essere frammentata da barriere giuridiche o da difformità applicative.

Un punto di particolare rilievo riguarda il contrasto alla vendita sottocosto, una pratica che svilisce il valore delle nostre DOP e IGP. Grazie al nuovo sistema, ispirato al modello di successo per la tutela delle denominazioni d’origine, sarà possibile intervenire in modo coordinato a livello europeo per impedire che l’eccellenza italiana venga utilizzata come prodotto civetta a prezzi che non coprono nemmeno i costi di produzione.

Come Consigliere Comunale delegato della Città di Sant’Agata dei Gotti all’associazione  Nazionale Città del Vino, credo fermamente che le produzioni locali, il patrimonio enogastronomico e il lavoro delle nostre comunità agricole siano motori insostituibili di sviluppo economico e culturale. Proteggerli significa non soltanto difendere l’economia rurale, ma anche sostenere l’identità, la qualità e i valori del “Made in Italy” nel mondo.

Non posso tuttavia ignorare le preoccupazioni legate alle risorse finanziarie destinate al settore: è fondamentale che il Quadro Finanziario Pluriennale includa strumenti e fondi adeguati per sostenere la competitività delle filiere agricole, difendere la loro resilienza nei confronti dei rischi climatici e valorizzare l’eccellenza dei nostri prodotti tipici.

Resto convinto che questa normativa sia un passo importante verso una filiera agroalimentare più equa e trasparente, e continuerò a lavorare, come ho sempre fatto, per garantire che gli agricoltori e i produttori locali possano operare in condizioni di giustizia, dignità e tutela.