DEL VECCHIO, ‘MI PIACE L’ITALIA DEI 3 ANNI E MEZZO DI MELONI’

(ANSA) – “Mi piace l’Italia di questi 3 anni e mezzo di governo, se non mi fossi sentito stabile di investire in Italia non lo avrei fatto, questa stabilità è anche parte del lavoro del governo.
Vedo un’Italia stabile’, risponde Leonardo Maria Del Vecchio, ospite di Otto e mezzo su La7 a Lilli Gruber che gli chiede se apprezza Giorgia Meloni. Centrodestra o centrosinistra? ‘Ho votato per entrambi, ho votato Renzi e ho votato Meloni’, risponde.
Non risponde invece a una domanda sul gradimento per il presidente americano: ‘La domanda è perchè si è arrivati a un certo tipo di politiche e atti di forza, è per una mancanza di unità e forza di un’unione che ancora non si vede dell’Europa, se fosse stata più unita non ci sarebbe stato questo spazio per Trump’. Non è un’invito a nazionalisti e populisti, precisa rispondendo a Gruber: ‘Sono per un’Europa unita’.
DEL VECCHIO, ‘GIORNALI NON OCCHIALI, NON PUOI CAMBIARNE IL DNA’
(ANSA) – Leonardo Maria Del Vecchio, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, racconta la sua scommessa sull’editoria e la sua strategia. ‘Sono sempre dalla parte dell’informazione libera – afferma – Ho sempre rispettato il dna delle aziende, altrimenti significherebbe snaturarle.
Giornali e editoria non sono paragonabili a occhiali e frigoriferi, ma gruppi editoriali importanti lo sono diventati grazie al loro dna, alle firme e ai loro giornalisti”.
Gruber sollecita Del Vecchio a spiegare la mancata acquisizione di Gedi: ‘Nel libero mercato un venditore ha libertà di scegliere il suo acquirente. Elkann ha preso la sua decisione’, dice.
L’ingresso ne Il Giornale non è stato un cambio di linea: ‘Il mio cuore sta dalla parte di un’informazione libera e del pluralismo, ma pochi sanno che tutto è iniziato proprio con la trattativa per il Giornale.
L’offerta a Gedi è stata successiva, in un percorso prestabilito un anno prima’.
Del Vecchio frena, ma non esclude in futuro di poter acquistare anche una televisione. ‘Mi è sempre stato detto che corro troppo, ma prima di fare un ulteriore passo come comprare una televisione è meglio aspettare, dato che non sono ancora entrato formalmente nell’editoria”, risponde il presidente di Lmdv Capital.
La decisione di investire nell’editoria, aggiunge, ‘nasce perchè credo molto nell’informazione vera. Ho notato che le nuove generazioni traggono soluzioni e risposte da mezzi non autorevoli, cosa che reputo essere un potenziale pericolo per il futuro.
Lo faccio perché mia figlia possa avere un giorno le informazione da firme autorevoli e non da tiktoker’.
DEL VECCHIO, ‘VOGLIO COSTRUIRE UNA MEDIA COMPANY’
(ANSA) – “Voglio costruire una media company, ho già acquisito Fm specializzata in strategic manager con una sua blockchain nativa, sto costruendo il resto dei pilasti, ci sono delle trattative in corso di cui non posso parlare, ma è lì che voglio arrivare, a una media company”.
Lo ha detto Leonardo Maria Del Vecchio rispondendo a Lilli Gruber, ospite della trasmissione Otto e mezzo, guardando ai prossimi passi. “Voglio creare un’agenzia media che possa unire, talent, strategic marketing e media”. Repubblica invece “è un treno che è passato”.
DEL VECCHIO, ‘SUCCESSIONE COMPLESSA? ETÀ DIVERSE E 3 NUCLEI FAMILIARI’
(ANSA) – “Io ho accettato in maniera nuda e cruda l’eredità di mio padre, bisogna chiederlo agli altri che hanno chiesto il beneficio d’inventario perché non ci siamo messi d’accordo”.
Così Leonardo Maria Del Vecchio prova a spiegare perchè la successione non si è ancora chiusa. “Quella di Berlusconi – risponde a Lilli Gruber durante Otto e mezzo su La7 – è un esempio di successione ben riuscita, la differenza di età e la lontananza dei nuclei familiari, sono tre, e il più grande aveva 70 anni e il più giovane nemmeno 20 quando tutto è iniziato, rendono le cose più complesse”, aggiunge.
L’erede del patron di Luxottica risponde anche sull’incidente in Ferrari di novembre sulla tangenziale di Milano per cui è indagato per le ipotesi di sostituzione di persona in concorso e omissione di soccorso: “Dopo essermi accertato dell’arrivo dei soccorsi, per non fare omissione di soccorso, ho chiamato l’autista perché aspettasse la polizia che dopo un’ora e mezza non era ancora arrivata e io avevo un impegno di lavoro, non per mettersi alla guida”.
Del Vecchio si racconta: “Sono un imprenditore che si concentra sul fare più che pubblicizzare quello in cui investe. Risultati ce ne sono stati molti, ma posso capire che siano più leggibili dai molti, il gossip e le cronache rosa”.
“Il mio percorso come imprenditore è iniziato poco più di tre anni fa: ho 31 anni, ma lavoro da quando ne avevo 21, iniziando in un negozio di occhiali ho avuto possibilità di vedere tutti gli aspetti della grandissima azienda che mio padre ha creato. Penso che sarebbe contento di me e non solo di questi ultimi 4 anni, se no non sarei stato scelto come manager di riferimento all’interno della sua azienda”.
La lezione più grande ricevuta dal genitore è stato “il valore umano e che il cuore delle aziende sono le persone”. Gli investimenti fatti, dall’hospitality all’editoria, sono il “risultato di una scelta non facile, non voler prendere scorciatoie.
Credo in questo Paese, sono innamorato dell’Italia, ho ricevuto tanto ed è giusto, lo vedo come un dovere, cercare di restituire qualcosa, come i 1.500 posti di lavoro che ho creato con l’Hospitality Group”.
DEL VECCHIO, ‘SU MPS E MEDIOBANCA NON C’È STATO CONCERTO’
(ANSA) – L’operazione Mps e Mediobanca “è nata dalla visione di mio padre, vedendo lo strapotere delle banche straniere, di creare un campione italiano che potesse competere con le più grandi banche europee e americane”. Così Leonardo Maria Del Vecchio spiega l’ingresso di Delfin nel risiko bancario, rispondendo a Lilli Gruber durante Otto e mezzo su La7.
“Assolutamente non c’è stato concerto, il concerto si prefigura se le azioni sono detenute per meno di un anno.
C’è un’indagine in corso, ma quello che posso dire è che sia mio padre, quindi Delfin, sia l’ingegner Cattagione sono investitori di lungo periodo, che hanno sempre voluto fare bene alle aziende italiane: mi sembra un ossimoro che si critichi la politica quando nazionalizza le imprese e quando le si privatizza. Io credo che quando uno Stato salva un’azienda e poi riesce tramite la privatizzazione a rimetterla in piedi facendo fruttare i soldi dei contribuenti, abbia fatto esattamente quello che uno Stato deve fare”, conclude Del Vecchio.
Devo dire che questo Imprenditore non mi ha “impressionato”, tralasciando ogni commento su Bocchino, anche sulle ” sue pronunce politiche”….?? Ha votato Renzi e poi la Meloni complimentandosi per il livello dello spread…..ma alle puntute osservazioni di Giannini sulla desolante situazione economica delle Aziende che dura imperrita da tre anni….non ha detto nulla……..!!!!!! Porto tantissimo rispetto per la “storia imprenditoriale” della Sua Famiglia….ma ripeto non ha “bucato lo schermo”…. Devo invece felicitarmi con la Gruber e Giannini per le “domande” poste….quello che mi piacerebbe sapere per quale ragione Elkann, a parita’ di offerta, ha scelto l’ imprenditore di origne greca….??? Gli è stato ovviamente chiesto…ma anche li’ nessuna risposta…..!!!
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Vedere un’Italia stabile dopo la più grande frana della storia europea denota l’acume dell’autore della frase.
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A me è sembrato più che altro uno adatto a partecipare alla “Corrida – Dilettanti allo sbaraglio”.
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Consiglio gratis per i figli di papà sui 30 anni: fate come Gianni Agnelli prima godetevi la bella vita della jet society tra i vostri simili poi presentatevi un po’ più vissuti al pubblico e magari leggete 2 libri invece di fare la figura dei balbettanti minus habens filogovernativi dicendo al popolino che l’Italia è il paese del bengodi…
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Gruber in imbarazzo, che doveva interpretare le sue risposte…mah…
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questo è l’esempio della maggioranza degli imprenditori ereditieri d’Italia, partendo dagli Elkann-Agnelli a scendere. Un misto di supponenza, arroganza, prepotenza, narcisismo, ignavia e molta moltissima ignoranza, a volte nascosta da uno stuolo di professionisti a loro disposizione.
Non l’ho visto in tv (non la guardo da decenni), mi è bastato leggere le sue dichiarazioni nel tempo, molto rare con suo padre vivo, ora eccessive vista la pochezza del cervello, ma sono questi che hanno in mano la maggioranza dell’economia italiana.
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un’ altro prenditore che secondo gli incartatotani farebbero grande l’ Italia 🤔
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Spacca uno viene fuori due . Non saprei chi salvare dal gioco della torre e quindi ,li terrei legati sopra e la raderei al suolo con un missile ipersonico .
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Meglio buttarli giù entrambi e conservare la nostra torre intatta 😂
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Questo personaggio qualche giorno fa ha fatto un incidente col la sua Ferrari ed ha finto che la stesse guidando un altra persona, rivelatasi tra l’altro incapace di guidarla, per coprire forse una alterazione psicofisica non meglio precisata( posso pensare male?).
A uno così non può non piacere Meloniland!
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