
RENZI, MELONI DÀ SOLIDARIETÀ A UN COMICO E NON PARLA DI TASSE E SICUREZZA
(ANSA) – ROMA, 08 FEB – “Giorgia Meloni non viene mai in Parlamento per parlare di pressione fiscale e di sicurezza. E però oggi interviene sul festival di Sanremo dando la colpa all’opposizione per il forfait del comico Pucci. Non so quanto faccia ridere Pucci, so però quanto fa ridere un Governo in cui premier e vicepremier danno la solidarietà a un comico e non parlano di tasse e coltelli.
Abbiamo un mondo impazzito e l’Italia in mano a due influencer che prendono like pensando a Sanremo. Nel frattempo secondo l’Istat aumenta la povertà delle famiglie e crolla la produzione industriale ma la nostra Premier ci parla di Sanremo”. Lo scrive sui suoi social il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
RAI: PD A MELONI, ‘PAESE AFFRONTA EMERGENZE, GOVERNO PENSA A SCALETTA SANREMO’
(Adnkronos) – “Mentre in Sicilia si contano migliaia di sfollati e gli italiani stanno affrontando gravi emergenze sociali, Meloni e lo stato maggiore del governo sono preoccupati della scaletta del Festival di Sanremo”. Così Stefano Graziano, capogruppo Pd Commissione parlamentare di Vigilanza Rai.
“Prendiamo atto della rinuncia di Andrea Pucci alla co-conduzione di una delle serate del Festival: una scelta di buonsenso che evidentemente non appartiene a tutti. Di certo non appartiene al direttore di RaiSport, Paolo Petrecca, che, dopo una vergognosa e imbarazzante telecronaca in occasione dell’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, continua imperterrito a rimanere al suo posto solo perché si sente difeso da chi attacca sulla presunta illiberalità”.
“Rassicuriamo la Presidente Meloni e il vicepresidente Salvini: in Italia non c’è alcuna deriva illiberale della sinistra, c’è piuttosto una evidente inadeguatezza culturale della destra al governo. L’unico vero attacco alle istituzioni è quello portato avanti dalla maggioranza di governo, che tenta di controllare l’informazione pubblica, delegittimare il dissenso e, con la riforma della giustizia, minare la separazione dei poteri, fondamento della nostra democrazia costituzionale. Presentarsi come vittime mentre si esercita il potere senza contrappesi non significa difendere lo Stato, ma indebolirlo”.
SANREMO: M5S, DERIVA ILLIBERALE? MELONI PIÙ COMICA DI PUCCI
(ANSA) – ROMA, 08 FEB – “Panico a Palazzo Chigi: Pucci rinuncia alla co-conduzione di Sanremo e parte immediatamente l’allarme democratico. Giorgia Meloni lancia allarme rosso parlando di intimidazione, odio e addirittura di spaventosa deriva illiberale.
Mancava solo l’appello al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per difendere il diritto universale alla battuta sul suocero e alla barzelletta sugli stereotipi anni Novanta. Per Meloni il problema non sono le guerre e le bollette alle stelle, ma Pucci a Sanremo. Pucci poteva restare, andarsene o presentare pure l’Eurovision: il problema non è che sia di destra. Il problema è che fa una comicità triste, stanca, incastrata in cliché che sembrano usciti da una videocassetta dimenticata nel 1997.
Comunque in pieno spirito di collaborazione suggeriamo a Giorgia Meloni una soluzione. Per sostituire Pucci si potrebbe chiamare direttamente il direttore di Rai Sport Petrecca. Considerando la collezione di gaffe, lapsus e momenti surreali, rischierebbe seriamente di risultare il segmento più comico dell’intero Festival, senza nemmeno provarci.
O potrebbero mandarci Beatrice Venezi, che alla Fenice non vuole nessuno e che magari potrebbe dilettarsi all’Ariston. Ma forse a Sanremo a fare la comica dovrebbe andare proprio Giorgia Meloni: gridare alla “deriva illiberale” fa veramente sghignazzare. Peccato che siano risate amare”. Così gli esponenti M5S in Commissione di Vigilanza Rai Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico, Gaetano Amato.
E si sto governo sta parlando di un’Italia che non c’è!
Sembra di essere in un sogno dove si legano gli asini con le salsicce..dove si preferiscve buttare miglioni su un pomte che non serve a una cippa.
Dove Sanscemo e le olimpiadi invernali pagate con le tasse dei cittadini sono di primaria importanza rispetto alla demolizione dell a Costituzione e al riarmo per fare guerre e distruzioni.
Una banda di impazziti che sembrano “eterni” e che dimenticano pure il futuro ai loro giovani pur di dimostrare solo il loro potere.
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Gli antenati e i camerati di Giorgia Autore
di: Loris Campetti
Ha giurato sulla Costituzione che è figlia della Resistenza e dunque della lotta contro il nazismo e il fascismo. Ecco perché Ignazio Benito La Russa, secondo la logica, non potrebbe essere fascista. Ipocrisia e smemoratezza, però, possono più della logica. Per usare un termine classico dell’epoca littoria, “me ne frego” della logica, dei giuramenti e della Costituzione. Per non parlare del 25 aprile e della Liberazione. Ignazio Benito, quello delle statuette del Duce, è entrato con le mani e soprattutto con i piedi nel salotto buono della politica diventando la seconda carica dello Stato, l’autorità che viene subito dopo il presidente Mattarella, che dovrebbe addirittura sostituirlo in caso di necessità. Se Mussolini e Almirante sono i suoi riferimenti ideali, quelli storico-contestuali nei quali il nostro presidente del Senato si colloca risalgono agli anni Sessanta e Settanta, quelli delle stragi nere, quelli del legame criminale tra apparati dello Stato e manovalanza fascista. Pino Rauti, Delle Chiaie, solo per fare i due esempi più illuminanti, sono i fratelli maggiori di Ignazio Benito. Dunque, perché meravigliarsi se la data che ha voluto ricordare non è quella del 28 dicembre 1943, quando i sette figli di Alcide Cervi – Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio e Ettore – vennero torturati e infine trucidati dai fascisti nel poligono di tiro di Reggio Emilia. Questo atto fondativo della Resistenza italiana è estraneo, e di fatto nemico, nella narrazione di La Russa. Del resto, la fucilazione dei fratelli Cervi è risultata estranea anche alla narrazione di gran parte dell’informazione italiana, molto impegnata a digerire e accompagnare lo sdoganamento del fascismo, del postfascismo e del neofascismo italiani. È questo l’ultimo prodotto in ordine di tempo del fatto che il nostro paese non ha fatto mai i conti con il suo passato, con il colonialismo, il razzismo, il fascismo che oggi riemergono vomitati dai tombini della storia per materializzarsi in nuove forme non meno velenose di quelle di ieri e dell’altro ieri. Un’altra ricorrenza che Ignazio Benito ha dimenticato di commemorare, nelle celebrazioni di fine anno, è la promulgazione della Costituzione nata dalla Resistenza, il 27 dicembre del 1947, settantacinque anni fa. Anche questa “svista” si può capire, dobbiamo accontentarci della giurata fedeltà, senza interrogarci sulla sincerità del giurante. Con una promessa: la cambieremo questa maledetta Costituzione. La memoria del fascista, o postfascista, o neofascista presidente del Senato è ancora arzilla, invece, nel ricordo della nascita del Movimento sociale italiano fondato dall’ex redattore capo della rivista Difesa della razza ed ex capo gabinetto del Minculpop nella Repubblica di Salò, Giorgio Almirante. L’Msi è stato il partito-taxi per il riciclaggio di fascisti e collaborazionisti (prima con il regime di Mussolini, poi con i servizi segreti italiani). Commosso, Ignazio Benito commemora la gloriosa ricorrenza del 26 dicembre 1946, seguendo, con 24 ore di ritardo, le orme di Isabella Rauti, figlia di Pino Rauti (ed ex moglie del peggior sindaco di Roma, Alemanno), il cui nome è chiamato in causa in più stragi nere e tentativi di abbattere con le armi la fragile democrazia italiana. Oggi è senatrice, naturalmente di Fratelli d’Italia nonché sottosegretario di Stato al ministero della https://volerelaluna.it/allarmi-son-fascisti/2023/01/03/gli-antenati-e-i-camerati-di-giorgia/ difesa, quello presidiato da Guido Crosetto, anche lui di Fratelli d’Italia, quell’uomo gentile che prende in braccio Giorgia Meloni e vuole usare il bazooka contro i suoi nemici. La commozione per la fiamma tricolore che prorompe dalla tomba del Duce, traghettata dal simbolo del Msi a quello di Fratelli d’Italia è sincera in La Russa e Rauti, a differenza dalla giurata fedeltà alla Carta fondamentale. E a difendere il ruolo storico del Msi accorrono in molti anche fuori da Fd’I, primi tra tutti i giornalisti Sansonetti e Ferrara. I neofascisti oggi governano l’Italia mescolando centralismo esasperato, presidenzialismo fino a sognare l’uomo – o donna che sia – solo al comando e l’autonomia differenziata con lo smembramento del paese in regioni europee e regioni africane. Soprattutto mescolando i “valori” fascisti alla pratica neoliberista, al turbocapitalismo epurato da qualsivoglia ammortizzatore socialdemocratico. Pietà l’è morta. Dai diritti alle regalie ai privilegi facendo cassa sui poveri per favorire i ricchi aumentando le diseguaglianze, con un sovrappiù di odio classista contro chi paga le tasse, lavoratori dipendenti e pensionati. Meloni usa parole antiche come “orgoglio” e “nazione” e la sua ministra Santanché vuole abolire le spiagge libere regalandole ai privati per ributtare a mare tossici e rifiuti che le insozzano. I migranti sono declassati a clandestini, chi li salva dai marosi sono colpevoli di tratta che vanno multati e le loro navi sequestrate. A coniare l’espressione “aiutiamoli a casa loro” non è stato Salvini che ne rivendica la primogenitura, bensì Pino Rauti all’inizio degli anni Novanta quando era segretario del Msi. La scuola deve essere meritocratica e lo Stato deve favorire i più bravi togliendo ogni sostegno ai figli dei poveri che non hanno neppure i soldi per i libri, in un paese dove cresce l’evasione scolastica. Per salvaguardare la pura razza italica dall’inquinamento nero e giallo, le “nostre” donne devono fare più figli, del resto a quello servono secondo il Governo di destra-destra. Arrivano a proporre il varo di una nuova ricorrenza: dopo la festa della mamma e quella del papà, ecco la festa dei “Figli d’Italia”. Dicono figli d’Italia perché chiamarli figli della lupa potrebbe urtare qualche residua sensibilità. Fanno l’occhiolino a evasori e no-vax e mandano in galera i giovani dei rave perché non sopportano gli assembramenti, oggi dei rave domani degli studenti e degli operai. Sono contro la droga, tranne quella consumata nei locali in. Vogliono una magistratura sottomessa alla politica e ai politici. Sono fatti così e adesso sono al governo, fanno e disfano leggi a piacimento.
Per grazia ricevuta: hanno vinto la partita segnando un gol a porta vuota mentre i giocatori avversari si menavano tra loro.
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ecco le loro priorita’…mentre il Paese soffre moltissimo….!!! distogliere l’ attenzione dei Cittadini dai reali problemi per “incanalarli” su cose futili…….!!!!
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I motivi che hanno portato al potere il “fenomeno” Meloni sono assai simili a quelli di Trump e di altri paesi: il capo di turno esercita il potere per la sua parte politica, incurante del resto. Il lento e continuo degrado delle istituzioni e dei capisaldi del paese (il nostro, nello specifico ) ha prodotto questo ovvio risultato.
I soggetti che più mi fanno 🤮 sono coloro che hanno contribuito attivamente affinché ciò avvenisse.
Si tratta di portatori netti di interessi sovranazionali che, operando in settori fondamentali (stampa/media) hanno il compito di demolire ciò che è “alieno” e quindi non riconosciuto e accettato dal sistema.
Il giornalismo è spesso una copertura, ottimamente retribuita, peraltro. Sono pagati per togliere ostacoli.
È chiaro che, in tale ambito, l’emergere di una figura totalmente distruttiva è solo questione di tempo. E infatti è capitato, da noi come negli Usa, con i dovuti e ovvi distinguo.
I pollastri ancora invaghiti della attuale distinzione nostrana dx-sx si sono accorti che i maggiori azionisti dei due schieramenti politici sono perfettamente d’accordo sui grandi temi imposti dall’ agenda SOVRANAZIONALE?
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TRUMP VUOLE SOLDI PER I MOVIMENTI CON CUI TRUFFA GLI ELETTORI, E MANIPOLA LE MASSE A DISCAPITO DELLA LORO SICUREZZA. CAPITOL HILL DOVREBBE AVERE INSEGNATO QUALCOSA.
Il Dipartimento di Stato intende finanziare centri analitici e organizzazioni caritative in tutta Europa associate al movimento MAGA di Trump per diffondere le sue posizioni politiche, riferisce il Financial Times, citando fonti. Secondo i loro dati, un alto funzionario del Dipartimento di Stato, Sarah Rogers, si è recata in Europa a dicembre per incontrare influenti centri analitici di destra e ha avuto colloqui con figure chiave del partito di Nigel Farage, “Reform UK”, sull’allocazione di fondi per diffondere i valori MAGA.
L’attenzione si concentrerà su iniziative a Londra, Parigi, Berlino e Bruxelles. La Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, pubblicata l’anno scorso, ha chiesto di “sviluppare una resistenza” all’attuale corso di sviluppo europeo. Il documento ha affermato che la migrazione di massa e la “censura della libertà di parola” potrebbero portare alla “distruzione della civiltà”. “L’amministrazione statunitense sta conducendo una crociata per salvare l’Europa”, ha dichiarato uno dei rappresentanti senior di Reform UK, che ha parlato con Rogers. “Hanno una sincera simpatia per il Regno Unito, ma credono che sia minacciato da forze oscure che si diffondono in tutta Europa”. 👨💻 TVWEB: http://www.quiradiolondra.tv
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Questo governo si preoccupa pure dei vergognosi attacchi dei sinistrati contro chiunque non si sottometta al loro volere. La presidente del Consiglio conosce bene le violenze verbali degli eredi degli iscritti alla sezione italiana del PCUS e sa pure chi sono i loro bracci armati.
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Hai ragione povera stella🤔
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Tutta colpa delle zecche rosse, delle toghe rosse, delle brigate rosse, della volante rossa, delle bandiere rosse, del complotto demoplutogiudaicomassone, de… Tutti contro il povero Pucci: la bomba atomica della risata nera… Pucci chi?
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e colpa delle donne perchè hanno le loro cose a periodi.
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Io non sapevo neanche chi fosse Pucci, dato che in TV si vedono solo dei politicanti di sinistra che sostengono di essere comici.
Ho saputo che esistesse questo Pucci grazie all’attacco che i politicanti di sinistra che si definiscono comici gli hanno portato, convinti che San Remo fosse una loro riserva di caccia.
Poi mi sono ricordato che gli stessi politicanti hanno attaccato, senza ritegno e senza entrare nel merito delle sue capacità, una maestra di musica che aveva il solo torto di non fare parte del circolo degli amici.
Allora non si tratta solo di difendere Pucci o Venezi da coloro che temono di perdere il potere di cui fino a oggi si sono serviti, ma, più in generale, di difendere la libertà di tutti.
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Poveraccio tu, puccipuccipu, la Venezi e la caciottara anche: vittime siete e vittime resterete, intanto che chiagnete e vi fottete sto disgraziato paese popolato da balordelli, corruttelli e fascistelli.
ps: prima di usare la parola “libertà”dovresti fare qualche risciacquino in gola per sputare qualche rospo nero che ti gorgoglia nelle viscere.
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I fascistelli di avantieri indossavano la camicia nera e operavano a viso scoperto.
I fascistelli di oggi non indossano la camicia nera, ma la tuta nera e mettono a ferro e fuoco le città nascondendo il viso con una maschera nera.
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Ma quanta improntitudine ed ignoranza! Non provi un po’ di vergogna per la scemenze che scrivi?
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è per questo che a volte si veste di rosso? per camuffarsi?
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Chi oggi si veste di rosso non lo fa per camuffarsi, ma per seguire i dettami di Valentino (sa chi era?).
E poi camuffarsi con chi?
A me risulta che coloro che fino al 1998 si gloriavano della loro camicia rossa, se non dalla sera ma quasi, vergognandosi di quel colore, buttarono la camicia nel cesso. Forse erano gli stessi o i loro discendenti che il 25 luglio 1943 si coricarono con la camicia nera e si svegliarono con la camicia rossa.
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non sapevo che Valentino vestisse anche i nani da giardino, buono a sapersi.
Chi si è coricato con la camicia nera e si è svegliato con la rossa, sono gli stessi che ora indossano la double-face, molto più veloce a girare e cambiare colore.
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Vestiva donne belle e importanti.
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lo è per te e Calenda, famoso per essere omo de sostanza e de parola
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@bastian contrario
mi è scappato il mi piace e non si toglie, ad ogni modo volevo dirti che il melone è vero che conosce bene le violenze verbali, perché continua a perpetuarle in prima persona ed è imbattibile in questa disciplina, tanto che non si è manco accorta di essere PdC di tutti gli italiani, anche quelli che continua ad ingiuriare. Gran bella personcina vero?
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Non solo attacchi verbali, ma le querele mosse a chi ha osato fare satira su esponenti di governo! Comunque non c’è stata alcuna pressione su Pucci, che ha deciso di rinunciare sua sponte per insulti e minacce dei soliti odiatori da tastiera che attaccano sui social , a seconda delle tifoserie , qualsiasi personaggio pubblico…..Certo se la carta di presentazione di artista satirico è una foto con le chiappe al vento, ci sta di beccarsi sui social un vaffa! Dissento però dalla reazione delle opposizioni, in un contesto da farsa si risponde con il grottesco chiedendo immediatamente al governo e al parlamento un’ audizione spettacolo di Pucci al cospetto dei rappresentanti della Nazione a reti unificate ed un decreto legislativo urgente per ripristinare la sua co-conduzione a Sanremo! In un paese ridicolo non ci resta che ridere, a crepapelle con questi artisti più esilaranti dei comici di professione …..Son tempi difficili per i comici, ogni giorno qualcuno li batte con l’ esperienza e la capacità di restare serio dichiarando pu@@anate, che poi è l’ arte della comicità!
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Ero preoccupata per il tuo like…scema, vero?
Non poteva essere. 😉
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Quindi, ti sembra che tutti la rispettino come Presidente del Consiglio e meritino di essere rispettati.?
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Abbiamo trovato chi può sostituire Pucci……la redazione di Infosannio informi velocemente la/il premier !
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Se la politica deve interessarsi della conduzione del festival della canzone italiana come se non ci siano problemi più importanti, allora siamo alla frutta.
La questione viene come al solito presa dalla parte della coda e non dalla testa . Non si può in un contesto generale dove le televisioni ,compreso quella pubblica pagata direttamente da noi,essere strumento politico dei partiti e ancor di più del governo. È questo il vero motivo dello scandalo . Tutto il resto è solo la logica conseguenza di un sistema che non ha della democrazia neanche l’ ombra,ma che vuole magnificarsi con lo strumento più popolare .
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Giuseppe Conte
3 h
AVETE CAPITO PERCHÉ PARLANO DI PUCCI? Stanno mandando il Paese all’asta dopo 32 mesi di crollo della produzione industriale. Con i finti sovranisti al Governo abbiamo ben 429 aziende italiane in un solo anno che hanno fatto fusioni o sono state acquisite da imprese estere, da rete Tim finita in mano agli americani a IP agli azeri. C’è un boom di aziende in liquidazione giudiziale (+38% rispetto al 2022), la cassa integrazione dilaga, i lavoratori a zero ore perdono 6mila euro netti in media. La fotografia scattata oggi dal DataRoom di Milena Gabanelli e sul Sole 24 Ore è allarmante e descrive l’assenza di politiche industriali: tagli alle imprese per deviare i fondi sul Riarmo, decreto bollette non pervenuto mentre l’energia in Italia costa il 30% in più rispetto al resto d’Europa, il pasticcio su misure per l’innovazione aziendale come Transizione 4.0 che è stata riempita di burocrazia e di confusione tanto che le imprese non possono più programmare con certezza i propri investimenti. Sono in ritardo di quasi 4 anni su un piano italiano ed europeo di rilancio industriale. Sanno solo dire no alle nostre proposte.
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Hanno bocciato con la critica un esponente della loro CUL-tura (è il caso di dirlo!).
Quello brucia!
Punto.
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