(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Gli Stati Uniti avrebbero esercitato pressioni sul governo italiano per cancellare contratti pubblici con il fornitore cinese di apparecchiature di sicurezza Nuctech, parlando di rischi per la sicurezza italiana e statunitense.

Nel dettaglio, Washington avrebbe presentato “lo scorso anno” formali proteste diplomatiche, chiedendo di annullare l’esito di gare per circa 20 milioni di euro relative a scanner utilizzati dall’Agenzia delle dogane in vari porti italiani.

Secondo Bloomberg, infatti, i timori statunitensi riguardano la possibilità che le immagini dei macchinari installati nei porti del Paese possano essere accessibili alle autorità cinesi. Gli Usa avrebbero portato direttamente il caso all’ufficio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Nuctech è inserita dagli Stati Uniti nella Entity List come minaccia per la sicurezza nazionale e l’Ue ha avviato indagini sull’azienda cinese. ‘Tutti i dati generati dalle nostre apparecchiature appartengono ai clienti, che ne mantengono il pieno controllo’, ha dichiarato Nuctech, sostenendo che i prodotti installati in Europa rispettano gli standard su privacy, protezione dei dati e cybersecurity.

Nonostante ciò, la società è già soggetta a restrizioni in Lituania e Belgio.

Sempre secondo le fonti, Roma avrebbe risposto a Washington che annullare retroattivamente le gare sarebbe stato impossibile per i rischi legali e le possibili ripercussioni diplomatiche con Pechino. Tuttavia, avrebbe assicurato che nei bandi futuri avrebbe privilegiato le offerte di aziende con sede in Italia, in Paesi Nato o alleati della Nato.