Il Disciplinare del Csm ha circa 70 procedimenti l’anno, per tre giorni di lavoro al mese. I suoi sei membri hanno anche altre funzioni. I 15 nuovi giudici avranno solo questa mansione

(Giulia Merlo – editorialedomani.it) – Se la riforma della giustizia verrà confermata dal referendum, il posto più ambìto – per prestigio e compensi rispetto all’impegno richiesto – sarà quello di componente dell’Alta Corte disciplinare. Organo costituzionale nuovo di zecca, si occuperà dei procedimenti disciplinari nei confronti di giudici e pubblici ministeri (qui per l’occasione non più considerati separati) e sarà composto di quindici giuristi che, con una o due sedute al mese, porteranno a casa un lauto stipendio che potrà arrivare fino a 311.658,53 euro lordi l’anno. L’Alta Corte, del resto, rischia di generare nuovi costi e anche nuovi paradossi.

I numeri
Partendo dal dato economico, la corte avrà bisogno di una nuova sede e di personale di segreteria, oltre che di personale ausiliario. Immaginando che un palazzo romano inutilizzato di proprietà dello stato si possa trovare, i costi vivi saranno comunque significativi. Secondo il bilancio 2025, il Csm con sede a palazzo Bachelet è costato complessivamente 49,816 milioni di euro. Con l’approssimazione necessaria alle ipotesi, si può immaginare che un organo con meno della metà dei componenti avrà un bilancio di circa 25 milioni di euro. Un ulteriore aspetto è legato a quanto lavoreranno i futuri quindici componenti – di cui dodici sorteggiati – per dare giustizia disciplinare alle toghe.

«Tutto sarà rimesso alla legge di attuazione», è la premessa di Roberto Romboli, costituzionalista e attuale membro laico del Csm, che in passato è stato anche membro della sezione Disciplinare. Tuttavia, dal testo della riforma si evince che «la Corte avrà quindici membri e, senza dirlo espressamente, si evince che lavoreranno in collegi perché è previsto che il grado d’appello venga deciso dalla stessa Alta corte in diversa composizione», e si rinvia alla legge, tra l’altro, per la composizione dei collegi. Dunque è possibile fare una stima più accurata della mole di procedimenti: i dati ci sono, visto che l’Alta Corte prenderà in carico quelle che oggi sono tutte le mansioni della attuale sezione Disciplinare, più il piccolo surplus di lavoro come organo d’appello. L’attuale mole di lavoro della sezione Disciplinare è stato analizzato da un recente report di uno dei componenti, il togato Roberto Fontana, su Questione Giustizia: nei tre anni da inizio 2023 a fine 2025, le sentenze totali sono state 199 (di cui 23 di non doversi procedere), delle quali 43 sono state impugnate davanti alle Sezioni Unite. Dunque, l’Alta Corte disciplinare dovrà gestire circa ottanta procedimenti l’anno.
I compensi
Ecco qui il punto, allora: si rischia di costruire un organo molto costoso ma decisamente poco sfruttato, e non certo per malavoglia di chi lo comporrà.
Così non è oggi. I sei membri della sezione Disciplinare sono anche componenti del Csm e dunque partecipano al plenum, ma sono anche membri di altre commissioni. Romboli, per esempio, era anche vicepresidente della Seconda e della Sesta commissione. Il professore ricorda come «la sezione si riunisce tre settimane al mese per due mezze giornate e nella quarta settimana per una sola mezza giornata. In tutto, in un mese, si tiene udienza per tre giorni e mezzo», cui si aggiungono però tutti gli altri impegni di consiglieri. In futuro, invece, i quindici membri dell’Alta Corte avranno una sola mansione: il disciplinare. Un impegno che sarà incompatibile in modo assoluto «con l’esercizio della professione di avvocato e con ogni altra carica e ufficio indicati dalla legge».
«Sarà necessario costituire più collegi per decidere i ricorsi, è quindi probabile che la Corte costituirà tre collegi da cinque membri ciascuno. Per l’appello potrebbe essere riconosciuta la competenza di un collegio composto dai dieci membri che non hanno fatto parte del collegio che ha pronunciato la decisione impugnata». Collegi che avranno davvero poco lavoro per le mani: se l’attuale Disciplinare si riunisce per tre giorni e mezzo, ai tre collegi basterà una o al massimo due sedute al mese per smaltire le pratiche.

Insomma, i quindici membri – nove togati e sei laici, di cui tre indicati dal Colle – guadagneranno fino a 26mila euro lordi per in media un giorno di seduta al mese (oltre ovviamente allo studio del caso e alla redazione delle sentenze per cui comunque sarà a disposizione un assistente di studio). «Una ipotesi potrebbe essere che le commissioni lavorino per sessioni. Per esempio, se l’Alta Corte lavorasse una settimana al mese, il costo dei membri diminuirebbe almeno dal punto di vista delle indennità di trasferta e qualcosa si potrebbe risparmiare», suggerisce Romboli.
Ma perché, allora, il ministro Carlo Nordio ha voluto creare l’Alta Corte invece di lasciare ai due Csm la funzione disciplinare? Perché secondo il ministro «la giustizia domestica correntizia fa da stanza di compensazione», invece l’Alta Corte composta da personalità esterne «assicura l’imparzialità del giudizio». A fronte di un giudizio così negativo, viene da chiedersi come mai nell’anno appena passato il ministero della Giustizia abbia impugnato appena 6 sentenze su 71. E Romboli pone un ulteriore interrogativo: «Ma se i due nuovi Csm saranno composti con sorteggio proprio per smantellare le correnti e dunque renderli indipendenti, allora perché non lasciargli la funzione disciplinare?». Tutte domande senza risposta.
La Procura di Milano mette sotto controllo giudiziario Foodinho-Glovo: “Caporalato e salari sotto la soglia di povertà”
Nuova inchiesta coordinata dal pm Paolo Storari. L’amministratore unico Pierre Miquel Oscar, si legge nel decreto di controllo giudiziario, “impiegava manodopera in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori”
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/09/caporalato-foodinho-glovo-procura-milano-notizie/8285170/
Come siamo messi a pazienza?
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Magari instaurare la dittatura del proletariato mi pare un filo eccessivo, però a questo ritorno allo schiavismo credo sia opportuno porre rimedio. Radicale.
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Ma d’altra parte è normale: i giovani mica sono portatori di interessi. Che clientele possono vantare, a parte quelle in divano che ordinano con l’app dedicata?
Questo è un paese per vecchi, pedalare!
Senti nel ’73 cosa veniva prodotto. I giovani di allora leggevano Marcuse e vestivano l’eskimo; oggi, belli stagionati, leggono Rep, hanno il cachemire da 800 €, sentono qualcosa se hanno Amplifon, votano pd e vivono lontani dal puzzo acre dei lacrimogeni, anche coi ricordi .
Giovani di oggi, siete pronti?
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No, non sono pronti. Nemmeno negli anni ’90.
Nemmeno nei ’70.
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nel 73 avevo 14 anni. Nel.78 19
leggevo Marcuse, Laing, ma soprattutto Eric Fromm. Ho votato per la prima volta MLS di Lucio Magri. Ingannato dalla prosopopea unanitaristica. In quel tempo l eskimo lo portava Paolo Mieli che era in Potere Operaio, Lerner e Sofri in Lotta Continua. Che scrivevano testi tipo quelli del centro sociale torinese, ridondanti di autoriferimento. Ho visto l autonomia, gli antagonisti, il 77, le Br e la tragedia di Moro. Ho scoperto Berlinguer, che non avrebbe mai chiesto di indossare l eskimo, che in fondo era una divisa come le scarpe a punta dei sambabilini. E ho scoperto un idea di politica in cui i servizi d ordine impedivano l infiltrazione dei violenti nei cortei, proteggendo il diritto di manifestare in sicurezza. Non potevo permettermi l eskimo, e non mi.piacevs neanche. Più grandicello, leggevo Repubblica, meno dopo la vignetta di Forattini contro la sobria austerità di Berlinguer. Dovendo viaggiare più di un ora per recarmi al lavoro, o sostituito repubblica con i libri per l università. Ho votato PCI, Ds e poi pd, fino a Renzi. Per circa 40 anni. Ingannato colpevolmente da Prodi, D Alema, Bersani. Poi 5s, ammettendo il mio errore di scelta. Però. L alternativa più a sinistra era Bertinotti, lui si col cachemire da 800 euro. Non era facile, l alternativa. Il lavoro mi ha fatto capire molto, spero, anche delle dinamiche politiche. Quello che avevo capito l ho ritrovato nel m5s e nei governi Conte.
Mia moglie dice che mi servirebbe Amplifon, almeno da 15 anni. Ma sono sempre stato sordo alle iperbole.
La vedo così. In quegli anni la dinamica politica “normale” era innanzitutto per. Si era contro le cose ovvie verso cui essere contro, soprattutto la violenza, anche dei modi e del pensiero. Ma ci di confrontata per. Per il progresso individuale e di tutti. I servizi pubblici c erano. A debito? Averne molti meno non ha ridotto il debito, mi pare.
L atto più semplicemente rivoluzionario è votare. Il resto è rinunciare alla rivoluzione. All epoca rivoluzionario era il riequilibrio delle opportunità sociali, non la p38, che è stata sempre complice del sistema. Io credevo nello sforzo di conquistare diritti e doveri. Per me e per I miei. Anche oggi la penso così, facendomi gli affari di figli lontani dalla politica, che vorrei avessero più opportunità, nella loro di vita. E voto chi penso sia i più dalla loro parte. Ma voto. Diritto dovere che consente di lamentarsi, senza rimorsi.
Non leggo i quotidiani da una ventina di anni, nemmeno gratis al bar. Non guardo i talk show.
I giovani sono portatori di interessi. Non tanto diversi dai nostri. Grazie al nostro sostegno, sono consumatori facilitati. Studiano, lavorano, vogliono rapporti personali significativi, una casa. Sono forse più manovrabili, ma nemmeno tanto più di noi.
il Governo Conte 1, anche col mio voto, ha davvero rivoluzionato il sistema delle tutele sociali, della dignità del lavoro, del rapporto stato-cittadini. L ha fatto. Programmi e persone. Per tutti, anche per quelli che poi hanno votato lega o poi fdi, e per tutti quelli che hanno smesso di votare, il simbolo,i due mandati, le alleanze, Conte, la straminchia fritta.
chi non vota non è preoccupato dalla china antidemocratica dei provvedimenti in corso. Anzi, un po’ di pugno di ferro contro gli altri non gli dispiace. In fondo non lo fa lui…
Ai tempi, il NO si palesava nel voto, pur in continuità di governo biancorosa. Il.peso di quel voto, soprattutto a livello locale,ha costruito cose utili per i cittadini, di cui hanno beneficiato tutti e che è stata la base per il.progresso sociale e civile.
Berlinguer sollecitava il voto, per dare forza al progressismo di un idea di società inclusiva, coesa, per tutti. E aveva ragione, anche su questo.
tanti di noi votano m5s, comunque, e chi ha continuato a votare pd, o ha smesso dopo Renzi, non voterà mai Renzi o Meloni. Mai contro loro. Lunga vita
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Mi iscrissi alla Sapienza di Roma nell’ottobre del 1968. Avevo amici del Liceo che finirono tra gli ultrasinistri ed altri nel MSI. Ho assistito agli scontri, ho vissuto la stagione del terrorismo, delle bombe, degli omicidi, dei ” pseudorivoluzionari” infiltrati dai servizi di mezzo mondo. Contestavo, da Liberale ( non come si definì D’Alema negli anni 2000), il sistema democristiano che mi sembrava ammuffito, l’URSS e il PCI ( anche se capivo che l’operaio della Fiat non poteva votare come Agnelli). Poi, l’URSS è caduta come una pera marcia – ancora adesso mi sembra quasi incredibile – e tutto è peggiorato : il malaffare, la corruzione, i narcotrafficanti, la finanza/ mafia internazionale etc.ra che vediamo tutti, la Spectre di 007, insomma. I traditori Grillo e Di Maio non sono riusciti ad ammazzare in me la speranza…
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