Offese Zeno che denunciò il bubbone Visibilia. Daniela Santanchè polverizza il campo largo. Ieri in Giunta al Senato, il Pd e Italia Viva hanno infatti votato con le destre per salvare la ministra dal processo per diffamazione nei confronti di Giuseppe Zeno, azionista di minoranza […]

(di Ilaria Proietti – ilfattoquotidiano.it) – Daniela Santanchè polverizza il campo largo. Ieri in Giunta al Senato, il Pd e Italia Viva hanno infatti votato con le destre per salvare la ministra dal processo per diffamazione nei confronti di Giuseppe Zeno, azionista di minoranza di Visibilia, che con i suoi esposti aveva fatto partire l’inchiesta di Milano: per la maggioranza allargata a un bel pezzo di opposizione, le parole pronunciate da Santanchè contro il suo accusatore meritano la garanzia dell’insindacabilità delle opinioni, riconosciuta ai parlamentari dalla Costituzione affinché siano liberi nell’esercizio del loro mandato. E pace se nel caso specifico le opinioni in questione nulla abbiano a che fare con il mandato di senatrice[…]
“È una sorta di finanziere, partito da Torre del Greco che si è trasferito prima a Londra, poi in Svizzera e successivamente a Montecarlo e ora risiede alle Bahamas”. In ogni caso, “fa riferimento a inverosimili e oscure mie manovre solo dopo aver inutilmente tentato di costringermi ad accordi per me inaccettabili” aveva detto di Zeno Santanchè intervenendo dai banchi del governo il 5 luglio 2023 durante l’ora più buia della richiesta di dimissioni per via dei boatos sull’inchiesta per bancarotta e falso in bilancio. Parole pronunciate contro Zeno in diretta tv nel tentativo di difendere il suo operato di imprenditrice. Epperò per le destre, ma anche per il Pd e i renziani, il fatto che le abbia pronunciate in aula a Palazzo Madama fa scattare in automatico lo scudo riservato ai parlamentari e dunque bye bye processo. A settembre Santanchè aveva peraltro già incassato anche un altro aiutone ossia il conflitto di attribuzione, da lei sollecitato, in vista dell’udienza preliminare per un altro reato oltre al falso in bilancio per cui è già a processo: il Senato aveva infatti trascinato di fronte alla Corte costituzionale i magistrati di Milano che la accusano di truffa ai danni dello Stato per l’utilizzo della cassa Covid per i dipendenti di Visibilia. Di sicuro il processo per diffamazione finisce qui.
“Nel caso delle parole pronunciate contro Zeno, siamo di fronte al tentativo di estendere una prerogativa costituzionale oltre il suo ambito, per coprire affermazioni che nulla hanno a che vedere con l’attività parlamentare. L’insindacabilità è una garanzia funzionale dell’istituzione volta a proteggere la libertà e l’autonomia del Parlamento, non un privilegio personale del singolo parlamentare. […] E ricordo che Santanchè rappresenta una funzione pubblica di governo che deve essere adempiuta con disciplina e onore, come impone la Costituzione”, ha commentato Ada Lopreiato del M5S che, come Avs, ha votato no allo scudo accordato alla ministra e senatrice meloniana dalla Giunta del Senato che con questa decisione raggiunge un record evidenziato dalla stessa senatrice pentastellata. “Da inizio legislatura ha un tasso di ‘assoluzioni’ che sfiora il 100%. Avete approvato la riforma che sottrae il potere disciplinare al Csm perché dite che i magistrati tendono ad autoassolversi. Siate coerenti: proponete anche l’abolizione della Giunta che avete contribuito a delegittimare nei fatti”.
A me non ha provocato nessuno stupore l’ atteggiamento dei PD perché ci sono abituato. Tutt’al più mi sarei meravigliato del contrario .
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Voto di scambio e favori, un giorno succedesse pure al PD di avere un indagato( cosa facile) i favore potrà esseree ricambiato!
Solo il M5s … non ha bisogno di aiuti in tale materia!
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Donna,madre e santa! santa madonna che elementi abbiamo a governarci !
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