Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli contro la proposta di Trump chiedono di sfilarsi

Pd, M5S e Avs sul Board of peace: “Inaccettabile, l’Italia dica no”

(repubblica.it) – Fronte comune delle opposizioni contro la proposta del Board of peace for Gaza voluto dal presidente Usa Donald Trump. Dopo l’incontro con Fadwa Barghouti, moglie e portavoce di Marwan Barghouti, Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza verdi sinistra hanno espresso una posizione netta e condivisa, chiedendo all’Italia di non partecipare a quella che viene definita una pericolosa forzatura del multilateralismo e del diritto internazionale.

Per la segretaria del Partito democratico Elly Schlein il Board of peace è “inaccettabile”. Si tratta di un tentativo di “smantellare le sedi multilaterali del dialogo tra popoli e tra Stati”, sostituendo il ruolo delle Nazioni Unite con un organismo alternativo fondato “sulla legge del più forte e non sul diritto internazionale”. Per Schlein, una vera pace non può prescindere dal pieno coinvolgimento del popolo palestinese e dell’Autorità nazionale palestinese, né dal riconoscimento dello Stato di Palestina. “Quella in corso non è una pace ma una tregua fragile”, ribadisce, denunciando il protrarsi delle violenze a Gaza e in Cisgiordania e chiedendo che l’Italia torni a svolgere un ruolo attivo nel sostegno al multilateralismo e agli aiuti umanitari.Sulla stessa linea il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che auspica esplicitamente che l’Italia non entri nel Board of peace perché “non è un organismo che assicura il rispetto dei principi conformi al diritto internazionale”.

Conte richiama l’urgenza di non spegnere i riflettori sulla questione palestinese, sottolineando come “a Gaza e in Cisgiordania le aggressioni e le violenze si consumino quotidianamente” e ricordando la presenza di numerosi prigionieri politici palestinesi, in alcuni casi detenuti sulla base di provvedimenti amministrativi. Dal leader pentastellato arriva anche la richiesta di una svolta politica: riconoscimento dello Stato di Palestina e sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele. Toni ancora più duri arrivano da Alleanza verdi sinistra.

Il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli parla di “gigantesco scandalo” e di “violazione del diritto internazionale”, accusando il Board of Peace di piegare le aspirazioni del popolo palestinese a una logica di “speculazione, un affare immobiliare”, arrivando a evocare una trasformazione dei diritti in una sorta di “diritto societario”. Per Nicola Fratoianni, il Board of Peace è “il tentativo di costruire una Onu parallela che va per censo invece che sulla base del diritto internazionale”. Un’operazione che, secondo il leader di Sinistra italiana, rischia di spegnere l’attenzione su violenze, occupazione della Cisgiordania e continue violazioni della tregua a Gaza, rivelando “una nuova spartizione degli affari sulla pelle di un popolo”.