Referendum: Comitato firme, domani informeremo Mattarella sui ricorsi

(ANSA) – “Il governo ha deciso di ignorare la Costituzione che concede tre mesi per la proposizione del referendum e la prassi applicativa che ne è conseguita da decenni, giungendo a sfottere con un suo ministro gli oltre 350 mila cittadini che in pochi giorni hanno firmato dicendo che il loro diritto ha la stessa consistenza e merita lo stesso riguardo rispetto all’ipotesi che suo nonno fosse un treno.
Dato che purtroppo nel governo non c’è cultura istituzionale ce ne dovremo fare carico noi. Informeremo domani il presidente della Repubblica e i comitati promotori parlamentari delle nostre iniziative a tutela della legalità repubblicana in tutte le sedi giudiziarie che la Costituzione prevede”. Lo dichiara il portavoce del comitato promotore della raccolta di firme popolari per il referendum sulla Giustizia, Carlo Guglielmi.
Il governo ha deciso di rispettare la Costituzione e la legge di attuazione. Solo gli antidemocratici azzeccagarbugli, terrorizzati dal prevedibile risultato, possono accusare il governo di non rispettare le regole.
Il presidente della Repubblica, già componente della Corte Costituzionale, può:
a) mandarli a quel paese;
b) assumersi la responsabilità di non firmare il decreto;
c) invitare i promotori della raccolta delle firme di rivolgersi immediatamente alla Consulta per far dichiarare l’incostituzionalità dell’articolo 15 della legge 352 del 1970 nella parte in cui non stabilisce che i 60 giorni previsti per l’indizione del referendum decorrono dalla data di scadenza dei tre mesi o data successiva se in corso la decisione della Cassazione sull’ammissibilità o meno dell’ultima richiesta.
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Io ti condannerei di declamare la Costituzione a memoria ed a alta voce per 30 sere prima di addormentarti.
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Saresti in grado di entrare nel merito o, visto che ti nutri di “sito quotidiano” non sai altro?
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nel merito?
basta leggere il tuo commento, per mandarti a kag…
finisci tu.
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Cambiare la Costituzione è possibile ma è un affare serio, infatti i passaggi parlamentari sono caratterizzati da procedura aggravata (doppio passaggio a tre mesi di distanza, necessità di maggioranza assoluta nel secondo passaggio, art 138).
Il comitato promotore gode già dei vantaggi derivanti dalla vicinanza ideologica col governo e quindi degli spazi mediatici riservati all’ evento; se viene meno la autorevolezza della controparte, confortata dal raggiungimento delle firme e dalla conseguente visibilità ottenuta, mi spieghi con quale equilibrio si va a un referendum sulla Costituzione che è di tutto il Popolo Italiano?
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