Scissione del generale, il vicepremier: «Tradimento come Fini con Berlusconi». Il Carroccio teme di scendere al 5 per cento. Accelerazione sulla legge elettorale

(Stefano Iannaccone – editorialedomani.it) – È finita come previsto: Roberto Vannacci ha lasciato la Lega e ha messo nei guai Matteo Salvini. Alla fine sono volate le accuse di «tradimento» in un clima di alta tensione. Un’espressione offensiva come pochi per un generale.

«Saremo presenti alle politiche del 2027, siamo l’unica novità politica degli ultimi dieci anni», ha annunciato Vannacci, lanciando il guanto di sfida. L’eurodeputato si è quindi proposto «come serio interlocutore del centrodestra», «lanciando il manifesto della destra «vitale», «non moderata». La «vera destra», secondo le sue intenzioni. Al netto della propaganda, non vuole collocarsi fuori dal perimetro dell’alleanza. Preferisce che siano gli altri partiti a escluderlo dalla coalizione.

Ma è difficile pensare che Giorgia Meloni voglia caricarsi un profilo del genere, la Lega chiaramente non vuol saperne: «Chi esce dal centrodestra aiuta la sinistra», la posizione consegnata dai vertici del partito.

La mossa del generale ha fatto tirare un sospiro di sollievo ad alcuni. «È un elemento di chiarezza, le provocazioni di Vannacci erano incompatibili con il centrodestra», ha detto il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi. Un pensiero che trova d’accordo tutta Fratelli d’Italia, che ha preferito non infilarsi nelle beghe leghiste.

Doppio ko

Una giornata nera per Salvini, anche per il pressing delle opposizioni sulle vicende extra-italiane. «Il nome di Salvini ricorre per ben 96 volte negli Epstein Files. Messaggi si concentrano nel periodo in cui la Lega, non a caso, raggiunge il suo massimo storico di consenso elettorale», ha detto la deputata di Avs, Elisabetta Piccolotti, chiedendo un’informativa in parlamento. Al netto di queste vicende, il leader leghista resta il grande sconfitto della telenovela interpretata dal generale. I motivi sono due. Il primo è elettorale: il partito di Vannacci, Futuro nazionale, diventa un competitor a destra sul territorio dell’estremismo. Se anche togliesse il 2 per cento alla Lega, sarebbe un guaio per il leader che crollerebbe intorno al 5 per cento. Un timore che cova tra le file salviniane. Uno dei primi atti è stata l’espulsione dal gruppo dei Patrioti europei, la casa leghista in Ue, ma anche l’appropriazione vannacciana della battaglia sulla remigrazione.

La seconda ragione della debacle salviniana ha una matrice tutta politica: il vicepremier ha voluto Vannacci. Lo ha candidato e sponsorizzato alle Europee, poi lo ha inserito tra i vicesegretari, nonostante lo scetticismo nel partito. È stata una scommessa del leader leghista e l’ha persa in pochi mesi. «In qualche modo Salvini pagherà un prezzo all’errore», è il ragionamento che rimbalza nella Lega. Una resa dei conti che non è avvenuta al consiglio federale di ieri, in cui ha prevalso la linea unitaria. Il processo maturerà nelle prossime settimane.

Non è stata nemmeno gradita la strategia di non espellere Vannacci, ma aspettare che se ne andasse. Salvini ha dovuto così «prendere atto» della separazione, si è detto «deluso e amareggiato». E non ha risparmiato code al veleno: sui social ha postato il video in cui Vannacci, a Pontida, negava di voler uscire dalla Lega respingendo le maldicenze di chi lo accusava di averla usata come «taxi». Non un taxi, bensì un comodo volo verso l’Europarlamento.

Un capolavoro politico al contrario per Salvini, ora costretto a contrattaccare. Puntando sulla richiesta di dimissioni: «Quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini», ha insistito il vicepremier. E ancora il parallelo su quanto accaduto nell’allora Popolo delle Libertà: «Su chi tradisce e fugge non vale la pena perdere troppo tempo, come accadde con Fini in passato».

Lo spin comunicativo era pianificato: tracciare un parallelo tra l’ex presidente della Camera, che aveva lasciato Silvio Berlusconi, e il generale. Il concetto è stato ribadito dalla Lega: sui profili social del partito è stata postata l’immagine di Fini, al momento del lancio del progetto (fallimentare) di Fli. Chiara la dicitura: «La storia si ripete». Mentre Matteo Renzi ha visto un’occasione politica: «Per la prima volta da anni, la destra si divide».

Ultradestra Vannacci

Il copione dell’addio era comunque scritto. Si trattava solo di capire il timing. Vannacci è stato visto sempre come un corpo estraneo soprattutto da parte della classe dirigente: aveva provato a prendersi il partito, lanciando l’opa a Pontida. La reazione della platea è stata positiva, ma la scalata alla leadership era impossibile, a causa dell’ostilità della classe dirigente. Così ha deciso di fondare Futuro nazionale.

La linea politica non è difficile da immaginare: occupare l’area di estrema destra, riproponendo il modello di Afd in Germania. Il primo interlocutore potrebbe essere CasaPound. Ma l’associazione ha (per ora) stoppato l’ipotesi: «Non siamo interessati alle dinamiche interne del centrodestra» e non faremo «parte del nuovo partito Futuro Nazionale», ha precisato il movimento neofascista.

La partenza non è delle più agevoli per Fn (la stessa sigla del movimento neofascista Forza nuova di Roberto Fiore), anche per la questione simbolo. Francesco Giubilei, volto mediatico della destra e presidente dell’associazione Nazione futura, ha rilanciato la battaglia legale sul logo: «Oltre al ricorso, faremo anche diffida».

Vannacci deve adesso cercare di organizzare le proprie truppe. Rossano Sasso, fino a sera, non aveva ancora deciso il da farsi: «Non è facile lasciare». L’uomo-macchina di Fn sarà Edoardo Ziello, deputato eletto con la Lega, pronto a seguire il generale. Gestirà l’organizzazione di Futuro nazionale per reclutare dirigenti nella struttura e preparare le liste per il 2027. Anche se la sua fuoriuscita può avere un effetto collaterale: spingere la Lega ad accettare la riforma della legge elettorale tanto cara a Meloni. E così, per uno strano intreccio del destino, la premier dovrebbe ringraziare Vannacci.