Il leader della Cgil: “Perché non sorteggiano i sindaci?”. Nordio: “Se vince il sì, Csm nominato con i nuovi criteri”

(di Conchita Sannino – repubblica.it) – «Se vince il no, buonanotte. Ma se vince il sì, il Csm dovrà essere nominato con i nuovi criteri». Dalla sala della Regina, alla Camera, il ministro Nordio si prende il bagno di folla organizzato dal meloniano Rampelli, pensa agli effetti della riforma sulla giustizia e non nasconde la fretta. Da Napoli, invece, Maurizio Landini alza barricate e non va per il sottile: «Ma perché non sorteggiano i sindaci, perché non sorteggiano i parlamentari, invece dei magistrati? Questo governo non pensi che i cittadini italiani sono un mondo di coglioni, che non capiscono cosa sta succedendo». Ovvero: «Portare sotto il controllo politico l’azione dei magistrati». Parole che spingono il viceministro Sisto a reagire («rimpiazza la mancanza di argomenti col turpiloquio») e compattano Forza Italia, con Mulé, Gasparri, Bergamini contro il segretario Cgil «ignorante di diritto, bugiardo».

È il giorno in cui il presidente Mattarella fa pesare i suoi accenti contro i «condizionamenti» e rimette solennemente al centro, come «indiscutibili» le garanzie «di autonomia e indipendenza» delle toghe. Ma intorno la tensione continua a salire.
Nordio guarda già al day after e in apparenza lancia un messaggio alle toghe, sembra a doppio taglio. «È chiaro che più è vicina la data del referendum, più vi è spazio per un confronto sulla redazione di norme attuative. Più si allontanano le urne, più si restringe questa possibilità», chiarisce il ministro. Nessun accenno al malessere che trapela tra le stesse toghe di centrodestra: quelle norme le sta già buttando giù il governo, caleranno di nuovo dall’alto. «Invece mi pare che l’Associazione nazionale magistrati annaspi un po’, rifiuta di fare un incontro con me one to one, forse hanno paura del confronto», ironizza il ministro.
Clima che racconta tutto, tranne le prove di dialogo. Mentre arrivano le bordate dal fronte Cgil. Dopo che l’Anm ha chiesto l’audizione alla Commissione europea per denunciare a Bruxelles «il rischio collasso» del sistema giustizia «a dispetto dei fondi Pnrr», va giù duro Landini: proprio sulla «mancata stabilizzazione di 12mila precari», anche dell’Ufficio del processo. «Per fare funzionare la giustizia servono investimenti sia in personale sia in tecnologie: tutto quello che questa riforma non prevede», attacca il leader del sindacato. Anzi: «Se il governo non prende nessun provvedimento, dal primo luglio quei 12mila assunti con il Pnrr che in questi mesi hanno dato un contributo importante, vengono lasciati a casa». Una spina nel fianco del governo, anche per meri calcoli elettorali. Lo stesso Nordio: «Altra balla. Tra qualche giorno spiegherò in Parlamento che non li lasceremo a casa». Al suo fianco, poco prima, il vicepresidente Fdi della Camera, Rampelli, aveva legittimamente ricostruito: «Ma anche la sinistra voleva questa riforma».
Fatto sta che nello scontro che si radicalizza, sia un dem del calibro di Goffredo Bettini a correre ai ripari. E a ripensarci: «Mi sono espresso più volte per la separazione delle carriere. Resto un garantista, ma c’è una novità: gran parte degli argomenti di chi sostiene il sì sono astiosi e aggressivi. Il voto sul referendum è diventato un sì o un no a Meloni. Non sosterrò una contrapposizione così pesante al Pd che ho contribuito a fondare». Nordio, anche per i riformisti come lui, può aspettare.
Questa mattina i FIRMATARI erano 539.990/500.000……..e le firme continuano in attesa della decisione del TAR il 27 p.v….
"Mi piace"Piace a 3 people
Landini quando organizzi degli scioperi contro la deforma sulla magistatura?
Sicuramente andrai da solo le altre sigle rimarranno a casa,ma tu dovresti tirare diritto..grazie !
"Mi piace"Piace a 2 people
“..un dem del calibro di Goffredo Bettini a correre ai ripari..”
Il signor Bettini ha capito che festeggiare la vittoria del sì sarebbe equivalso a tagliare il nastro a una autostrada a otto corsie tutte per Meloni verso un bis di governo .
Complimenti per la perspicacia e, soprattutto, per la velocità di elaborazione dati.
"Mi piace""Mi piace"