
(di Manuela Perrone – Il Sole 24 Ore) – Un’Italia elettorale spaccata in due, solcata da una sorta di frattura socioeconomica che vede da un lato Fdi, Lega e M5S fare incetta di preferenze tra i ceti più poveri e meno istruiti e dall’altro Pd e i centristi di Azione e Italia Viva trionfare tra i più ricchi e con livelli di istruzione più elevati. Con un dato di fondo: se oggi votassero solo gli italiani meno abbienti, Giorgia Meloni avrebbe una super maggioranza con qualsiasi legge elettorale.
L’istantanea arriva dal sondaggio, che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, realizzato da Youtrend su un campione di 1.201 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, suddivisi in quattro fasce di status socioeconomico.
Fdi si colloca al 30% nella Supermedia Youtrend/Agi (una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto), ma arriva al 31,1% nella fascia più bassa e al 31,9% in quella medio-bassa, passando al 28% in quella medio-alta e riducendosi ancora al 27,4% nella più alta.
Inverso l’andamento del Pd di Elly Schlein (secondo partito, al 22,2%), che parte dal 12,1%, sale al 24,4% per poi raggiungere il 26,4% nella classe medio-alta e toccare la vetta del 29,5% in quella alta. I dem detengono il record tra i partiti come penetrazione tra i cittadini con lo status più elevato, che però guardano anche a Italia Viva di Matteo Renzi (2,3% nella Supermedia, ma 5,4% nella fascia più alta secondo lo status socioeconomico) e ad Azione di Carlo Calenda (al 3,2%, ma al 5,6% tra i più ricchi).
Fanno molto meglio, come appeal verso gli italiani più vulnerabili, il M5S di Giuseppe Conte (Supermedia 12,3%, ma al 18,6% tra i più poveri) e la Lega di Matteo Salvini (all’8,2%, ma al 14,5% nella fascia più bassa). I Cinque Stelle hanno un altro 12% di potenziali elettori tra coloro con uno status medio-basso contro il 6,7% del Carroccio.
Entrambi vedono assottigliarsi i consensi all’aumentare del benessere: i potenziali elettori del M5S calano al 7,5% nella fascia più alta, quelli della Lega crollano al 3,1 per cento. Significativo, di contro, che l’Alleanza Verdi Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (6,4% nella Supermedia) tocchi il suo massimo nella fascia medio-alta (9,3%) e raggiunga un 7% in quella alta, scendendo invece al 3,9% tra i meno abbienti e al 5,9% nel gruppo medio-basso.
Colpisce, guardando i risultati, il caso di Forza Italia, che nella Supermedia si attesta all’8,6%: quella guidata da Antonio Tajani è pressoché l’unica tra le maggiori formazioni che non registra grosse differenze nelle intenzioni di voto disaggregate per status socioeconomico. In questo senso, quello degli azzurri sembra il vero “partito della nazione”, il più trasversale.
«Questi dati – sottolinea Lorenzo Pregliasco, direttore Youtrend – sembrano confermare le tendenze osservate negli ultimi anni analizzando mappe e geografie del voto nelle grandi città italiane. Le aree di forza del centrosinistra, Pd su tutti, e dei partiti centristi sono spesso nella “Ztl” le aree centrali o residenziali con elevati valori immobiliari e di reddito, mentre il centrodestra, soprattutto la Lega ma anche Fdi, e in parte il Movimento 5 Stelle sono più radicati in aree esterne, periferiche e a marginalità socio-economica».
I totali parlano chiaro: oggi il campo largo (Pd, M5S, Avs, Iv e +Europa) sarebbe al 44,9% , ma al 38% tra i più poveri e al 51,3% tra i più ricchi. Il centrodestra avrebbe il 47,9%, ma ben il 53,9% tra i meno abbienti e solo il 39,2% tra i più benestanti. […]
I sondaggi sono sempre pilotati, chi non lo vuole capire è semplicemente uno stupido.
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e aggiungo secondo censo…sondaggi per reddito!
Chi non ha nulla …non avrà mai nulla…quindi perchè votare?
Ecco come vince, per il sole 24h …,il benestante !
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