Personaggi popolarissimi, da quelli di Sordi e Totò, a Fantozzi e Checco Zalone sono lontanissimi dalla sinistra. La destra-destra, però, ha sempre avuto un rapporto complicato con l’ironia: perché il riso destabilizza l’ordine, sfotte la gerarchia, svuota la retorica

(di Filippo Ceccarelli – repubblica.it) – La vicenda del comico Pucci autoescluso da Sanremo è già abbastanza patetica, ma la difesa che ne ha fatto la premier Meloni, oltre che un’occasione persa, conferma che la destra-destra non sa ridere, e questa in Italia è un’ulteriore disgrazia.
Ai suoi tempi, fresco di spolveratina alla poltrona di scena, il presidente Berlusconi si consentì il lusso di rimbrottare il duo Santoro-Travaglio: “Non sapete nemmeno scherzare!”. Altra storia, altra stoffa. Giorgia Meloni, che pure un filo di istrionica comicità ha ereditato in famiglia (nonno Nino e nonna Zoe Incrocci, affermati artisti della commedia), non se lo può permettere e così ondeggia, senza un sorriso, tra vittimismo e risentimento.

Dispiace essere così risoluti, ma purtroppo non si tratta di gusti personali, né di alterigia radical-chic, quanto di storia, antropologia, psicologia e umanità varia che con la pretesa egemonia umoristica della sinistra nulla hanno a che fare. Alberto Sordi, per dire, non era di sinistra e Totò meno che meno; idem il personaggio di Fantozzi o quelli di Checco Zalone. Sul piano artistico di solito la complicazione prevale sulle appartenenze. Walter Chiari e Ugo Tognazzi, per dire, aderirono alla Repubblica di Salò, come del resto Dario Fo, ma certamente “sapevano scherzare” sulla figura idealtipica del fascistone, vedi le formidabili parodie del primo e l’indimenticabile interpretazione de “Il Federale”.
Altri illustri personaggi assai lontani della sinistra tipo Guareschi, o Benito Jacovitti, o Max Bunker, l’inventore di Alan Ford, più che di destra si consideravano impolitici, eretici, anarchici. Ma lei è fascista? chiese un giorno Giordano Bruno Guerri a Carmelo Bene, di tutti i sospettati il più imprevedibile: “Equivoco per equivoco – rispose – sono nazista” e roteava gli occhiacci.
Quando negli anni 70 i deviazionisti missini de “La Voce della Fogna” presero sonoramente in giro la retorica della fiamma, Almirante li sbattè fuori. Perché il riso destabilizza l’ordine, abbassa ciò che è in alto, profana l’identità, sfotte la gerarchia, svuota la retorica, mette in piazza ciò che si vuole nascondere: ci provasse qualche fratello d’Italia a mettere su un numeraccio sul caso Giambruno, su casa Santanché o anche solo sugli inevitabili casini di Colle Oppio!
Questo non vuol dire che chi si sente di destra manchi di umorismo. Tatarella era greve, ma spiritosissimo; lo stesso La Russa appare dotato di un suo magnetismo grotesque, tanto che De Laurentis gli offrì una parte in un cinepanettone. Ma Lollo, Sangiuliano e un po’ anche Giuli (specie dopo essere diventato ministro con gli stivali) si prendono così sul serio da trasformarsi in veri comici, con l’aggravante dell’inconsapevolezza.
Ancor più, dunque, stringe il cuore il povero Pucci. Per quanto figlia della sciagura, grazie a Cirri, Pingitore e Oreste Lionello la destra neofascista almeno diede vita a qualche forma di cabaret. Ma l’evoluzione televisiva del Bagaglino ha finito per mostrare la più disarmante comicità senza pensiero; per troppi anni Pippo Franco, Martufello e i sosia hanno fatto satira di governo, anche interessante da studiare, ma elementare, innocua, corporea, cosce, culi, panze e torte in faccia. La stessa tenace fedeltà di Lando Buzzanca alla fiamma quasi mai è riuscita a sollevarsi, almeno nei film, dal cliché dell’ossessione sessuale femminile.
Cosa ci sia da far ridere ai tempi del governo Meloni e della tv che ne porta il nome è un doloroso mistero, una specie di deserto che non può dirsi nemmeno dissodato dai rutti dell’influencer portati in prima serata da Pino Insegno, dalle rime radiofoniche di Gasparri o dalle surreali tele-sclerate di Mario Giordano. È dubbio che Giorgia conoscesse questo Pucci, mentre è sicuro che le piacciono molto Pio e Amedeo. Ma anche qui si apre il sipario e al patriota di bocca buona non resta che bearsi di rimessa del politically correct: “Non si può più dire niente!”, quindi lagne e difetti fisici, bersagli chiari e rassicuranti, le femministe, gli omosessuali, gli italiani in minoranza, ovvia riscoperta delle barzellette da caserma o da spogliatoio, un velo di nostalgia, oppure è l’ansia che si trasforma in risata, ma senza dirlo.
Articolo insensato.
Pucci si è autoescluso, non farà il suo spettacolo. Dice che è stato insultato e ha ricevuto minacce.
Vero o falso che sia, di cosa avrebbe dovuto ridere la destra, senza riuscirci perchè non ne è capace?
"Mi piace""Mi piace"
Ma quale vittimismo. Solo chi, per sua natura, si trova sempre dalla parte dei potenti del momento non sa di cosa siano capaci i sinistrati contro chiunque si permetta di difendere la sua libertà di pensiero e di parola. Ve lo dice uno contro cui, per aver sbaragliato in più concorsi i loro protetti, dichiararono lo stato di agitazione contro il “fascista” che non era iscritto a uno dei sindacati della triade.
"Mi piace""Mi piace"
Alla faccia del bicarbonato di sodio 🤔
"Mi piace""Mi piace"
"Mi piace""Mi piace"
Pucci o non Pucci c è sempre il detto che dice chi si offende è fetente.🤔
"Mi piace""Mi piace"
Ma chi è ‘sto Puccio? 😅
"Mi piace""Mi piace"