Al World Economic Forum il presidente degli Stati Uniti prima esclude l’opzione militare. Poi si rimangia anche i dazi per l’Ue. Sui social l’annuncio della svolta: «Ci sono le basi per un’intesa»

(Mattia Ferraresi – editorialedomani.it) – La notizia arriva su Truth nella serata di Davos: Donald Trump annuncia la «struttura di un futuro accordo sulla Groenlandia e l’intera regione artica». È un primo atto d’intesa annunciato, nel classico stile di Trump, senza dettagli e prima che qualunque cosa sia decisa, ma intanto c’è stato un incontro «molto produttivo» con il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, e i dazi aggiuntivi che dovevano entrare in vigore il 1° sono congelati.
Trump ha affidato le trattative al vicepresidente, JD Vance, al segretario di Stato, Marco Rubio, e all’inviato Speciale Steve Witkoff. E grazie per l’attenzione a questo argomento, naturalmente.
Si tratta del coronamento, se così si può definire, di una giornata che Trump aveva passato a Davos sostanzialmente per dire che «non userà la forza» per prendere la Groenlandia, generando un brevissimo sospiro di sollievo nell’uditorio e sui mercati.
Il presidente ha chiesto però «negoziati immediati» per ottenere quello che continua a definire un «nostro territorio», concesso per errore alla Danimarca quando sembrava strategicamente inutile.
Oggi invece questa distesa di ghiaccio è fondamentale per completare la fortezza dell’emisfero occidentale, cardine della dottrina Donroe. Il colloquio con Rutte è stato l’inizio.
«Ogni membro della Nato ha l’obbligo di difendere il proprio territorio, e noi siamo gli unici a poter difendere la Groenlandia», non quegli «ingrati» dei danesi. Così Trump ha messo i leader europei già sotto un’enorme pressione di fronte a un bivio minaccioso: potete dire di sì, e l’America «vi sarà grata», oppure «potete dire di no». In questo secondo caso, «ce ne ricorderemo», ha detto il presidente.
Come al solito Trump ha sommerso tutti con un diluvio di parole collegate per libera associazione ed è passato rapidamente dal linguaggio della campagna elettorale al registro umoristico, planando poi sul vocabolario del gangster.
Le parole sulla Groenlandia erano le più attese, e sono arrivate dopo una tortuosa premessa sugli incredibili successi economico-strategici raggiunti dagli Stati Uniti dopo un anno di governo di Trump e dopo quella che ormai è una codificata tirata contro la «irriconoscibile» Europa, civiltà perduta e in crisi demografica che rischia l’estinzione per le scellerate scelte sull’immigrazione e sulle soffocanti procedure burocratiche.

Strategia dello scontro
Non sono mancate le digressioni sulla sicurezza al confine, le esternazioni razziste sui somali, gli insulti a “Sleepy Biden” e le stoccate a Emmanuel Macron e ai suoi occhiali da sole. Trump ha offerto una sintesi chiarissima su come concepisce le relazioni fra gli Stati Uniti e il resto del pianeta: «Senza di noi, la maggior parte dei paesi non funziona nemmeno».
Stoccate anche per il democratico più vociante nell’opposizione a Trump seduto in platea, il governatore della California, Gavin Newsom, uno con cui «un tempo andavo d’accordo», ha detto Trump, castigando le sue ambizioni nazionali. Newsom ha poi detto che il discorso di Trump è stato «noioso» e che «non c’era nulla di nuovo» nello sproloquio.
Ma il governatore ha presto scoperto le conseguenze dei suoi attacchi frontali di questi giorni. Ieri era invitato a parlare a un evento sponsorizzato dalla Usa House, il quartier generale degli Stati Uniti a Davos, e all’ultimo minuto il suo nome è scomparso dalla lista degli invitati, nella quale sono rimasti soltanto amministratori delegati e imprenditori.
Secondo la ricostruzione di Politico, gli organizzatori hanno ceduto alla pressione del dipartimento di Stato, che ha lavorato per silenziare Newsom.

È stato il segretario al Commercio, Howard Lutnick, a rendere esplicita la rottura che l’amministrazione Trump sta consumando con gli alleati europei. Durante una cena martedì sera, ospitata dal capo di BlackRock Larry Fink, Lutnick ha scatenato una rivolta tra i presenti con un discorso che il Financial Times ha descritto come «aggressivo». Lutnick ha invitato il mondo a concentrarsi sul carbone come fonte energetica invece che sulle rinnovabili, facendo commenti sprezzanti sull’Europa. L’atmosfera è degenerata rapidamente, con lo stesso Fink costretto a fare appelli alla calma. Tra chi ha manifestato apertamente il proprio disappunto c’era anche l’ex vicepresidente americano Al Gore.
È l’apice di una settimana di tensioni a Davos, alla faccia dello “spirito del dialogo” che dà il titolo all’edizione. Lutnick aveva anticipato i toni in un editoriale pubblicato proprio sul Financial Times, scrivendo: «Non andiamo a Davos per sostenere lo status quo. Andiamo per confrontarlo direttamente». E ancora: «Siamo qui a Davos per rendere una cosa assolutamente chiara: con il presidente Trump, il capitalismo ha un nuovo sceriffo».
A Davos l’America impone le proprie condizioni ai leader del vecchio mondo. Dietro la retorica sbrigliata e le provocazioni, emerge una strategia precisa: costringere gli alleati europei a scegliere tra la sottomissione e l’ostilità aperta. Con il codice della protezione mafiosa applicato alle relazioni internazionali, Trump ha promesso che l’Europa pagherà un prezzo insostenibile per la sua resistenza.
La domanda è quanto a lungo questo approccio possa durare senza fratturare definitivamente l’alleanza atlantica.
Le parole sulla Groenlandia, per quanto apparentemente rassicuranti nell’escludere l’uso della forza, lasciano aperta ogni possibilità di pressione economica e diplomatica.
Il ruggito dei conigli
(Di Marco Travaglio) – Ci è voluto un anno di Trump perché le teste d’uovo dell’Ue scoprissero che gli interessi Usa – per usare un eufemismo – non coincidono più con i nostri. Ora magari, col tempo, capiranno che è così da una ventina d’anni. Non l’ha deciso Trump, che non è un corpo estraneo piovuto dal cielo a guastare il lungo idillio euroatlantista: è la quintessenza degli Usa, che hanno sempre fatto i loro porci comodi. Solo che prima i loro porci comodi coincidevano con i nostri: poi non più. La Merkel l’aveva capito, infatti si scontrò più volte con Washington. Prima contro l’idea folle di Bush jr., Obama e Biden di inglobare l’Ucraina nella Nato per provocare Putin. E poi sulla cooperazione energetica con Mosca avviata da Schröder coi gasdotti Nord Stream, osteggiata da Usa, Polonia, Baltici e Ucraina post-golpe. Con lei, a condividere la fine dell’euroatlantismo, c’erano Sarkozy, Hollande e il primo Macron, che refertò la “morte cerebrale della Nato”. Bastava la voce intercettata di Victoria Nuland, inviata nel 2014 da Biden e Obama a destabilizzare Kiev, per sapere cosa pensavano a Washington: “Fuck Eu!” (l’Europa si fotta!). Bastavano le reprimende di Obama a noi “portoghesi della Nato” che non ci svenavamo abbastanza per il riarmo e all’Ue che comprava gas russo a buon mercato invece del Gnl Usa a prezzo quadruplo. Poi purtroppo l’ultima statista andò in pensione, l’Ue finì in mano agli attuali microcefali e la guerra deflagrò.
Pochi giorni prima, Biden annunciò la distruzione dei Nord Stream. E otto mesi dopo un commando ucraino la realizzò. Ma nemmeno allora i decerebrati europei capirono che la guerra era studiata a tavolino per spezzare l’asse euro-russo che stava creando una superpotenza industriale e commerciale molto insidiosa per gli Usa. I capponi europei si invitarono al banchetto e si tuffarono festosi nella pentola di Biden, partecipando voluttuosamente al proprio suicidio con centinaia di miliardi e vagonate di armi. Quando tornò Trump e, senza volerlo, minacciò di farci un favore chiudendo la guerra con un compromesso, i più stupidi fra gli euronani – autoproclamatisi “volenterosi” – sabotarono i negoziati per prolungare il conflitto sine die. Ma a Trump risposero “sì buana” su tutti i dossier che convenivano a lui e danneggiavano noi: dazi al 15%, 600 miliardi di investimenti nell’industria Usa, 5% di Pil alla Nato, 800 miliardi di riarmo a debito (soprattutto con armi Usa), 700 miliardi di Gnl Usa e rinuncia eterna al gas russo. “Thank you, Daddy Donald”, scrisse Rutte, il più furbo della compagnia. Mancava solo una fettina di culo. Poi arrivò anche quella, a forma di Groenlandia. A quel punto Fantozzi venne colto da un leggero sospetto.
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Tutto qui: la classe politica europea è questa miseria umana descritta a meraviglia.
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Cerco biglietto per astronave diretta all’isola che non c’è. Cerco un posto senza tv, guerre, fame,sete, falsità, politicanti, giornalai scribacchini e mezzobusti, ricchi che giocano a risico, industrie che producono strumenti di morte…..
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Non sono daccordo con Travaglio questa volta
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scusatemi ma un tasto mi ha tradito😂volevo dire che non mi trovo daccordo sul fatto di ritenere questi politici dei decerebrati.Sanno benissimo ciò che fanno che hanno fatto e che faranno ….semplicemente gli interessi di chi li ha posti su quei scranni. A me ricorda poliziotto buono e poliziotto cattivo….e se qualcuno oserà rivoltarsi contro queste serpi saranno colpiti da sciagure giudiziarie o personali.
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Abbiamo sempre considerato la nostra Terra il nostro pianeta diviso in due “periodi”, accingendomi a scrivere in rigoroso ordine alfabetico: il primo periodo è quello di ” a.C risto….mentro il secondo lo abbiamo sempre definito dopo la nascita del nostro Gesu’….” d. C risto”…..bene dopo la conferenza stampa, piu’ che altro un comizio elettorale, del nostro nuovo Signore della “Trumpiland” che dobbiamo rivedere tutto….altro che musse…: un primo periodo ” a. D onald” dove tra efferati brogli elettorali il mondo venne dominato da “ un bell’ addormentato”, affamatore del proprio Popolo ed un elargitore di soldi a destra ed a manca…. poi…poi…e qui veniamo al secondo periodo “ d. D onald” dove tutto funziona a meraviglia: i graffiti sono spariti dai muri di New York (pero’ verificheremo con Rampini/Crozza se la sua New York e’ veramente pulita….), i Venezuelani avranno in dono parte soldi dal loro petrolio….e tutti i Popoli vivranno in pace ed in assoluta prosperita’ (soprattutto gli americani)…!!! Qui’ da Davos è quasi tutto……..a Voi Studio….!!!!
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Grazie alla Redazione di Infosannio…..
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Cito un posto di Andrea Scanzi:
Tra ieri e oggi sono arrivate due grandi notizie per il Fatto Quotidiano. La seconda riguarda direttamente me, e ve ne parlerò. La prima è questa, ed è una notizia che deve rendere felici tutte le persone intellettualmente oneste e libere di questo paese.
Cito le parole di Marco Travaglio:
“Ricordate quella sentenza di primo grado a Firenze, 2023? Un giudice civile condanna Il Fatto Quotidiano e il suo direttore a risarcire Matteo Renzi con oltre 80 mila euro perché, tra le altre cose, lo avevamo chiamato “bullo” troppe volte, superando la fantomatica “modica quantità annua di bullo” consentita dal magistrato.
Ricordate il bullo che in tv e ai comizi si vantava di aver pagato rate del mutuo della villa e feste di compleanno con i NOSTRI soldi?Auguriamoci che non l’abbia fatto davvero e che abbia messo da parte qualche risparmio: ieri la Corte d’Appello di Firenze ha accolto il nostro ricorso, respinto quello di Renzi (che voleva ancora più soldi) e ha completamente cancellato la condanna di primo grado.
Risultato: il bullo deve restituirci il risarcimento già versato (diventato 103 mila euro con gli interessi) più le spese che avevamo anticipato per lui, e deve rimborsarci le spese processuali di entrambi i gradi di giudizio (altri 121 mila euro).Totale: 224 mila euro di conticino salato”
Va poi citato almeno un passaggio della meravigliosa motivazione: «L’attore ha lamentato anche l’uso oltre il limite della continenza di appellativi quali “il Bullo di Ostia”, “il poveretto”, “il disperato” […] In verità tali epiteti devono essere considerati nel complesso del contenuto dell’articolo e delle sue finalità […] Le espressioni in questione sono contenute nella parte dell’editoriale in cui il direttore difende la testata giornalistica dando atto delle plurime querele ricevute da parte di Matteo Renzi, esprimendo una sarcastica e pungente critica a siffatta condotta, giudicata intimidatoria verso una stampa non schierata in suo favore ed indipendente […] Gli appellativi sono chiaramente finalizzati a esprimere dissenso ed a trasmettere un messaggio di resilienza, se si vuole anche “guascona”, da parte del quotidiano”.
Ancora una vittoria per lo statista più invitato dai talkshow e meno stimato dagli elettori.
Renzi e renziani: state sereni 😉
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Solo una Ue di decerebrati poteva portarci a questo punto
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Tranquilli, che l’editoriale di M. Travaglio sarà accuratamente criticato da certi esperti di queste parti, quelli che lo chiamano MARCOLINO, per esempio. O altri che giurano e spergiurano che con il Mercosur l’UE ha dimostrato che ha le 00 per opporsi agli USA o che l’UE non è la NATO anche se finanzia il riarmo della NATO.
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Siamo al genere fantasy, il tutto per non dire su Trump ho sbagliato é il peggior pazzo che ci potesse capitare. Non intendo discutere con chi mi dirà che è uguale agli altri, perché ormai è evidente che è il peggiore e spiegare che l’acqua è bagnata non mi appassiona!!!
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Difficile da capire: gli USA si facevano i propri interessi sia prima sia adesso! I democratici americani hanno scatenato una guerra in Europa che con Trump quasi sicuramente non sarebbe scoppiata. Fare la classifica dei buoni e dei cattivi, o dei più cattivi è roba che si fa all’asilo.
Ci sono fatti contingenti che andrebbero analizzati e giudicati ognuno singolarmente. Se poi si vuole guardare al disegno complessivo, allora possiamo dire che gli USA non sono mai stati amici ma che a vole abbiamo avuto interessi comuni. È così che funziona il mondo dalla notte dei tempi… purtroppo!
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sinceramente che abbia sbagliato ne ne frega il giusto, mi frega di più che continui a dirci chi sbaglia e continua a sbagliare tutto, perchè se sbaglia un giornalista è un conto, se sbaglia un governo o una elite politica che sta portando un intero continente nel baratro è un altro
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Caboni sei un disco rotto che già alla prima riproduzione risulta inascoltabile:
“Quando tornò Trump e, senza volerlo, minacciò di farci un favore chiudendo la guerra con un compromesso, i più stupidi fra gli euronani – autoproclamatisi “volenterosi” – sabotarono i negoziati per prolungare il conflitto sine die.”
Se non lo leggi bene ora Travaglio molto probabilmente non lo facevi nemmeno prima.
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E’ sicuramente il peggior pazzo che ci potesse capitare, ma quelli che lo hanno preceduto, hanno sicuramente operato come “apripista”. Lui è l’esito finale.
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No no France… stavolta, spiace dirlo, ti sei meritato in pieno la vignetta del perspicace Carrie. Il Trav ti ha indicato la luna ma tu, imperterrito, continui a concentrarti sul dito. La questione, come dicono quelli che parlano bene, è strutturale. E’ lo stato profondo (deep state, per dirla in inglese sennò passerei anch’io per uno sfigato). Non è un fatto di persone, o almeno non soprattutto, bensì di meccanismo della società ammeregana. Che, al di là dei soggetti che vengono e passano, risulta sempre la stessa fin dal tempo dei Padri Pellegrini che la occuparono impiantandovi il concetto, difficile da estirpare ma sempre utile per spiegare cos’è l’America del “Destino manifesto”, cioè la pretesa di governare il mondo per i propri interessi spesso, ma oggi sempre più, esclusivi. Specie ora che con la nascita dei BRICS sente franare sotto i piedi (d’argilla) il POTERE che non è più unico e assoluto.
E’ in questo contesto che dobbiamo leggere e interpretare Gaza e soprattutto l’Ucraina che ha voluto conquistare mirando al crollo definitivo della Russia: il capitalismo per sua natura è sempre più avido. Frase che aggiungerei a quella, giudiziosamente incisa da due mila anni sul frontone del Tempio di Delfi: NULLA DI TROPPO!
Ti invito a meditare, meditare e poi ancora meditare! E lascia stare i pidioti che sono i cattivi maestri in fatto di pensiero meditante.
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Quante palle, banali e generiche, che scrivi. Con la pretesa pure di fare la lezioncina.
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Loqua’,
ma perché continui a rompere i cosiddetti?? Guarda che se continui ti aizzo contro mastro Sparviero. E sai che quello non ha peli sulla lingua. Non ti conviene!
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Brrrrrrrrr…
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Gare se il tuo metro di giudizio é dare della perspicace a Carrie perché fa foto di cani che fanno la cacca o di somari, perdonami ma per quanto lei mi faccia sorridere, il tuo indice di gradimento è un po sfasato. Sul merito spero di riuscire a rispondere dopo, perché comunque meriti un dialogo. Intanto grazie per la meditazione non fa mai male!
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Fran, non avevo capito che ce l’avevi con MT, nella prima parte del post.
Condivido la seconda parte, considera il like x quello.
Ps IS, perché non è più possibile revocare i like?
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Don Chisciotte
Il presidente Trump a Davos CHIAMA “stupidi” quelli che sostengono l’energia eolica “La Cina è intelligente. Costruisce mulini a vento, li vende a caro prezzo e li rivende alle PERSONE STUPIDE che li comprano!” “Mulini a vento in tutta Europa, ovunque, e sono dei FALLIMENTI. Una cosa che ho imparato: più mulini a vento ha un Paese, più soldi PERDE. La CINA produce quasi tutti i mulini a vento, eppure non sono riuscito a trovare nessun parco eolico in Cina!
Molto più intelligente per esempio è comperare gas naturale da rigassificare da lui invece che dalla Russia? Si è dimenticato di dirlo. O forse era sottinteso
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“Parco eolico di Gansu (Jiuquan Wind Power Base) è il più grande parco eolico del mondo, situato nella provincia del Gansu, in Cina.
Progettato per raggiungere una capacità complessiva di 20.000 MW (20 GW), è un insieme di parchi eolici multiplo con oltre 7.000 turbine ad asse orizzontale.”
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🇺🇸 Il professore della Columbia University, Jeffrey Sachs, ha definito il discorso di Trump a Davos come “il piagnucolio di un bambino di tre anni”:«La situazione è sorprendente: abbiamo un presidente che vive in un mondo di illusioni, completamente privo di senso della legge, di rispetto per le regole della decenza e della minima onestà. Può scagliarsi con accuse contro chiunque, in qualsiasi momento. Tutto è un continuo flusso di lamentele e piagnistei sul fatto che tutti lo ingannano: lo ingannano personalmente, ingannano gli Stati Uniti. Tutti, secondo lui, ne approfittano. È un piagnucolio infinito, come quello di un bambino di tre anni. Questo è ciò che abbiamo».
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😵💫“L’ordine internazionale basato su regole era una finzione”: l’incredibile ammissione di Carney a DavosIl Primo Ministro canadese Mark Carney, ex Goldman Sachs e già governatore della Banca del Canada, ha pronunciato parole che segnano una svolta epocale nella diplomazia occidentale, quantomeno sul piano della comunicazione e della dialettica. Parlando al WEF di Davos, Carney ha ammesso apertamente che la tanto decantata retorica sull’”ordine internazionale basato su regole” non era altro che una “finzione” utile a giustificare l’egemonia statunitense. Un’ammissione straordinaria, che arriva da un leader di un paese storicamente allineato con Washington. e all’anglosfera, e che riflette il profondo cambiamento in atto nel panorama geopolitico globale.«Sapevamo che la storia dell’ordine basato sulle regole era parzialmente falsa… Sapevamo che il diritto internazionale veniva applicato con rigore variabile a seconda dell’identità dell’accusato e della vittima» ha dichiarato Carney dinanzi all’élite globale riunita nella lussuosa località svizzera di Davos. «Questa finzione era utile [per i beni forniti dall’egemonia americana]… Così abbiamo messo il cartello in vetrina. Abbiamo partecipato ai riti. E in gran parte abbiamo evitato di denunciare le discrepanze tra retorica e realtà. Questo patto non funziona più. Lasciatemi essere diretto».«Non si può vivere all’interno della menzogna del beneficio reciproco attraverso l’integrazione quando l’integrazione diventa la fonte della propria sottomissione», ha dichiarato Carney, con una franchezza che ha suscitato applausi e stupore tra i presenti.
https://it.insideover.com/politica/lordine-internazionale-basato-su-regole-era-una-finzione-lincredibile-ammissione-di-carney-a-davos.html🔴Giorgio Bianchi Photojournalist
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IL RUGGITO DEI CONIGLI
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Ascoltando l’ intervista di Carlson a Karaganov , praticamente un’ arringa contro l’ Europa, provavo un sentimento misto di offesa ,essendo anche io europeo, ma anche di consapevolezza sul fatto che i nostri avi si sono coperti delle più infamanti porcherie della storia . La cosa che più fa male è che hanno ripreso ,dopo la parentesi del dopoguerra durata pochi decenni, i vecchi vizi ma con molta più stupidità dovuta a una classe politica acefala,viziata,non cernita attraverso una severa selezione .
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Io direi che Trump ha cambiato temporaneamente idea. Sappiamo tutti che domani mattina, con la stessa sicumera, potrebbe bombardare la Norvegia perché è un pericoloso crocevia per il traffico della droga.
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E certo: la trafficherebbe babbo natale nascondendola nel doppiofondo delle slitte.
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Allarme rientrato, i governi europei possono tornare scodinzolanti a cuccia
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TILLIE
“Penso che Trump non conosca affatto il popolo groenlandese. Noi non diamo particolare valore ai soldi, alle labbra alla Kardashian e a quel tipo di cose. In Groenlandia, tra l’altro, non si può nemmeno possedere la terra: puoi ottenere un lotto per costruire la tua casa e possiedi la casa sopra il terreno, ma la terra in sé no.
Perché i groenlandesi non credono che la terra appartenga a una persona sola: appartiene a tutti. E lo stesso vale per il mare e per le ricchezze che contiene.
Per questo è un enorme errore di calcolo pensare che i groenlandesi possano essere comprati con il denaro. Non è così. E anche se ci dicessero: “100.000 dollari a persona”, non rinunceremmo mai alla sanità gratuita, non rinunceremmo all’istruzione gratuita, non rinunceremmo a far parte dell’Europa, non rinunceremmo alla nostra sovranità, che prima o poi è comunque il nostro obiettivo.
Non vogliamo essere ricchi come gli americani. Basta vedere quanto sono avidi: arrivano persino a sparare contro i loro amici o a invadere i loro amici per pura avidità. Sappiamo che nel nostro sottosuolo potrebbero esserci minerali e petrolio, e che valgono enormemente più di qualunque cifra. Ma anche se non ci fossero, non ci lasceremmo comunque comprare.
Qui tutti conoscono la storia degli Inuit in Alaska e di tutte le popolazioni native, i popoli indigeni, gli Indiani d’America. Le loro terre sono state sottratte e non sono stati trattati bene negli Stati Uniti. E sappiamo che Trump si circonda in larga parte di persone legate al suprematismo bianco.
Noi non siamo bianchi, come potete vedere. E quindi sappiamo che probabilmente i nostri diritti ci verrebbero tolti.
Sappiamo anche che, insieme alla Danimarca, stiamo bene così come siamo. Come dicevo prima, abbiamo sanità gratuita, istruzione gratuita: qualunque cosa tu voglia studiare, puoi farlo senza pagare nulla e, anzi, il governo ti dà anche una borsa di studio, dei soldi mentre studi. Tutto questo non lo scambieremmo mai: lo Stato sociale, il welfare. Non lo scambieremmo con nulla che venga dall’America.
(…) Non importa cosa sia successo in passato tra Danimarca e Groenlandia: ce la risolveremo tra noi. Così come siamo ora, va bene. E se un giorno vorremo l’indipendenza, dovranno essere i groenlandesi a deciderlo, non una superpotenza che fa pressione da lontano.
Sappiamo benissimo che, se diventassimo indipendenti domani, lui ci invaderebbe subito, perché non avrebbe problemi né con la Nato, né con l’Europa. Per questo credo che stia scommettendo in modo profondamente insultante sull’idea che i groenlandesi siano persone stupide, non istruite, che non seguono le notizie del mondo. Ma non è così. È esattamente il contrario.
Noi saremo qui per centinaia di anni dopo Donald Trump. Anche se ci invadesse, credo che lo aspetteremmo semplicemente come si fa con il cattivo tempo. Qui tutti sanno che è il meteo a decidere: se arriva una tempesta, ci rintaniamo per un giorno o due. Potremmo rintanarci per un anno, per due anni, o anche per dieci o vent’anni, e poi torneremmo alla Danimarca non appena Trump e quelli come lui se ne saranno andati”.
(Tillie Martinussen, membro del Parlamento della Groenlandia)
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Grazie Viviana.
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Trump non è un incidente di percorso, evidentemente i tempi erano maturi per un presidente come lui. Forse un altro avrebbe avuto uno stile un po’ diverso ma la sostanza sarebbe rimasta quella…
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Repetita juvant. Il bullo platinato ci sta dando (a noi Europei) l’opportunità di sganciarci dagli americani, un popolo violento, aggressivo e spregiudicato.
Forse i nostri rappresentanti stanno smettendo di squittire per iniziare una nuova era.
Speriamo.
Grazie platinato!!!
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Dal mio punto di vista bisogna andare all’origine dell’apparizione del soggetto sul palcoscenico americano e internazionale. Per me è la personificazione della logica conseguenza delle contraddizioni, anzi delle nefandezze sempre più crescenti del capitalismo a stelle & strisce che, dopo essere passato per le consuete e sistematiche (ogni tot anni) crisi finanziarie speculative (che lo anno irrobustito a danno degli ultimi) globalizzazione compresa, pagate a caro prezzo dal pianeta e che hanno scombussolato non poco, in primis quella società ma non solo, ora ha indotto l’elettorato a farsi rappresentare ancora una volta dal non plus ultra del populismo becero di quel paese. Ne sappiamo qualcosa anche noi che abbiamo avuto per 20 anni un tipo come Berlusconi che è appartenuto alla stessa risma del biondo americano.
A forza di primeggiare, la finanza (si guadagna di più speculando che a produrre manufatti, salvo essere magnati) ha impoverito il popolo americano. Di qui la nascita del risentimento dell’elettorato, la cifra di questi tempi che non fa capire chi sono stati i veri responsabili dei mali che lo affliggono. Ben gli sta, verrebbe da dire. Ma attenzione, Trump è in caduta libera nei sondaggi al punto di pensare che la sua orbita è destinata a tramontare. Ma chi sarà il suo successore? Si ritornerà ai presidenti tipo quelli che lo hanno preceduto? Spero di no, perché si ricomincerebbe da capo la solita trafila di amministrazioni che favoriscono il peggio. In ogni caso a noi deve interessare soprattutto cosa succederà in Europa. Per voltare pagina, questa classe dirigente dovrebbe essere messa in pensione per fare largo a coloro che potrebbero fare veramente gli interessi popolari del continente. Rifiutando totalmente il modello americano. Il saggio Xi Jinping ha detto una volta: “C’è tanto posto nel mondo da far spazio a tutti. Senza alcuna esclusiva egemonia imperiale”. E’ già tanto se si riuscirà a far accettare a tutti gli attori in campo un più giusto e bilanciato multipolarismo, di per sé pacifico o almeno non ossessivamente guerrafondaio.
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oh Marcolino come va?
Niente professionisti oggi,niente propaganda atlantista, facciamo i filorussi.
vediamo cosa diceva la TASS quando Obama ci dedicava le sue reprimende(oggi le proporzioni sono rimaste pressochè le stesse).
https://tass.com/economy/1006695
Ma se Marcolino dice il 400%(10 volte la realtà) c’è da fidarsi.
Ehm … direi è sulla buona strada per diventare il new Trash on the web
Mamma che testa di kaxxo
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Ho ascoltato il discorso di trump e l’ho trovato un capolavoro psichiatrico.
Quest’ometto è il più grande bimbominkia della storia e questo rende il suo discorso storico.
Detto questo per me trump è regalo del cielo, perchè rende evidente a tutti in cosa consistano gli USA (lui non è il re che può fare tutto di testa sua, e ha dietro la maggioranza del congresso), una cosa che sempre più si avvicina al film Idiocrazy.
Il precedente presidente era rincoglionito dalla demenza e comunque anche prima di ricoglionirsi per l’età era un personaggio pessimo (e la harris non ha vinto sennò probabilmente avremmo assistito ad altrettanti autentici pezzi comici come quelli cui stiamo assistendo ora), però cercava di salvare le forme e un sacco di gente ci cascava.
Con trump come fai a non capire? Certo l’elettorato tipo leghista medio (in fondo trump è un salvini che ce l’ha fatta) non capirà, ma non capirebbe comunque.
Sentitevene almeno qualche minuto perchè è un capolavoro della bimbominkiaggine, Crozza non avrebbe osato tanto. Vale la pena.
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inascoltabile per le puttanate che dice e fra le altre cose anche noioso dato che ripete sempre gli stessi (chiamiamoli) concetti, comincio a sospettare che negli ingranaggi del cervello sia finito qualche granello di sabbia, non come biden ma boh, mi da questa impressione
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Dietrofront per i gonzi . Lo stile è quello che è, cioè quello dell’ imprenditore alla Berlusconi ,per intenderci: spari cento se Vuoi cinquanta . Ha ottenuto lo sfruttamento delle miniere e l’ utilizzo delle un semicondinente a disposizione per i militari: e che caz…poteva ottenere di più!
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