L’Italia dirà no al Board of peace voluto da Trump: anche la Costituzione è un ostacolo. Meloni domani potrebbe andare a Davos da osservatrice senza firmare o non andare

(di Simone Canettieri – corriere.it) – Lo scudo è l’articolo 11 della Costituzione. Consente all’Italia di far parte di organismi internazionali che si occupano di pace ma solo «in condizioni di parità con gli altri Stati». L’opposto cioè del Board of peace escogitato da Donald Trump, primus inter pares in quella che è una sorta di Onu privata con gettone d’ingresso da un miliardo di dollari (cui Netanyahu ha annunciato di voler aderire). «No, così non si può». È il primo dubbio che sta portando Giorgia Meloni a non entrare nel Consiglio di pace, che sarà battezzato domani tra le montagne di Davos. Forse la premier alla fine sarà presente, per questioni di buon vicinato con la Casa Bianca, all’appuntamento. Tuttavia è sempre più consapevole di non poter firmare a nome dell’Italia l’ingresso nel board, al di là della quota d’iscrizione necessaria per far parte del club trumpiano.
E poi c’è un altro elemento, che è stato valutato ieri in tarda mattinata dalla premier durante una riunione con i vice Matteo Salvini e Antonio Tajani, e con il ministro Guido Crosetto. La ratifica di trattati internazionali dovrebbe passare da un voto del Parlamento con una legge ordinaria, e ormai non c’è più tempo. Inoltre il Quirinale, proprio in virtù dell’articolo 11, bloccherebbe subito il provvedimento. Che, tra le altre cose, sarebbe a forte rischio davanti alla Corte costituzionale. «Non è una strada percorribile», appare la convinzione di Palazzo Chigi, anche su spinta di Forza Italia. Il partito di Antonio Tajani si dice contrario all’ingresso di Roma nel board di Trump, pietra tombale sul diritto internazionale. Anche la Lega si accoda rimettendosi «alla posizione del governo», sebbene più di un salviniano strizzi l’occhio all’idea del Nobel mancato Trump. Non solo: chi in queste ore ha parlato con Crosetto ha raccolto più di una perplessità, per usare un eufemismo, davanti a questo nuovo organismo che per la vastità di inviti, c’è anche Putin, non servirà più solo alla stabilità di Gaza.
Quasi inutile dirlo: il «no» di Meloni all’amico Donald saprebbe di «strappo». E arriverebbe dopo le critiche della premier, private e pubbliche, sempre a Trump per via dell’annuncio di dazi ai Paesi europei che sostengono la Groenlandia. Certo quelle pronunciate da Meloni in Giappone erano parole, questi invece sarebbero atti.
La presidente del Consiglio passa la giornata a costruire la posizione italiana in un turbinio di contatti con gli altri leader europei, e non solo. Non è un caso forse che in serata arrivi l’indiscrezione del Financial Times: il premier britannico Keir Starmer starebbe per decidere di rifiutare l’invito del presidente Usa, Donald Trump, a unirsi al suo Board of Peace. E dopo poco ecco la Germania di Merz, la cui adesione viene considerata «improbabile» quantomeno nella «sua forma attuale». I grandi big europei sono pronti al passo indietro. Restano in campo Ungheria e Albania. È una situazione non semplice per Meloni: Palazzo Chigi fino a tarda sera non fornisce informazioni, segnale di un travaglio politico e diplomatico. La possibilità che la premier domani sia a Davos da «osservatrice» senza firmare accordi resta sullo sfondo.
Anche perché a Roma rimbalza l’indiscrezione che una parte della sua scorta sia già partita da almeno un giorno per la Svizzera per i sopralluoghi di routine, propedeutici all’arrivo della presidente del Consiglio (attesa oggi a Porta a Porta per un’intervista registrata intorno alle 20 in occasione dei 30 anni della trasmissione di Bruno Vespa). Andare a Davos e non firmare. Oppure non andare, e via: questo è il dilemma. L’agenda della presidente del Consiglio domani ha un altro appuntamento, questa volta a Bruxelles alle 19: il Consiglio europeo straordinario, convocato in fretta e in furia dopo le tensioni legate alla Groenlandia scatenate da Trump e la conseguente risposta ai nuovi dazi agitati dagli Usa.
Meloni e Tajani sono «freddi» rispetto al bazooka commerciale che vuole imbracciare Macron e continuano a dire che sull’Isola del ghiaccio serve una risposta di «tutta la Nato» nei confronti delle ingerenze russe e cinesi. Il Pd e il resto delle opposizioni chiedono che la premier riferisca in Aula. La segreteria del Pd Elly Schlein ha anche scritto a Mette Frederiksen, premier danese, per esprimerle solidarietà davanti «alla violazione degli standard di diplomazia e del rispetto dello stato di diritto». Intanto resta il busillis: cosa fare con Trump a Davos?
Dilemma: Il bullo platinato minaccia di rubare territori (Groenlandia) ad una paese della NATO e Macron ribatte che sull’Isola del ghiaccio serve una risposta di «tutta la Nato» pur sapendo che a capo di “tutta la NATO” c’è un comandante nominato dal bullo platinato.
A parer mio, modestissimo parere, dobbiamo ringraziare il bullo platinato perchè sta dando all’Europa (con la E maiuscola) la possibilità di staccarsi dagli americani una volta per tutte per fondare una nuova Europa economicamente più forte e dignitosa come non mai.
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aveva l’occasione di farlo ai tempi di Biden dicendo di no al sostegno armato all’ucraina e dicendo di si ad un impegno serio per una soluzione diplomatica, il treno è passato da tempo, il prossimo sarà molto difficile prenderlo
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Cominciamo dallo sbattere fuori dall’Italia le basi americane ma trattenendo le armi, ordigni atomici compresi. E’ una vita che sogno questo avvenimento. Al posto della premier annuncerei lo status di paese neutrale. Non abbiamo nemici che attentino ai nostri confini. Vogliamo avere rapporti pacifici e commerciali con tutti, anzi l’Italia dovrà essere la sede mondiale di risoluzione diplomatica dei conflitti in ogni dove dell’orbe terracqueo, anche attraverso l’istituzione del Ministero della Pace. E con il placet e l’aiuto del card. Zuppi e benedizione del papa. Ovviamente sarebbero annullati tutti gli accordi di riarmo con un risparmio di 10 mld annui, al che a Crosetto verrebbe un infarto immediato. I ranghi dell’esercito verrebbero ridotti al minimo essenziale per giunta con compiti soprattutto di servizio civile.
Questa sarebbe la vera difesa della Patria, intesa come comunità di individui volti al bene comune e internazionale.
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Ieri sera come faccio abitualmente ho visto Floris con i suoi Ospiti…e devo dire che pur nella drammaticita’ dei dati reali snocciolati sullo stato dell’ economia “meloniana” quella di ieri sera è stata anche una puntata “effervescente e divertente” col duo talentuoso Luca&Paolo, miei corregionali, che hanno iniziato cantando “Groenlandia” parafrasando la mitica canzone “Romagna mia”…uno spasso che ha coinvolto tutti i presenti nello studio…per poi, tra le altre cose, soffermarsi sulle dichiarazioni conclusive, della nostra PdC, dopo la visita in Giappone…..(dove, poco tempo prima, il Premier Indiano aveva concluso ben 30 contratti commerciali…….vabbè…dai.. un piccolo dettaglio…una belinata come si dice dalle nostre parti…) “disciamo… che qui’ in Giappone mi hanno insegnato a mangiare il riso con le bacchette” belin….che impegnativa e forte dichiarazione…..!!!! “intanto resta il busillis, si chiede il Redattore dell’ articolo”, cosa fare con Trump a Davos….??? Personalmente penso che la nostra PdC deve assolutamente essere presente….poi eventualmente condividere il bazooka commerciale…….non unirsi al Board of peace………e proporre che venga effettuata una esercitazione Nato sull’ Isola…..!!! E’ arrivato il momento che bisogna metterci la faccia prendendo delle decisioni…o di qua’ o di la’…un Grande Paese come il nostro non necessita’ di avere un PdC…… in costante tanatosi…ed anche per non risultare agli occhi della UE… il cavallo di Troia, nel nostro Continente, di Trump….!!! Sursum corda….
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ah però, adesso per il Corriere della Serva esiste anche l’art. 11 della costituzione?
da quando? quando abbiamo bombardato la Serbia? la Libia? quando siamo andati in Iraq? in Afghanistan? venduto armi a tutti? COMPRESO UN GENOCIDA? sanzionato tutto quello che somiglia ad un russo, anche di sfuggita? esultato per il bombardamento dell’Iran, il rapimento di Maduro, il diritto internazionale a targhe alterne?
ora che non sanno ke kazzo fare lo riesumano e si aggrappano alla nostra Costituzione.
Grandissimi pezzi di M…… venduti, asset della SIAIEI
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Ma quel rozzo e inestetico prosciuttone, nella foto, che si vede passare sopra le teste dei due ignobili statisi… appartiene alla NANA??
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Ma davvero il deep state americano lascerà sciogliere la NATO, proprio ora che succhiano il 5% del PIL?
Inoltre lo scioglimento della NATO obbligherà i governi europei a cercare freneticamente risposte da dare ai cittadini e nuove alleanze da mettere sul piatto. Questo li farà cadere come birilli. Quelli più deboli almeno.
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