La premier in Estremo Oriente dove domani vedrà la prima ministra Takaichi: non considera per il momento necessario un contributo militare italiano per frenare i piani di Trump sull’isola

(lastampa.it) – TOKYO. Per Giorgia Meloni, che ha scommesso da sempre sulla convinzione che in Groenlandia Donald Trump non andrà mai fino in fondo – fino a rompere l’architettura della Nato – è un dilemma non indifferente. I soldati francesi, tedeschi, norvegesi e svedesi inviati sull’isola dei ghiacci a segnare una linea rossa che gli Stati Uniti non potranno oltrepassare, pongono l’Italia nella difficile posizione di dover decidere. La risposta, da quanto è stato possibile ricostruire, è no: il governo Meloni non ha intenzione di integrare con militari italiani il contingente europeo presente in Groenlandia, territorio autonomo che è parte della Danimarca. Per il momento è così, e la presidente del Consiglio ne spiegherà i motivi da Tokyo dove è atterrata oggi, giorno del suo quarantanovesimo compleanno. Domani Meloni incontrerà la premier Sanae Takaichi a Kantei, residenza ufficiale del capo del governo, per un bilaterale che è stato preparato per consolidare e far salire di grado il partnerariato strategico tra Giappone e Italia. Un’alleanza che ruota attorno a un orizzonte di intese economiche (il 17 gennaio, prima della tappa in Corea del Sud, è previsto un faccia a faccia con le grandi aziende del Sol Levante) ma che risulta incardinata soprattutto all’interno del progetto Gcap, joint venture tra Italia, Giappone e Regno Unito per la produzione di caccia di sesta generazione.
La sfida dell’Indo-pacifico, lanciata dalla Cina sull’area che considera la propria naturale sfera di influenza, fa da sfondo agli interrogativi sulla contesa dell’Artico, dove gli Usa temono l’avanzata di Pechino e di Mosca. L’esercitazione “Arctic Endurance” è la prima risposta dell’Europa agli atteggiamenti da bullo di Trump: un’operazione aperta ad altri potenziali contributi degli Stati membri. Meloni, come continuamente le sta accadendo da un anno – da quando cioè Trump è tornato alla Casa Bianca – dovrà decidere come esporsi. E individuare il punto che la fa rimanere in perfetto equilibrio tra Bruxelles e Washington. Come è successo per la missione internazionale in Ucraina da cui Meloni si è sfilata, conterà anche il peso della variabile leghista: il partito di Matteo Salvini è sempre più riluttante a impegnarsi militarmente all’estero. Un duello a destra che la premier vuole evitare di far esplodere nell’anno che porterà alle elezioni.
Tokyo: l’arrivo di Giorgia Meloni (e figlia) per l’incontro con la premier Takaichi
