Avrebbe puntato un’arma verso i poliziotti, secondo una prima verifica era a salve. Piantedosi: ‘Non diamo scudi immunitari a nessuno’. Salvini: ‘Sono dalla parte del poliziotto’

Ventenne ucciso da agenti in borghese a Milano,  'era armato ' - RIPRODUZIONE RISERVATA

(di Roberto Ritondale e Stefano Rottigni – ansa.it) – Un lunedì di sangue vicino al ‘bosco della droga’ di Milano.

Una pattuglia di agenti in divisa e in borghese sta svolgendo un servizio antidroga in via Impastato, nel quartiere Rogoredo, nota zona dello spaccio cittadino.

Poco prima delle 18, secondo la prima ricostruzione della polizia, un 28enne marocchino con precedenti per spaccio di droga e resistenza a pubblico ufficiale si avvicina mentre gli agenti stanno fermando un presunto spacciatore. L’uomo punta un’arma contro la pattuglia. Un poliziotto, dopo avere intimato l’alt, gli spara alla parte alta del corpo. La pistola del 28enne, si scoprirà solo in un secondo momento, però è a salve.

Il giovane cade a terra senza vita: i soccorritori del 118 che arrivano poco dopo possono solo constatarne il decesso. Arrivano anche il medico legale e gli uomini della Scientifica. Le indagini, condotte dalla Squadra mobile, sono coordinate dal pm di turno Giovanni Tarzia, che si è recato sul posto, e sono seguite direttamente anche dal procuratore Marcello Viola.

Tutti dovranno ricostruire nel dettaglio una vicenda di cronaca che farà inevitabilmente discutere, richiamando istintivamente alla mente quanto sta accadendo al di là dell’Oceano.

Ne è consapevole il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Le prime notizie ovviamente scontano un margine ancora di approssimazione” ha dichiarato il ministro. “Non ho motivo di presumere sulla legittimità o proporzionalità dell’intervento fatto, ma non diamo scudi immunitari a nessuno. Le autorità competenti adesso vaglieranno il caso – ha aggiunto Piantedosi – Chiedo solo di non fare presunzioni di colpevolezza. Da parte mia assicuro che non ci saranno scudi immunitari. Ci rimetteremo in maniera serena alla valutazione di quello che sarà stato lo svolgimento dei fatti”.

La morte del ventottenne infiamma inevitabilmente il dibattito politico, con la Lega che si è subito schierata, insieme al suo leader. “Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma” ha commentato il vicepremier Matteo Salvini. Ancora più esplicita la nota del suo partito: “Solidarietà alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno difendono i cittadini perbene. L’auspicio è che, davanti alla tragedia appena avvenuta a Milano, nessun agente finisca ingiustamente nel tritacarne. La Lega ribadisce la necessità del pacchetto sicurezza, anche per aiutare le forze dell’ordine a tutelare i cittadini con sempre maggior efficacia”.

Un riferimento alla sparatoria lo ha fatto anche il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano: “Dai furti e le aggressioni fino addirittura alle sparatorie in pieno giorno. Questo è quanto accade nella città del sindaco-assessore alla Sicurezza Sala, ancora una volta assente. Non si era mai visto negli ultimi anni che un sindaco decidesse di tenere per sé, per così tanti mesi, l’importante e strategica delega alla sicurezza”.

Caute le reazioni sul versante del centrosinistra. “Sul singolo episodio non entro” ha preferito dire il leader del M5s, Giuseppe Conte. “Però sul clima generale per la sicurezza il Governo ha detto che va tutto bene, nonostante i numeri aumentati per stupri, rapine, violenze varie”.

Lo scontro sulla sicurezza a Milano si riaccende proprio nel giorno in cui già si discuteva per la voce di agenti americani dell’Ice pronti a sbarcare a Milano in occasione delle Olimpiadi invernali. Secondo fonti dell’ambasciata Usa a Roma, “l’Homeland Security Investigations dell’Ice supporterà il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato americano”. Il rischio è che la tensione in città possa tornare alta come dopo la morte di Ramy Elgaml, il 19enne egiziano morto il 24 novembre dopo un inseguimento dei carabinieri.

L’agente che ha sparato è indagato, interrogato in Questura a Milano

Il poliziotto che ha sparato e ucciso a Milano un 28enne marocchino, che gli avrebbe puntato contro una pistola poi risultata a salve, viene interrogato in Questura a Milano nelle indagini per ricostruire l’accaduto. Da quanto si è saputo, l’agente viene ascoltato con l’assistenza di un avvocato e quindi risulterebbe indagato, un passaggio necessario per tutti gli accertamenti. Allo stato, però, non è nota l’ipotesi di reato contestata.