
(ANSA) – Il traffico internet dei siti diminuirà del 43% nei prossimi tre anni per effetto dell’intelligenza artificiale. E’ il risultato di un sondaggio condotto dal Reuters Institute tra 280 leader digitali in 51 Paesi, tra novembre e dicembre 2025. Il monitoraggio si innesta sul dato della società di analisi Chartbeat secondo cui il traffico da Google verso oltre 2.500 siti sarebbe già sceso del 33% tra novembre 2024 e novembre 2025 a livello globale, -38% negli Usa.
“Le preoccupazioni più recenti – spiega il rapporto – si concentrano su AI ;;Overview di Google che ora appare in cima a circa il 10% dei risultati di ricerca negli Stati Uniti e si sta rapidamente diffondendo altrove”. In pratica, i motori di ricerca stanno diventando ‘answer engines’ cioè interfacce che rispondono direttamente nei risultati di ricerca o nelle chat riducendo la necessità di cliccare sui siti d’informazione.
In questo contesto, aggiunge Reuters Institute, alcuni editori stanno cercando nuovo pubblico tramite piattaforme di newsletter come Substack mentre si riducono gli sforzi sul vecchio Seo così come sui tradizionali social Facebook e X. Anche in considerazione del “calo sostanziale del traffico di riferimento verso i siti di notizie da Facebook (-43%) e X, ex Twitter (-46%) negli ultimi tre anni”.
Altro elemento di preoccupazione, secondo il sondaggio, è l’ascesa di creators e influencer. Più di due terzi (70%) degli intervistati teme “venga sottratto tempo e attenzione ai contenuti delle testate e quattro su dieci (39%) temono di perdere i migliori talenti in favore di questo ecosistema che offre maggiore controllo e ricompense finanziarie potenzialmente più elevate”.
Trattandosi di un’ANSA non si possono fare recriminazioni sul contenuto: fa una “radiografia” della febbre; ma nulla dice sulle cause che sono decisamente più profonde.
La “colpa” sarebbe di AI Overview o di Chatboat.
SEO sta per Search Engine Optimization, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca; è l’insieme di tecniche usate per far comparire un sito più in alto possibile nei risultati dei motori di ricerca, soprattutto Google.
Serve a far sì che, quando una persona cerca qualcosa (es. “crisi economica Italia”), trovi il tuo sito tra i primi risultati e ci clicchi sopra.
Con strumenti come AI overview la risposta completa appare in cima alla pagina sotto forma di riassunto o spiegazione discorsiva.
Risultato: non hai più bisogno di cercare, la risposta arriva pronta e confezionata; non serve più cercare nei siti; e senza ricerca sui siti specifici si perde la relazione con il lettore, addio pubblicità, al sito rimangono i costi di produzione; problema non da poco.
In pratica se prima Google era un edicolante adesso è uno che ti legge e ti spiega i giornali.
Qui però si apre una voragine perchè se questo succede, una parte non trascurabile del fenomeno è da attribuire anche al lettore.
Ci sono due tipi di lettore: chi cerca risposte e chi fa domande.
Se gli editori hanno i loro timori è perchè, con buona probabilità, la prima categoria prevale sulla seconda; quindi basare il proprio modello di business sulla categoria di minoranza non è una scelta vincente; l’unico modo per non affondare diventa quello di offrirlo a pagamento.
Inevitabilmente l’informazione diventa elitaria, non solo per censo, ma anche culturale.
Qui l’élite è fatta di chi ha strumenti cognitivi, ha tempo, ha curiosità, sa distinguere.
Non necessariamente per soli ricchi ma anche per chi è allenato a vedere la complessità delle cose o non si accontenta di semplificazioni per quanto coerenti possano essere.
L’AI non funziona se però ci sono inchieste, l’AI non scopre fatti nuovi, non ha fonti proprie e se non esiste il sito AI diventa priva di fonti.
Ma il problema di fondo resta: la novità della notizia e la novità del desiderio di scoprirla.
Senza curiosità e capacità critica, anche le migliori risposte confezionate dall’AI sono inutili.
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Trovo eccellente questo tuo commento. In particolare credo tu abbia perfettamente centrato il problema qui👇
“Ci sono due tipi di lettore: chi cerca risposte e chi fa domande.Se gli editori hanno i loro timori è perchè, con buona probabilità, la prima categoria prevale sulla seconda”
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Amico mio, un’altra occasione del gioco dei ‘rimbalzi’.
Infosannio rimbalza ad
ANSA
Traffico internet dei siti diminuirà del 43% con l’IA in tre anni – Notizie – Ansa.it
che rimbalza al vero articolo del Reuters Institute
Journalism and Technology Trends and Predictions 2026.
Quanto QUELL’ARTICOLO nell’esporre i risultati tiene conto di quei due metodi (SEO oriented versus AI Answer engines) di cui abbiamo discusso nelle precedenti tre ore?
Quanto quello stesso articolo a sua volta è indipendente dai due metodi?
Valutazione sintetica dell’articolo Reuters Institute sulla relazione con i due metodi (SEO vs AI answer engines)
Conclusione chiave: il rapporto riconosce esplicitamente la distinzione tra il modello tradizionale basato su crawling/indexing (SEO) e il nuovo modello basato su answer engines/AI (AEO/GEO), e combina percezioni di settore (sondaggio) con dati osservazionali (Chartbeat). Questo lo rende informato sui due metodi, ma non completamente “neutrale” o indipendente da fonti e limiti metodologici.
In che misura il rapporto prende in considerazione i due metodi
Quanto è indipendente l’articolo rispetto ai due metodi e alle piattaforme
Limiti metodologici rilevanti da tenere a mente
Valutazione finale e utilità pratica
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articolo ANSA
Documento originale Reuters Institute
In attesa della pubblicazione del commento
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Continuazione
Amico mio, se fossi stato tu l’estensore dell’articolo del Reuters Institute cosa ‘non avresti fatto’?
Cosa avresti evidenziato?
Secondo te, l’esistenza del metodo SEO oriented è sul viale del tramonto?
Cosa non avrei fatto se fossi stato l’estensore del rapporto
Cosa avrei invece evidenziato con maggiore forza
Quanto il rapporto è indipendente dai due metodi (SEO vs AI)
Il SEO è sul viale del tramonto? (risposta sintetica e pratica)
No — non è sul viale del tramonto. Ma sta cambiando profondamente: non muore, si trasforma. Ecco perché, in termini umani e pratici:
Perché non morirà subito
Perché deve evolvere
Conclusione pratica
Il SEO tradizionale non sparirà, ma non basta più da solo. I publisher più resilienti adotteranno un approccio ibrido: mantenere contenuti profondi e al contempo produrre asset atomici e segnali di provenienza per l’ecosistema AI.
Raccomandazioni sintetiche per chi decide oggi
Diversifica canali e ricavi: newsletter, membership, eventi, podcast.
Non abbandonare la SEO: continua a curare profondità, UX e monetizzazione.
Costruisci asset AEO: FAQ, riassunti verificati, JSON‑LD, pagine autore e dossier aperti.
Sperimenta e misura: lancia test per capire come le risposte AI influenzano traffico e conversioni; definisci KPI nuovi.
Difendi la provenienza: pubblica metodologia, dati e trasparenza per aumentare la probabilità di citazione corretta.
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Like non voluto, purtroppo è la template difettosa apposta sul sito (da almeno 4 anni ritirata da WordPress).
Non serve neanche ‘clickare’ sulla stella, basta semplicemente scorrere la pagina facendo click all’altezza della riga.
È incompatibile con i browser 5.0/HTML (ora Chrome oriented) e aprendo gli strumenti nativi di debug viene evidenziato come ‘attacco digitale’ come anche le immagini ‘incollate’ nonché i video fruiti nel browser.
Il contro click, per tentare di rimuovere il like è impedito per impedire la prosecuzione dell'”attacco” (presunto attacco).
La WordPress ha detto 4 anni fa di non utilizzarla più, la template, aggiungendo che non la avrebbe più assistita.
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Per la Redazione
Ringrazio per la pubblicazione tralasciando la non pubblicazione dei precedenti almeno venti.
Un consiglio: visto che in parte già lo fate, sarebbe auspicabile che su determinati argomenti, come il presente, venisse creato un blog specifico, come un forum, senza scadenza di tempo che permetterebbe a chi sale sulla barca ‘dopo’ di sapere cosa si è discusso ”prima” e non replicare contenuti già esperiti.
Il ‘mondo’ che stiamo in parte vivendo cambierà e lo stile da ‘quotidiano’ è destinato a soccombere.
Molti siti sono già stati chiusi per via del fatto che non è possibile parlare allo stesso ritmo degli accadimenti e l’alternativa, di diventare ‘obtorto collo’ il gossip digitale motivato commercialmente sta costringendo gli stessi proprietari alla rincorsa alle varie momentanee mode AI.
Le prossime elezioni saranno dominate da improvvisati ‘siti’ pseudo AI,
Sarebbe bene essere in grado di limitare il danno.
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