Domani vertice a Palazzo Chigi: il pacchetto sicurezza atteso mercoledì in Consiglio dei ministri, si spinge per qualificare la tutela come «urgente»

(di Manuela Perrone – ilsole24ore.com) – I violenti scontri di ieri a Torino al corteo contro lo sgombero di Askatasuna, con i video dell’agente preso a calci e a martellate che hanno fatto il giro del web, accelerano l’iter del pacchetto sicurezza, atteso mercoledì in Consiglio dei ministri. «Ecco perché servono le nuove norme», è il coro partito dal Governo. E la premier, Giorgia Meloni, ha annunciato una riunione ad hoc per domani mattina.
Due misure, in particolare, l’Esecutivo indica come urgenti e dunque meritevoli di transitare dal veicolo del disegno di legge, dove il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi le aveva prudentemente collocate, a quello del decreto legge: la stretta sul porto di coltelli e la tutela processuale per evitare automatismi per l’iscrizione nel registro degli indagati, uno “scudo” pensato innanzitutto per le forze dell’ordine.
Confronto con il Colle, il Governo batte sul tasto della cronaca
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato Piantedosi a sera per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutte le altre forze dell’ordine che hanno subito violenze. Ed è sul tasto della cronaca che, nelle interlocuzioni con il Colle, sta battendo Palazzo Chigi per superare i dubbi sull’effettiva necessità e urgenza delle due misure. Prima l’accoltellamento letale di Youssef Abanoub da parte di un compagno in una scuola a La Spezia, poi il caso del poliziotto indagato per omicidio volontario per aver ucciso il 28enne Abdherraim Mansouri durante un controllo antispaccio a Rogoredo, infine le scene di Torino biasimate anche dalle opposizioni, Pd e M5S in testa.
Meloni all’attacco dei magistrati “lassisti”
Durissima la condanna delle «aggressioni violente» alle forze dell’ordine da parte della premier Giorgia Meloni: «Il Governo ha fatto la sua parte rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità, ora è fondamentale che anche la magistratura faccia fino in fondo la propria perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende». Parole che richiamano quelle di inizio anno, quando Meloni si è era scagliata contro i magistrati che rendono «vano il lavoro delle forze dell’ordine». Un refrain che si ripeterà nella campagna per il Sì al referendum sulla giustizia.
La gara tra Fdi e Lega a intestarsi le norme
Tra divise e toghe la maggioranza ha ben chiaro da che parte stare. Questo spiega perché i Fratelli d’Italia di Meloni e la Lega di Matteo Salvini gareggiano da mesi per intestarsi la paternità dell’intervento sullo “scudo” che vuole permettere al Pm di non provvedere all’iscrizione nel registro degli indagati quando «appare che l’uso delle armi o della forza è avvenuto in presenza di una causa di giustificazione». Ieri il vicepremier leghista è intervenuto a Firenze all’iniziativa “Io sto col poliziotto” per sostenere nel Dl lo scudo per gli agenti, a cui puntano le proposte presentate alla Camera da Fdi e Lega e l’altro nuovo Ddl al Senato targato sempre Fdi, che prevede la richiesta del ministro competente come «condizione di procedibilità» per i reati commessi in servizio con l’uso delle armi.
La stretta sulle armi da taglio
Il giro di vite su armi da taglio e baby gang è ritenuto altrettanto popolare. Un assist è arrivato ieri proprio dai giudici: all’inaugurazione dell’anno giudiziario delle Corti d’appello, gli allarmi sull’aumento della violenza giovanile sono stati diffusi, da Nord a Sud. Da qui la volontà del Governo di trasferire dal Ddl al Dl anche il divieto di porto di coltelli con lama più lunga di 5 centimetri, punito con la reclusione da 1 a 3 anni con aumento di pena se il reato è commesso da persone travisate o riunite vicino a banche e stazioni; le multe da 200 a mille euro per i genitori se il porto di coltelli riguarda minorenni; il divieto di vendita ai minori, anche sul web, di armi da taglio.
Più norme via decreto legge
Il decreto acquisterebbe così vigore rispetto alla bozza iniziale, in cui le norme di maggiore impatto sono l’estensione delle “zone rosse” e l’aumento della videosorveglianza nelle città. Città su cui si consuma l’altro derby Meloni-Salvini, con la premier che a Termini ha infine blindato i militari di “Strade sicure” e il vice che insiste: «Altro che toglierli, io vorrei la militarizzazione delle strade vicino alle stazioni». Il leader leghista ha incalzato ieri anche su altro: «Nel decreto Sicurezza sto insistendo per inserire l’immediato sgombero non solo della prima casa occupata abusivamente, già previsto, ma di tutte le case occupate abusivamente». Segno che la battaglia su cosa entrerà nei provvedimenti, e in quale dei due, è ancora aperta.
sono sicuro che gli autori dell’attacco di ieri sera fossero degli agenti provocatori mandati dal Pianta-grane. Era tutto organizzato, troppa precipitazione da parte della Ducia a farsi le foto con l’agente ferito, che povero lui è stato sacrificato.
Quelli di Askatasuna non hanno nessun interesse ad alzare lo scontro, il governo si.
"Mi piace"Piace a 2 people
Non abbiamo prove, ma ho pensato la stessa cosa.
"Mi piace"Piace a 1 persona
a suo tempo, ma lo venimmo a sapere molto tempo dopo, ha iniziato TAMBRONI, poi ogni ministro dell’interno aveva i suoi fidati. L’unico che lo ha ammesso fu Kossiga.
"Mi piace""Mi piace"
Mi ricorda tanto il G8 di Genova… non era possibile ISOLARE GLI “INCAPUCCIATI” DAI MANIFESTANTI?
E senz’altro non si sapronno i loro nomi… è la solita storia tutto fa brodo pur di arrivare ad altre restrizzioni sulle libertà individuali.
Anche questi portano acqua con le orecchie all’esecutivo!
Gioogia ….ringrazia!
"Mi piace"Piace a 1 persona
È vero. Questi episodi portano acqua a questo Governo. Ma basta conoscere un po’ il mondo del cosiddetto “antagonismo” da Centro Sociale per sapere che lì c’è una fetta di violenti, str0nz1 e criminali assolutamente indipendente da qualunque manipolazione.
E non basta condannare l’episodio o gli episodi. Vanno eradicati totalmente dal contesto sociale e politico che l’antagonismo vuole rappresentare.
Ma purtroppo da sempre le ambiguità nel radicalismo di sinistra e la cultura dell’odio che viene alimentato in quegli ambienti contro gli agenti in divisa farà il gioco dello Status Quo. E di questo centrodestra.
"Mi piace"Piace a 1 persona