Confermato il verdetto della Corte d’assise d’appello con la condanna a un anno, cinque mesi e 23 giorni di reclusione per l’ex sindaca e l’ex capo di gabinetto

ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

(di Patrizia Maciocchi – ilsole24ore.com) – La Cassazione ha respinto ilricorso dell’ex sindaca di Torino Chiara Appendino e dell’ex capo di Gabinetto Paolo Giordana per rivedere al ribasso la condanna a un anno, cinque mesi e 23 giorni di reclusione per disastro, omicidio e lesioni plurime,tutte colpose. Una pena che era stata ricalcolata – rispetto ai 18 mesi – a gennaio 2025 dalla Corte di assise di Appello di Torino per i fatti di Piazza San Carlo, accaduti il 3 giugno 2017 durante la proiezione della finale di Champions League Juventus-Real Madrid quando un tentativo di rapina da parte di alcuni giovani, poi identificati e condannati, finì per generare il panico tra la folla, con un bilancio di più di 1.700 feriti e due persone morte.

L’entità della pena era stata rimodulata in considerazione delleremissioni di querela da parte di alcune parti offese, feriti di quella notte, sopravvenute nel corso dei vari gradi processuali. La richiesta di quantificare di nuovo la pena al ribasso era arrivata proprio dalla Suprema corte che, il 17 giugno scorso, aveva disposto un appello-bis limitato a un ricalcolo legato al fatto che i giudici di secondo grado di Torino, pur avendo prosciolto l’imputata dall’accusa di lesioni per dieci feriti, «non avevano ridotto la pena così incorrendo in una palese violazione del divieto di reformatio in peius». Nel resto la Cassazione aveva confermato la responsabilità per tutti i capi di imputazione.

Il ricalcolo della Corte d’assise d’Appello

I giudici di legittimità, nel respingere il ricorso, hanno dunque avallato la sentenza della Corte d’assise d’Appello che aveva lasciato inalterata la pena base, fissata in due anni e tre mesi di reclusione, con riferimento al reato di disastro colposo; la riduzione per le circostanze attenuanti generiche nella misura di un terzo, tale da determinare una riduzione della pena base a un anno e sei mesi di reclusione; l’aumento di sei mesi di reclusione per i due omicidi colposi e la riduzione di un terzo per il rito. È stato invece modificato il segmento relativo all’aumento di pena per i reati di lesioni colpose, ridotto da tre mesi di reclusione a due mesi e venti giorni di reclusione. Questo perché l’aumento di pena per le lesioni colpose – fissato in primo grado avendo per centotrentasette persone offese – era rimasto inalterato in appello nonostante l’intervenuta remissione di querela da parte di dieci delle precisate persone offese. Ed era stato oggetto dell’annullamento con rinvio da parte della Cassazione.