Zannini, inchiesta voto di scambio a Castel Volturno. Dal sindaco suino e promessa lavoro a elettore. Con il consigliere regionale campano, i sindaci Marrandino (Castel Volturno) e Caterino (San Cipriano di Aversa). Avrebbe influenzato le elezioni comunali tenutesi a Castel Volturno nel giugno 2024

(di Raffaele Sardo – repubblica.it) – Nuovi guai giudiziari per il consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini, cui la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha notificato tramite i carabinieri un avviso di conclusione indagini per voto di scambio in relazione alle elezioni comunali che si sono svolte a Castel Volturno nel giugno 2024, quando fu eletto l’attuale sindaco Pasquale Marrandino.
L’avviso è stato notificato anche a quest’ultimo, così come al primo cittadino di San Cipriano d’Aversa Vincenzo Caterino – indagato in qualità di Presidente della GISEC (Gestione Integrata Servizi Ecologici Campania), l’azienda pubblica della provincia di Caserta che gestisce i rifiuti e i servizi ecologici nel territorio – e sempre per voto di scambio politico-elettorale.
In totale sono 9 le persone indagate nell’inchiesta dei sostituti Giacomo Urbano e Anna Ida Capone (Procuratore Pierpaolo Bruni). La nuova contestazione si aggiunge al già pesante quadro giudiziario che vede Zannini protagonista. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto per lui la custodia cautelare in carcere per concussione, corruzione e truffa aggravata ai danni dello Stato per quasi 4 milioni di euro. Il 4 febbraio Zannini dovrà affrontare l’interrogatorio di garanzia davanti al GIP Daniela Vecchiarelli.
Secondo l’avviso di conclusione indagini notificato stamattina, Zannini, Marrandino e Caterino si sarebbero incontrati il 16 giugno 2024 – otto giorni prima del ballottaggio del 24 giugno – all’interno dell’Hotel Sinuessa di Mondragone con l’imprenditore Luca Pagano e i suoi collaboratori. In quella occasione, secondo l’accusa, i tre politici avrebbero promesso a Pagano, in cambio del suo voto elettorale e di quello dei suoi collaboratori per Marrandino: “una commessa/appalto da parte del Comune di Mondragone o di una delle ditte di rifiuti collegate allo schieramento di Zannini” – e qui entra in gioco il ruolo di Caterino come presidente della GISEC, società che ha il potere di affidare appalti per la raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti nei comuni della provincia casertana. Non solo. Ai Pagano veniva anche promessa la “locazione in fitto di un piazzale di 5.000 mq con uffici nella disponibilità di Pagano Luca a Falciano del Massico” come “deposito di mezzi della nettezza urbana”. Infine, veniva promesso un incarico politico alla figlia di Pagano, che era candidata nella lista “Castel Volturno città”.
L’imprenditore, secondo quanto emerge dalle carte, avrebbe rifiutato tutte le proposte. Ma l’inchiesta della Procura svela un sistema molto più articolato di compravendita di voti alle elezioni comunali di Castel Volturno dell’8-9 giugno 2024, con successivo ballottaggio del 24 giugno. Secondo gli inquirenti, Pasquale Marrandino – candidato alla carica di Sindaco – insieme a Giulio Natale, Michele Cantone e Michele Antolini avrebbero costituito una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati elettorali.
La base operativa era il Bar Quattro Stagioni di Ischitella, zona del Comune di Castel Volturno, di cui Antolini Michele è il titolare. Qui, secondo la ricostruzione della Procura, si consumava la compravendita dei voti: Cantone Michele, seduto a un tavolo appositamente allestito all’interno del bar, consegnava banconote da 50 a 70 euro ai singoli elettori convocati appositamente. Gli elettori venivano chiamati in cambio del voto alla lista “Marrandino-Natale” e ricevevano anche un “facsimile della scheda elettorale” con l’indicazione precisa della sezione di appartenenza e dove recarsi per votare.
Tra gli episodi più gravi contestati a Marrandino c’è quello che riguarda le pressioni rivolte al pastore evangelico Amanzio Criscuolo, cui era stata affidata dal precedente sindaco Umberto Petrella la gestione del Parco Oasi di Castel Volturno. Secondo gli inquirenti, Marrandino avrebbe minacciato Criscuolo di togliergli la concessione una volta divenuto sindaco, se non gli avesse dato il voto.
A Marrandino viene contestato anche di aver dato a Morrone Attilio “un suino sprovvisto di documentazione di provenienza” e di avergli promesso un posto di lavoro, in cambio del suo voto e di quello della sua famiglia. In un altro episodio, avrebbe promesso l’assunzione del figlio di Giovanni Torrano – Torrano Roberto – come vigilante/guardiano in cantieri navali, sempre in cambio del voto di Torrano e della sua famiglia. Tra gli episodi più inquietanti c’è quello che vede protagonista Anna Giacobbe, madre di RUSSO Francesco Pio, candidato nella lista di Marrandino. Il 24 giugno 2024, giorno del ballottaggio, la Giacobbe avrebbe minacciato in modo intimidatorio Manuela Olivo e il compagno Quirino Verrico mentre si recavano al seggio per votare.
I due venivano accostati da una macchina di colore nero con due persone a bordo che in modo minaccioso chiedevano se stavano andando a votare, dicendo: “Dovete votare Marrandino, non Anastasia Petrella. E se vince Marrandino vi regaliamo un televisore”. Poi venivano seguiti in macchina fino al seggio. Ma non solo. Secondo le accuse, la Giacobbe avrebbe anche avvicinato diversi altri elettori fuori dal seggio di una scuola, intimando loro di votare Marrandino e consegnando buste contenenti soldi, turbando così il regolare svolgimento delle adunanze elettorali e impedendo il libero esercizio del diritto di voto. In totale gli indagati sono 9: oltre a Zannini, Marrandino e Caterino, anche Michele Antolini (titolare del bar Quattro Stagioni), Michele Cantone (quello che distribuiva i soldi al tavolo), Anna Giacobbe, Beniamino Granato, Attilio Morrone e Giulio Natale (attuale vicesindaco di Castel Volturno). Tutti difesi dall’avvocato Alberto Martucci del Foro di Santa Maria Capua Vetere.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Giacomo Urbano, lo stesso magistrato che insieme alla collega Gerardina Cozzolino ha firmato la richiesta di custodia cautelare in carcere per il procedimento su concussione, corruzione e truffa. Una coincidenza che evidenzia come la Procura di Santa Maria Capua Vetere stia conducendo un’indagine a 360 gradi sul sistema di potere che, secondo l’accusa, farebbe capo al consigliere regionale. Gli indagati hanno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive, chiedere di essere interrogati o depositare documenti a propria discolpa prima che i magistrati decidano se chiedere il rinvio a giudizio. Per Zannini, che alle ultime elezioni regionali ha raccolto quasi 32mila preferenze risultando il più votato di Forza Italia in provincia di Caserta, si tratta dell’ennesimo colpo giudiziario in un momento già delicatissimo. Il consigliere regionale si trova ora a dover affrontare contemporaneamente due procedimenti penali: quello per concussione, corruzione e truffa (con richiesta di arresto e interrogatorio fissato per il 4 febbraio) e questo nuovo per voto di scambio alle elezioni comunali di Castel Volturno.