(di Christian Schubert – Frankfurter Allgemeine Zeitung) – Le ultime minacce di dazi di Donald Trump risparmiano un grande Paese europeo: l’Italia. Il governo italiano, infatti, aveva consapevolmente deciso di non partecipare alla missione militare di alcuni Paesi dell’UE in Groenlandia.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, solo pochi giorni fa, si era persino fatto beffe dell’operazione con alcune decine di soldati: «Sembra l’inizio di una barzelletta» – «che cosa fanno laggiù, una gita?», aveva chiesto ironicamente.

Giorgia Meloni si era espressa a favore del coordinamento di tutte le questioni di sicurezza riguardanti la Groenlandia all’interno della NATO – e quindi con gli americani. Il presidente degli Stati Uniti Trump, nel suo messaggio sul social network Truth Social, non ha quindi menzionato esplicitamente l’Italia.

Tra diversi esponenti della Lega, il partito di governo di destra nazionalista, nel fine settimana è esplosa la soddisfazione. L’influente senatore Claudio Borghi ha annunciato sulla piattaforma “X” che ora sarebbe andato «a festeggiare», visto che Germania e Francia sarebbero state colpite da dazi più elevati.

Questi Paesi, dopotutto, sarebbero «prima di tutto concorrenti, non alleati». Borghi appartiene all’ala più a destra della Lega, uno dei tre partiti di governo […]

Meloni riuscirà ancora una volta a bilanciare gli interessi della coalizione?

Finora la presidente del Consiglio Meloni è generalmente riuscita piuttosto bene a ricondurre a una linea comune le diverse correnti presenti nel suo governo sulle questioni di politica estera. L’Italia è rimasta complessivamente su una linea filo-europea, cercando però di mantenere buoni rapporti con Trump, al quale Meloni è ideologicamente piuttosto vicina.

Ora però si trova di fronte a una nuova sfida. L’unità dei Paesi cardine dell’Europa è il presupposto per una risposta chiara a Trump. In visita ufficiale a Seoul, Meloni ha dichiarato ai giornalisti che l’annuncio di Trump sull’aumento dei dazi è «un errore».

Nelle ultime ore, ha detto, ha parlato con Donald Trump. Riguardo alla missione in Groenlandia di alcuni Paesi europei, ci sarebbe stato «un problema di comprensione e di comunicazione»; tale iniziativa non dovrebbe essere interpretata come «anti-americana». È necessario «riprendere il dialogo ed evitare un’escalation».

Il ministro della Difesa Crosetto, cofondatore di Fratelli d’Italia, ha criticato apertamente Borghi e messo in guardia contro la gioia maligna per l’imposizione di dazi a importanti partner commerciali come la Germania.

Il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, al contrario, ha ribadito – come Borghi – la critica all’iniziativa sulla Groenlandia dei principali Stati dell’UE: «L’ossessione di annunciare qui e là l’invio di truppe produce i suoi frutti amari», ha fatto sapere tramite il suo partito. Per questo, sarebbe «un bene per l’Italia essersi tenuta fuori da questo attivismo bellicoso, verboso e dannoso dei Paesi deboli d’Europa». […]

Il tema dovrebbe dominare venerdì prossimo le consultazioni governative italo-tedesche a Roma. Il cancelliere federale Friedrich Merz e i principali membri del governo sono attesi nella capitale italiana nell’ambito del “Piano d’azione” bilaterale firmato poco più di due anni fa. Da parte tedesca si spera che continui a prevalere la linea più moderata di Meloni. Così è stato anche pochi giorni fa, in occasione dell’approvazione dell’ultimo pacchetto di aiuti italiano all’Ucraina, sebbene non siano mancate accese discussioni interne. […]

Negli ultimi tempi il deputato leghista Borghi ha inasprito le sue dichiarazioni anti-europee. Nel fine settimana ha affermato in un video che il cancelliere Merz e il presidente francese Emmanuel Macron «non avrebbero alcuna legittimazione popolare», ignorando il fatto che si tratta di politici eletti. A suo avviso, l’appartenenza dell’Italia all’UE è dannosa, poiché l’Unione sarebbe dominata dalla Germania. Già un anno fa aveva invitato il governo italiano a negoziare bilateralmente con gli Stati Uniti sulle questioni commerciali, il che costituirebbe però una violazione dei trattati UE.