Il no di Barbero al referendum. Il Sì attacca: prof, studi. «Il Csm viene indebolito. Perché sdoppiato e con al di sopra un altro organo con funzione disciplinare. E perché i membri togati saranno tirati a sorte»

(di Virginia Piccolillo – corriere.it) – «Caro professor Barbero, lei è uno studioso che stavolta non ha studiato». Parte la controffensiva al caso Barbero dei fautori del Sì alla riforma Nordio. Ieri sono stati lanciati in Rete due video che fanno le pulci agli «errori» storici e giuridici del «prof». Mentre Antonio Di Pietro, dalle colonne del Corriere, lancia una sfida: «Confrontiamoci in pubblico e gli dimostro che stavolta non ha letto la storia, né la riforma. Il fascismo non voleva le carriere separate, ma le ha unite per controllarle meglio. Questa riforma elimina la stortura fascista, non la introduce. E per uno storico falsificare i fatti è più grave che per un magistrato».
Aveva sbaragliato il video dell’ex professore di Storia medievale, divenuto volto tv su La7, che annunciava il suo no. Quattro milioni di click in un giorno sui social del comitato Anm, GiustodireNo, che aveva postato quella «lezione» sulla separazione delle carriere («che — per Barbero — di fatto c’è già»). E su Csm, Alta corte e sorteggio: «Il Csm viene indebolito. Perché sdoppiato e con al di sopra un altro organo con funzione disciplinare. E perché i membri togati saranno tirati a sorte». Poi il parallelo con il fascismo: «Il Csm ha funzioni disciplinari cioè fa ciò che prima faceva il governo, cioè la politica. Il cittadino non sarebbe sicuro se avesse giudici e pm che prendono ordini dal governo». «Tutti gli storici hanno interpretazioni eccentriche» aveva sorriso Nordio. Ma Giuseppe Benedetto, a capo del comitato Si Separa, tira le orecchie al prof che «confonde il governo con il Parlamento». E gli chiede: «Ma dove ha letto che giudici e pm saranno sottoposti al governo? Nella riforma non c’è». Dall’ex giudice della Consulta Nicolò Zanon, che guida il comitato Sì Riforma, un altro affondo: «Due Csm sono una doppia garanzia per giudici e pm. E avere un organo autonomo, in cui i magistrati sono ampia maggioranza, che amministrerà la loro vita professionale, li terrà ben lontani dalle grinfie del governo».
Dall’ex giudice della Consulta Nicolò Zanon, che guida il comitato Sì Riforma, un altro affondo: «Due Csm sono una doppia garanzia per giudici e pm.“
E allora perche’ non dividerli ulteriormente e quadruplicare e garanzie?
Anzi facciamone 8 e saremo tutti in una botte di ferro!
Ma si… Abundandis in abbondandum!
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“Ma Giuseppe Benedetto, a capo del comitato Si, tira le orecchie al prof che «confonde il governo con il Parlamento». E gli chiede: «Ma dove ha letto che giudici e pm saranno sottoposti al governo? Nella riforma non c’è.”
E io mi chiamo Giocondo …
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Ci risiamo con Barbero. Come successo col mitico D’Orso (che se la batte solo con cucchi), il povero professore di storia medievale viene tirato dentro una materia che non è la sua. A me fa tenerezza. Perché esordire con “sono uno storico e un uomo di sinistra, quindi è evidente che voterò No”, rende praticamente inutile leggere il resto delle sue argomentazioni. Niente di grave dichiarare la propria identità politica. Ma da lì in poi cade ogni pretesa di oggettività, di neutralità, indi per cui di credibilità. Dispiace.
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La solita disputa sulle derivate seconde.
Il fascismo aveva unito le carriere per poter controllare meglio i magistrati (all’epoca non c’erano i software spia) quindi separare le carriere è da “antifascisti”.
Anziché spiegare cosa fa la riforma (funzione principale) si discute se la riforma è anti o fascista (derivata, prima o seconda non importa)
In base al diritto comparato (vedi Germania) dove le carriere dei magistrati inquirenti e quelli giudicanti sono separate c’è un maggiore controllo da parte della politica sulla magistratura inquirente.
Questa riforma, di per se, non rende i PM soggetti al governo, ma riduce un vincolo imprescindibile della democrazia, l’indipendenza della magistratura, da istituzionale a legale.
Oggi l’indipendenza della magistratura è garantita dalla costituzione, da qui il referendum.
Domani, se questo schifo si concretizzasse, la tutela, da costituzionale, si ridurrebbe a legale; cioè con legge ordinaria si possono porre sotto controllo i PM.
Detta in altri termini, questa riforma non riduce l’autonomia dei PM, ma getta le basi per una sua possibile futura riduzione.
Un PM che può indagare il potere liberamente senza il rischio di dover subire condizionamenti è una garanzia, non un premio corporativo.
Un NO secco e deciso, punto.
Tutto il resto è chiacchiera inutile.
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Ottima sintesi.
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No vax
putiniani
pro Hamas
pro ayatollah
ed ora si incomincia lo sputtanamento a reti unificate dei:
no referendum
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Povero Barbero a tu per tu con gli analfabeti funzionali . Se si trasferisse nel Bormio a interfacciarsi con gli orango avrebbe sicuramente più chance.
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