
(di Raffaele Angius, Riccardo Coluccini e Marco Schiaffino – irpimedia.irpi.eu) – Il progetto editoriale Esperia Italia ha raggiunto 132mila follower su Instagram, 139mila su Facebook e 1,6 milioni di like su TikTok in meno di un anno. Non sono stati però né il caso né la fortuna ad aiutarlo. Il nome deriva dalla parola greca hésperos che significa occidente: un manifesto per il canale che, su tutte le principali piattaforme, approfondisce temi di politica e attualità mantenendo sempre una chiave di lettura sovranista e, appunto, “occidentale”.
L’idea che si coglie da centinaia di video e interviste al “direttore editoriale” del progetto, il creator italo-albanese Xhino “Gino” Zavalani, è quella di una piattaforma di approfondimento indipendente e controcorrente, creata da giovani appassionati e sempre orientata a un’informazione libera dai vincoli a cui sottostanno i media tradizionali.
Ciononostante, ha trovato ampio riconoscimento in particolare a destra: tra i suoi follower nel tempo sono comparse personalità di spicco come il direttore del Secolo d’Italia, Italo Bocchino, e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, mentre non si contano le ospitate su testate d’opinione come Il Tempo.
La vera consacrazione pubblica arriva nel dicembre 2025, quando Esperia è presente ad Atreju, la tradizionale manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia. Zavalani partecipa al panel La scuola del merito: formazione, educazione, rispetto, insieme al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Altri volti riconducibili all’universo Esperia prendono parte a incontri e presentazioni, mentre Eleonora Tomassi, collaboratrice del progetto, modera la presentazione del libro “Charlie Kirk. La fede, il coraggio, la famiglia”, con la partecipazione di parlamentari e dirigenti di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale.
Tale esposizione potrebbe sembrare il coronamento di un successo genuino: l’instancabile lavoro di decine di giovani creator “fuori dal coro” che dà i suoi frutti e garantisce all’iniziativa un riconoscimento ampio e perfino istituzionale.
L’inchiesta di IrpiMedia e Wired svela chi sta alle spalle del progetto editoriale: dai cacicchi cresciuti nel Movimento 5 Stelle e della Casaleggio e associati, transitati nel tempo a destra, si risale fino alla compagna di Tommaso Longobardi, quest’ultimo responsabile della strategia di comunicazione social della presidenza del Consiglio dei ministri.
Più che un “new media” nato dal basso, come amano definirsi, Esperia Italia è uno strumento di condizionamento dell’opinione pubblica inserito in una rete già esistente di relazioni politiche, mediatiche e istituzionali, che collegano la piattaforma di divulgazione sovranista al mondo conservatore e governativo.
[…] Esperia fa ufficialmente il suo debutto su Instagram la scorsa primavera, con un post che suona come un manifesto programmatico: «8 maggio 2025: nasce Esperia. Perché oggi l’informazione sembra propaganda. Non vogliono informare, ma dire cosa pensare».
[…] Nel racconto che il canale costruisce di sé, si tratterebbe dell’iniziativa di singoli creator accomunati dal desiderio di fare informazione “libera e indipendente”. Una galassia fluida di voci che rifiuta etichette politiche e rivendica autonomia da partiti, governi e interessi economici, rivendicando dall’altra un’adesione ai valori dell’Occidente.
Il volto del direttore editoriale è onnipresente. Da un lato i video e le interviste online, poi le partecipazioni nei salotti buoni della destra meloniana, come l’intervento lo scorso dicembre a Castel Sant’Angelo dove Zavalani divide il palco con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Nato a Tirana e arrivato clandestinamente in Italia, come spiega lui stesso in un’intervista a Il Giornale, Zavalani ha sempre un tono spigliato e simpatico, anche mentre discute dei temi più seri. Una caratteristica che lo distingue da presenze più radicali e violente dell’intellighenzia di destra e che certamente paga quando l’obiettivo è coinvolgere anche i giovanissimi. […]
Per scoprire le sue relazioni bisogna andare a Cagliari, al numero 24 di via Tigellio, un vicolo cieco defilato ma vicino al centro cittadino. Non ci sono insegne né altri elementi identificativi, ma è qui che ha sede Dors Media, l’azienda proprietaria di Esperia Italia.
Esperia non è una testata giornalistica registrata e Dors Media non è un editore in senso stretto. Leggendone l’oggetto sociale, la società ha diversi scopi: la programmazione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, la produzione di contenuti «su temi di attualità, politica, geopolitica, economia, cultura, innovazione e diritti», la comunicazione e la consulenza con il supporto dell’intelligenza artificiale, lo sviluppo di piattaforme e community di lettori, la formazione sull’uso dell’intelligenza artificiale in ambito editoriale e lo sviluppo dell’immagine di content creator.
Scuola 5 Stelle
Sebbene poco noto al grande pubblico, l’amministratore unico Pietro Francesco Dettori è un veterano della comunicazione politica e istituzionale. Fin dalle origini del Movimento 5 Stelle è stato uno degli uomini di fiducia di Gianroberto Casaleggio e, tra il 2018 e il 2022, uno dei principali collaboratori e strateghi di Luigi Di Maio, per cui ha lavorato come dirigente della presidenza del Consiglio nel ruolo di responsabile dei social media.
Nel 2021, durante lo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, Dettori fu l’unico presente al celebre pranzo che segnò il tentativo di riappacificazione tra i due.
Dopo quell’esperienza, ha collaborato con Lara Comi, ex eurodeputata di Forza Italia. Mentre fino al dicembre 2025 è stato responsabile della strategia di comunicazione digitale di Maim Group, società italiana di pubbliche relazioni entrata a febbraio del 2025 in partnership con Ballard Partners, tra le più importanti società di lobbying legate al mondo conservatore statunitense.
Oggi è Dors Media, come già ricostruito in un approfondimento pubblicato dalla rivista Mow Mag, a raccogliere i proventi di Esperia Italia, che offre ai suoi sostenitori numerose possibilità di contribuire all’iniziativa.
La piattaforma offre quattro differenti livelli di sottoscrizione: Difensore della civiltà, Custode dei valori, Guardiano dell’Occidente e Ambasciatore Esperia. I costi vanno dai cinquanta ai tremila euro all’anno, a seconda che ci si accontenti della newsletter o che si voglia un posto in prima fila agli eventi che il media si ripromette di organizzare. Dati i palcoscenici calcati dai content creator che vi contribuiscono, c’è da aspettarsi la partecipazione di esponenti del governo e altre figure di alto profilo nel mondo della destra.
Anche se pubblicamente non viene mai citato, Dettori è ampiamente coinvolto nella gestione del progetto di cui è amministratore unico. Ricerche condotte da IrpiMedia hanno inoltre permesso di scoprire che a dare una mano a Esperia fin dall’inizio è stata una vecchia conoscenza del Movimento 5 Stelle. È il canale Facebook “Silenzi e falsità” (Sef), che conta un milione e mezzo di follower e le cui vicende sono già finite agli onori della cronaca grazie a un’inchiesta pubblicata dall’Espresso nel 2018.
Sef è di proprietà di Moving Fast Media, società anch’essa basata a Cagliari e di proprietà di Marcello Dettori, fratello di Pietro. Fin dai primissimi post del canale sovranista, Sef ha ripreso sulle proprie pagine praticamente qualunque contenuto postato da Zavalani e soci, insufflando interazioni nel nuovo media come in un sistema di vasi comunicanti.
La terza socia dietro Esperia: Lara Fanti
«Pietro Dettori aveva un rapporto di collaborazione con Maim non esclusivo. Maim è venuto a conoscenza del coinvolgimento di Dettori in Esperia attraverso terze persone e in prossimità della scadenza del suo rapporto con Maim, che si è concluso il 31 dicembre 2025» fanno sapere i vertici di Maim con una nota in risposta alle richieste di IrpiMedia.
«Per completezza, attività come quelle portate avanti da Esperia non rientrano nell’offerta della Maim», precisano i vertici della società di comunicazione in cui Dettori ha militato fino a qualche settimana fa. Si tratta di una presa di posizione netta rispetto all’iniziativa di Esperia e alla scelta di campo di Dettori, che risulta anche coinvolto nella campagna per il Sì al referendum sulla Giustizia, che si terrà i prossimi 22 e 23 marzo.
«Progetti schierati politicamente non rientrano negli scopi di Maim Group che, in qualità di agenzia che si occupa di comunicazione e relazioni istituzionali, non ha tra i suoi clienti partiti politici. Essere percepiti come indipendenti da qualsiasi schieramento è un valore per noi imprescindibile», conclude la nota.
In una risposta inviata a IrpiMedia, Dettori ha spiegato di essere stato «consulente a partita iva per Maim Group […], per tale attività ovviamente non vigeva alcuna clausola di esclusiva né di trasparenza su eventuali altre attività». Pertanto, prosegue Dettori, «Maim Group non era a conoscenza del legame del dottor Dettori con Esperia, né avrebbe dovuto esserlo».
Ma se Dors Media è la società che raccoglie i proventi di Esperia c’è un’altra società a suggellare il rapporto di partnership tra Dettori e Gino Zavalani. I due hanno infatti costituito, il 12 luglio del 2025, la Eto Srl, un’azienda che gestisce partecipazioni in società italiane ed estere. Socio di maggioranza è l’ex 5 Stelle, con il 40% delle quote. Zavalani detiene invece il 30%. Ma una terza persona figura nella compagine societaria: è Lara Fanti, legata sentimentalmente al responsabile dei social media della presidenza del Consiglio dei ministri, Tommaso Longobardi.
«Lara Fanti è socio di minoranza di Eto – spiegano in una risposta a IrpiMedia Dettori e Zavalani –. Detiene le quote in qualità di investitrice, non ha ruoli in Esperia così come non ha alcun ruolo operativo».
I responsabili di Esperia confermano anche che le quote di Dors sono detenute al 100% da Eto, un dettaglio che fino a ora era schermato da una fiduciaria. Dopo le domande di IrpiMedia Dettori ha fatto sapere di aver «richiesto alla fiduciaria di terminare il mandato». […]
Il legame con il social media manager di Meloni, Tommaso Longobardi
Fatto salvo per qualche foto sui propri profili social personali, prima che venissero oscurati nelle ultime settimane, Lara Fanti sembra una persona estremamente riservata. Profilo curioso per un’imprenditrice del mondo della comunicazione, irreperibile e impermeabile a qualunque ricerca.
Non una mail, un recapito telefonico o un profilo Linkedin. Per questa ragione non è stato possibile inviarle alcuna domanda in merito al suo ruolo dentro Eto Srl o Esperia Italia. L’unica informazione è l’indirizzo di residenza dichiarato alla costituzione della società: è casa di Tommaso Longobardi, il guru della comunicazione social della presidente del Consiglio, anche lui con un passato nella Casaleggio e associati.
Secondo quanto dichiarato su Linkedin, Longobardi è entrato nella società alla base del M5S nel 2015. Dettori era all’epoca un veterano: «Era uno dello “staff” quando lo staff decideva tutto: nomine, espulsioni, eventi pubblici e così via», scriveva Repubblica.
Entrambi escono dall’azienda nel 2016 ed è probabile che siano rimasti in contatto, dal momento che hanno preso strade non troppo diverse. Uno, passando alla destra fino ad affiancare Lara Comi; l’altro specializzandosi nella “politica da meme” e fondando nel 2017 la pagina “Tommaso Longobardi – Politicamente Cornetto” su Facebook.
Il veicolo sono immagini buffe e ironiche che puntano alla viralità, mentre i contenuti richiamano l’intero menù del pensiero della destra sovranista italiana. Dagli attacchi a Laura Boldrini – con l’immancabile sfottò alla “Boldrina” – fino agli strali contro le persone migranti. I selfie con il leader dell’ultradestra spagnola di Vox, Santiago Abascal, oppure con la maglietta con scritto “Figli di Putin” chiudono il cerchio.
Ciò che non è immediatamente visibile sono i collegamenti tra la pagina “Politicamente Cornetto” ed Esperia. Secondo le analisi condotte da IrpiMedia e Wired, a differenza di quanto dichiarato l’8 maggio con l’annuncio della nascita del progetto, la relativa pagina Facebook esiste in realtà dal 2016.
All’epoca aveva un nome diverso – “Vittorio Sgarbi idolo indiscusso”, un tormentone caro alla destra – e nell’arco del 2017 ha pubblicato almeno due post in cui chiama in causa Longobardi. Nel primo cita un suo “aforisma”: «Meglio un giorno da Sgarbi che cento da Boldrini». Nel secondo si invitano i follower a seguire anche la sua pagina, “Politicamente Cornetto”.
«Non esiste alcun coordinamento editoriale con alcun partito, né di maggioranza né di opposizione. Non c’è alcun coordinamento editoriale neanche con Tommaso Longobardi né con altri rappresentanti dei partiti di maggioranza o di opposizione» spiega Zavalani in risposta alle nostre domande: «Politici e partiti, di maggioranza e di opposizione, riprendono i contenuti di tantissime pagine social, content creator, influencer, giornalisti, partecipazioni televisive, articoli di giornali e alcuni riprendono anche alcuni contenuti pubblicati da Esperia», prosegue il direttore editoriale del progetto, scrivendo in terza persona (sic).
«Gino Zavalani è stato invitato a Fenix e ad Atreju, così come altri professionisti del mondo dell’informazione. Ha anche partecipato ad altri eventi, politici e non, a cui è stato invitato. I suoi interventi video sono ripresi da programmi Rai e canali Mediaset, così come vengono ripresi quelli di altri professionisti del mondo dell’informazione» evidenzia l’influencer che, giova ricordare, è alla sua prima esperienza ed è alla guida di una piattaforma che esiste dal tempo di una gestazione.
Ben più risalenti nel tempo sono invece le origini di Esperia il cui profilo, come detto, esiste da almeno nove anni. Non è possibile sapere chi fosse all’epoca proprietario della pagina, ma certamente non era Dettori, all’epoca ancora nel Movimento 5 Stelle, un partito che proprio da quella pagina veniva costantemente attaccato. […]