Dal dipartimento di giustizia tre milioni di nuove carte: Donald citato 3.200 volte. Spunta una denuncia per stupro, poi ritirata. Ma le testimonianze non sono provate

(Massimo Basile – repubblica.it) – NEW YORK – Il nome di Donald Trump appare più di 3200 volte nei 3 milioni di file sul caso Epstein rilasciati dal dipartimento di Giustizia. E alcune testimonianze, non verificate, pubblicate dal governo, cancellate (per l’amministrazione a causa di un boom di clic) e poi rimesse in rete, gettano ombre inquietanti sul passato del presidente degli Stati Uniti e segnano uno dei punti bassi della storia recente americana.
Nella nuova infornata di file sulla rete di pedofili messa in piedi da Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019, ci sono anche 2.000 video e 180 mila immagini, di cui molte pornografiche e oscurate per rispetto delle vittime. Eppure altri tre milioni di documenti potrebbero non vedere la luce. I nuovi file sono stati annunciati a sorpresa non dalla ministra della Giustizia, Pam Bondi, secondo alcuni messa ai margini da Trump per come ha gestito lo scandalo, ma dal vice, Todd Blanche, ex avvocato del presidente. «C’è molta sete di notizie ma non credo sarà soddisfatta dai nuovi documenti», aveva premesso. Nel giro di pochi minuti le redazioni dei grandi giornali americani hanno schierato squadre di reporter alla ricerca di riferimenti a Trump. Non sono state trovate prove documentate, ma testimonianze, non si sa quanto attendibili, rese a Fbi e polizia di New York anni dopo i fatti descritti.

In un file si parla di una ragazzina di 13-14 anni che, 35 anni fa, avrebbe «morso» Trump mentre era stata costretta a fare sesso orale con lui. In un altro, una tredicenne era rimasta incinta e costretta ad abortire. Un terzo file descrive «un’asta di minorenni» a cui aveva partecipato il tycoon. «Donald Trump, il presidente – si legge – faceva party a Mar-a-Lago chiamati “calendar girls”. Jeffrey Epstein portava le bambine e Trump le metteva all’asta». «Lui – continua – misurava la vulva e la vagina delle bambine infilando un dito e valutando le bambine in base a quanto le avessero strette. Gli ospiti erano uomini anziani e includevano Elon Musk». «Noi venivamo tenute nelle stanze, forzate a fare sesso orale con Donald Trump, costrette a farci penetrare. Avevo 13 anni quando Donald Trump mi ha stuprata. Era presente anche Ghislaine Maxwell».
Nei file si parla di feste in cui testimoni affermano che il tycoon pagasse per fare sesso. Di orge al Trump Golf di Rancho Palos Verde, California, «in cui alcune ragazze sparivano, qualcuno dice uccise e seppellite». Nell’87 una ragazza era finita al Trump Plaza perché voleva incontrare il tycoon. Uno sconosciuto si era offerto di presentarla a lui e le aveva dato da bere. La ragazza, secondo il file, si era risvegliata «nuda e indolenzita e con 300 dollari sul letto». «La vittima non ricordava come fosse finita lì, ma aveva avuto un flash con il volto di Trump. Aveva telefonato a qualcuno e raccontato di essere stata stuprata». Infine nelle carte figura un modulo dell’Fbi che «parla della denuncia nel 1994 di una donna che accusa Donald Trump di averla violentata quando era minorenne». La donna – il cui nome non viene pubblicato – «ha poi ritirato l’accusa» nei confronti dell’attuale presidente.
La Casa Bianca ha spiegato che alcuni documenti contengono «accuse false fatte all’Fbi prima delle elezioni del 2020». Tra i documenti c’è anche lo scambio di messaggi tra la futura first lady, Melania Trump, e Maxwell, socia di Epstein. Risale al 2002. Melania si complimentava per il servizio sul finanziere pubblicato da un magazine. «E tu stai alla grande in foto», aveva scritto all’amica, mettendoci un “Love, Melania”.
Non è chiaro quanto le nuove rivelazioni, senza conferme investigative, possano cambiare la traiettoria politica di Trump, che nel 2016 aveva vinto le elezioni nonostante avesse confessato in un nastro di aver afferrato le donne per i genitali. Qui, però, si parla di pedofilia, anche se le denunce non sono poi state dimostrate da indagini di polizia. La storia arriva però pochi giorni dopo l’accusa fatta da Maxwell, condannata a 20 anni di carcere, secondo cui almeno in 25 hanno raggiunto «accordi segreti» con le accusatrici, mentre i nomi di quattro presunti co-cospiratori della rete di pedofili non sono mai usciti. L’accusa è contenuta nella richiesta di annullamento della condanna fatta da Maxwell, e presentata senza i suoi avvocati. È sembrato un avvertimento. Ma a chi? Nei file, intanto, è apparso il diagramma del cerchio magico di Epstein: oltre a Maxwell, ci sono almeno 5 foto. Sono tutte oscurate.
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E noi che ci scandalizziamo per Genny Sangiuliano…
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Che è un maialone mica ce voleva di desecretare i documenti per capirlo🤔
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