(Valeria Casolaro – lindipendente.online) – È stato firmato nel 2010, prorogato in extremis nel 2021 e scadrà oggi, 5 febbraio 2026: si tratta del Trattato per il contenimento degli armamenti strategici New START, ultima carta siglata tra Washington e Mosca sulla proliferazione di armi nucleari. Il trattato impone limiti vincolanti al numero di testate nucleari dispiegate dalle due superpotenze. Sul tavolo resta ancora la proposta russa di estendere il trattato di un ulteriore anno, ma gli USA continuano a proporre la stesura di un accordo nuovo. Il portavoce del Cremlino aveva già ricordato che scrivere una carta da zero è «un processo lungo e complesso», sostenendo che «dopo la scadenza del New START, emergerà una lacuna nel quadro giuridico per la stabilità strategica».

Il trattato, siglato dai presidenti Barack Obama e Dmitry Medvedev, prevedeva per entrambe le parti un massimo di 700 missili balistici per parte, 1550 testate nucleari e 800 lanciatori, schierati e non, per questi vettori. Il trattato prevedeva inoltre ispezioni in loco e scambio di notifiche sui movimenti delle forze atomiche. Esso rappresenta l’ultimo di una serie di accordi START (Strategic Arms Reduction Treaty), il primo dei quali fu siglato il 31 luglio 1991 a Mosca dai presidenti George H. W. Bush e Mikhail Gorbachev, a pochi mesi dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Nel febbraio 2023, a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina, la Russia decise di sospendere la propria partecipazione al New START e, successivamente, Washington si rifiutò di negoziare un trattato nuovo – in particolare che non comprendesse la Cina. Nel settembre 2025, Putin si è detto favorevole a continuare a sottostare ai limiti quantitativi del trattato per un anno dopo la scadenza, ma solo a condizione che gli USA facciano lo stesso. Tuttavia, fino ad ora, Washington non ha intrapreso alcuna azione concreta per rispondere alle proposte russe.

Di fatto, secondo quanto riporta Reuters, una nuova proroga del trattato non è possibile, in quanto ne è stata già fatta una nel 2021 dall’allora presidente Biden, che accettò di allungarlo per cinque anni. In merito all’attuale scadenza, all’inizio di gennaio il presidente statunitense non si è mostrato molto preoccupato: «se scade, scade» ha dichiarato al New York Times, «ne faremo semplicemente uno migliore». Come sottolineano gli scienziati sulla rivista Bulletin of Atomic Scientists, inoltre, il trattato presentava alcune criticità: ad esempio, non limitava la quantità di armi nucleari non strategiche nè i nuovi sistemi d’arma strategici. A partire da maggio 2023, inoltre, gli USA non hanno più reso pubblico alcun dato aggregato. Barack Obama ha commentato come lasciar cadere il trattato «cancellerebbe inutilmente decenni di diplomazia e potrebbe innescare un’altra corsa agli armamenti che renderebbe il mondo meno sicuro».

Intanto, la società civile prova a intraprendere iniziative affinchè il vuoto normativo venga colmato. La rete pacifista Peace Link invita i cittadini a mobilitarsi, inviando al ministro degli Esteri del proprio Paese una lettera al fine di esercitare pressione sui governi per richiedere il rinnovo del documento. «Il New START rappresenta attualmente l’ultimo accordo esistente che limita le dimensioni degli arsenali nucleari degli Stati Uniti e della Russia. Lasciarlo scadere costituirebbe una grave battuta d’arresto nel controllo internazionale degli armamenti e renderebbe ancora più instabile una situazione globale già estremamente fragile», riporta il testo.