
(ansa.it) – Gli Stati Uniti hanno chiesto agli americani in Iran di lasciare immediatamente il Paese o comunque di “tenere un profilo basso” ed essere “sempre in contatto” con famiglia e amici.
“A causa di misure di sicurezza rafforzate, chiusure stradali, interruzioni dei trasporti pubblici e blocchi di internet”, si legge in un’allerta sul sito dell’ambasciata virtuale a Teheran. I cittadini americani, se possibile in sicurezza, devono valutare la possibilità di lasciare l’Iran via terra verso l’Armenia o la Turchia “immediatamente”. Altrimenti, si avverte “trovate un luogo sicuro, evitate le manifestazioni, mantenete un profilo basso”.
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al Busaidi, che ha mediato oggi il negoziato tra Iran e Stati Uniti ha dichiarato che i colloqui di Muscat sono stati “molto seri”, aggiungendo che hanno contribuito a chiarire le idee di entrambe le parti e a individuare aree di possibile progresso.
“Puntiamo a riunirci nuovamente a tempo debito e i risultati saranno attentamente valutati a Teheran e Washington”, ha dichiarato al Busaidi in un messaggio su X, riferisce l’emittente ‘Iran International’.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che i colloqui tra Iran e Stati Uniti mediati dall’Oman sono iniziati bene. “Nel complesso, è stato un buon inizio, ma il proseguimento dipenderà dalle consultazioni nelle capitali”, ha detto Araghchi, che guidava la delegazione iraniana mentre quella degli Usa era formata dall’inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner. “Oggi si sono svolti diversi cicli di incontri. Le nostre opinioni e preoccupazioni sono state espresse in un’atmosfera molto positiva”, ha aggiunto Araghchi, come riferisce l’emittente ‘Iran International’.
“I colloqui sono iniziati dopo otto mesi turbolenti”, ha detto Araghchi, citando l’interruzione del negoziato durante il conflitto tra Iran e Israele nel giugno del 2025. “Dopo la guerra di 12 giorni, è emersa la sfiducia e questa rappresenta una sfida sul percorso negoziale.
Dobbiamo prima superare questa sfiducia e definire un quadro per i negoziati”, ha affermato il capo della diplomazia di Teheran, aggiungendo che “se questo approccio e la prospettiva della controparte persistono, possiamo raggiungere un quadro per i negoziati”. Riguardo alla possibilità che i colloqui continuino nei prossimi giorni, Araghchi ha detto che “la prosecuzione dei negoziati dipenderà dalla controparte e, naturalmente, dalle decisioni prese a Teheran”.
L’Iran è “pronto” a difendersi da “qualsiasi richiesta eccessiva o avventurismo” da parte degli Stati Uniti ha dichiarato Araghchi.
“La Repubblica Islamica usa la diplomazia per difendere gli interessi nazionali dell’Iran”, ha dichiarato Abbas Araghchi durante un incontro con il suo omologo omanita, Badr al-Busaidi, prima dell’inizio dei colloqui. L’Iran è “pronto a difendere la sovranità e la sicurezza nazionale del Paese da qualsiasi richiesta eccessiva o avventurismo” da parte degli Stati Uniti, ha aggiunto il diplomatico.
La Cina ha dichiarato di sostenere l’Iran nella difesa dei suoi interessi e di opporsi alle “intimidazioni unilaterali”, mentre hanno preso il via a Muscat i colloqui tra Teheran e Washington sul programma nucleare della Repubblica islamica.
Pechino “sostiene l’Iran nella salvaguardia della sua sovranità, sicurezza, dignità nazionale e legittimi diritti e interessi”, si legge in una dichiarazione del ministero degli Esteri cinese, aggiungendo che “si oppone alle intimidazioni unilaterali”. I viceministri degli Esteri Miao Deyu e Kazem Gharibabadi si sono incontrati ieri a Pechino, dove il diplomatico iraniano ha informato Miao sulla situazione interna del suo Paese.
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