«Sono orientato a lasciare Exxon fuori» dai pozzi petroliferi del Venezuela, ha dichiarato Donald Trump dopo che il Ceo della compagnia, Darren Woods, aveva espresso dubbi sulla possibilità effettiva di entrare nel Paese nel corso della riunione con i vertici delle aziende del settore alla Casa Bianca
(ilsole24ore.com) – «Sono orientato a lasciare Exxon fuori» dai pozzi petroliferi del Venezuela, ha dichiarato Donald Trump dopo che il Ceo della compagnia, Darren Woods, aveva espresso dubbi sulla possibilità effettiva di entrare nel Paese nel corso della riunione con i vertici delle aziende del settore alla Casa Bianca venerdì.
Il Venezuela è al momento, senza cambiamenti significativi del quadro economico, giuridico e del settore, «non investibile», aveva detto Woods sottolineando l’auspicio che l’Amministrazione Trump potesse introdurre le riforme necessarie insieme al governo venezuelano. «Non mi è piaciuta la loro risposta. Fanno troppo i carini», ha commentato nella notte Trump. Gli asset di Exxon erano stati nazionalizzati in Venezuela, per la seconda volta, nel 2007. La compagnia aveva querelato Caracas per 12 miliardi di dollari ma era riuscita a recuperare solo una minima parte di quanto richiesto. Nel giro di due settimane, Exxon, già impegnata in un grande progetto in Guyana, invierà a Caracas un ’team’ tecnico per valutare lo stato attuale degli asset petroliferi.
Trump si autoproclama «presidente ad interim del Venezuela»
Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sulla sua piattaforma social Truth Social, si è autoproclamato leader ad interim del Venezuela a partire da gennaio 2026. Difatti, Trump ha pubblicato domenica una sua foto in cui, tra i suoi incarichi, compare anche quello di “presidente facente funzioni del Venezuela”, pochi giorni dopo l’operazione militare statunitense che ha portato alla cattura del presidente del Paese, Nicolas Maduro.
Mi ricorda Il Dittatore di Sacha Baron Cohen. è ridicolo come tutti i dittatori. Finirà impiccato.
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Negli uesei non c’è più l’ impiccagione ma sono d’accordo con te finirà 🤔
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Storie, percorsi, peso sulla bilancia e tempi diversi ma risultati perfettamente uguali: il degrado delle istituzioni Usa e Italiane è stato preparatorio per l’ avvento dei personaggi che vediamo oggi al potere. Dove sarebbe la novità? Basta e avanza la miscela di situazioni ambientali idonee per fare da catalizzatore alla reazione chimica e il personaggio di turno emerge sempre.
Parlando dell’ Italia: quali sarebbero gli anticorpi che hanno lottato come eroi affinché il peggio (ha un limite?) non accadesse?
Le complicità sono vaste e profonde. L’ asservimento para- mafioso al capo-cosca d’oltreoceano, indipendentemente dal fatto che sia Rep o Dem, ha contribuito in maniera determinate a creare il degrado che vediamo.
Le persone più pericolose per un possibile cambiamento sono quelle che considerano transitorio il fenomeno Trump. Al suo posto, visto che nulla è eterno, arriverà un soggetto che farà comunque ingoiare a tutti una bella m&rd@, ma ricoperta con la glassa dei diritti civili, e tutto sembrerà più umano, più giusto, più Dem.
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Ripubblico il sunto dell’articolo pubblicato su “Il Fatto” di ieri che probabilmente a molti è sfuggito in fondo al post di Travaglio.
Molto attinente a questo su riportato:
“Big oil non si fida del Venezuela”
Secondo Trump Big Oil deve investire in Venezuela. Il problema e che non tutti sono convinti della cosa e anzi molti protestano: Puntare sul petrolio di Caracas metterà fuori mercato la produzione statunitense, specie quella da shale oil, il greggio estratto dalle rocce col fracking.
Il venezuela ha si le più grandi riserve di petrolio al mondo (greggio pesante però, meno pregiato)., ma anche infrastrutture vecchie e malmesse. Servono soldi per ammodernare gli impianti, 100/200 miliardi che sarebbero in carico alle imprese petrolifere. Perciò tutti chiedono garanzie politiche: non si inizia neanche a parlare se lo sfruttamento dei giacimenti non è destinato a durare molti anni e non vengono cambiate le leggi venezuelane (socialista) sugli idrocarburi.
Il Ceo di exxon ha detto a Trump che oggi in Venezuela non si può investire: “Ci hanno sequestrato i nostri asset già due volte, per rientrare li la terza volta vogliamo vedere cambiamenti piuttosto significativi”
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Non è un problema di leggi socialiste, ne non socialiste.
Il problema è molto più profondo, riguarda adesso il Venezuela e riguarderà nel prossimo futuro la Russia che in quanto a nazionalizzazioni non è stata da meno anche se le ragioni per cui lo ha fatto sono diverse.
Se anche il CEO di Exxon o chiunque altro, volesse accettare di fare un progetto in Venezuela (succederà lo stesso in Russia) quando va in banca per chiedere i finanziamenti, le fidejussioni, le garanzie bancarie, la banca, se va bene, dopo che sono fatte le nazionalizzazioni, gli mette due dita negli occhi.
Lo stesso vale per le assicurazioni; se un amministratore richiede coperture per garanzie legali per i trasporti delle merci, gli va bene se l’assicurazione gli dice di si facendogli pagare premi faraonici; diversamente non trova nessuno.
Quindi quei progetti sono morti prima di essere nati, almeno per i prossimi 10 o vent’anni.
L’unico modo che ha il Venezuela per uscirsene è diventare un protettorato americano a tutti gli effetti o continuare con le “MINOR” cinesi visto che le Major se ne sono già andate.
Francamente, tra le due, non saprei quale è la soluzione migliore.
PS su questi temi non so cosa farmene del FQ
https://infosannio.com/2025/11/01/meglio-curare-o-bombardare/
https://infosannio.com/2026/01/03/quanto-godono-putin-e-xi-jinping-per-lattacco-americano-al-venezuela
https://infosannio.com/2026/01/07/gli-usa-hanno-sequestrato-la-petroliera-russa-marinera/
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Senza polemica ma i FQ pubblica una notizia, non credo si ponga il problema di cosa uno se ne faccia.
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Un eretico il CEO di Exxon/Mobil; subito al rogo.
Un americano, che rifiuta il petrolio venezuelano, dopo tutti gli sforzi che ha fatto Trump per rubare tutto quel ben di Dio.
E che dire di tutto quello stuolo di giornalisti che pappagallava di “furto di petrolio”: perchè non c’è dubbio che Trump voglia il petrolio venezuelano; quando mai?
E che dire dei fessi (quelli alati compresi) a rimorchio?
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BREVE STORIA SULL’ICE E ARRUOLAMENTO Che cos’è l’ICE e chi sono i suoi agenti –
https://share.google/vWb7Yh36AZx46LoHr
📌Dal lavoro con Israele al sostegno alle espulsioni di massa di Trump: il capo di Palantir. Alex Karp, è il capo della controversa società tech, amministratore delegato di Palantir, un’azienda da 450 miliardi di dollari che ha contratti con agenzie governative americane come la Cia e l’Ice, e che ha lavorato con l’esercito israeliano durante la guerra a Gaza. Il capo di Palantir è stato uno dei dirigenti più pagati degli Stati Uniti.
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Brian Berletic ex marine dalla Thailandia
🇺🇸 Trump e la sua “morale” Nulla riguardo alla politica statunitense dipende da Trump o dalla sua “morale”. Tutto questo poteva essere ed è stato previsto prima che lui entrasse in carica. Questo è stato previsto perché interessi speciali non eletti nei loro documenti politici hanno dichiarato che avrebbero fatto tutto questo, semplicemente con Trump o Harris come capi di facciata che lo vendevano alla popolazione. Sarà uno spreco tragico di tempo e un errore di proporzioni storiche pensare che tutto il mondo debba semplicemente aspettare i prossimi 4 anni. Questo si è sviluppato nel corso di decenni e continuerà per i decenni a venire fino a quando non verrà fermato dagli obiettivi dell’egemonia statunitense.
🇺🇸🇻🇪 Un presidente statunitense che si dichiara presidente di un’altra nazione a 1000 miglia dai confini della propria nazione è una criminalità disarticolata. Questo viene fatto per preparare l’opinione pubblica statunitense a una criminalità più ampia che verrà. Questa è una chiamata di sveglia al resto del mondo, nazioni grandi e piccole, che questo non è più una questione di diplomazia, relazioni internazionali o negoziazione di accordi. Questa è una lotta di vita o di morte contro un’impresa criminale dotata di armi nucleari con oltre 300 milioni di persone sotto il suo controllo e una pistola puntata alla testa del resto del mondo.Ogni ora che passa in cui i leader politici e imprenditoriali miopi e egoisti mettono il comfort e il profitto davanti all’autoconservazione a lungo termine sarà un’opportunità vitale persa.
Gli Stati Uniti non hanno un posto al tavolo per voi, indipendentemente da chi pensate di essere. Non stanno condividendo e alla fine nessuno sarà risparmiato.Continueranno a spogliare il mondo della sovranità e ad atomizzare la capacità del mondo di resistere fino a quando tutto non sarà consumato o fino a quando non verranno fermati…
Non sto dicendo che le nazioni devono affrontare immediatamente gli Stati Uniti in modo aperto e diretto, sto dicendo che questo non è mai stato, e ora ovviamente non è “business as usual”, e che preparativi, cooperazione e mosse devono essere fatte – proprio come affrontare un predatore di ostaggi armato e pericoloso, iniziare a pianificare e prepararsi e agire quando è il momento di agire.
Fingere che questo non stia accadendo e che non ci sia bisogno di fare nulla non è un’opzione. È sempre accaduto e ora non viene nemmeno più nascosto.
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