Sala, Ruffini, Delrio, assente giustificato Manfredi. Tutti a cercare la benedizione di Prodi per una nuova lista moderata del centrosinistra che esprima il candidato premier

(Susanna Turco – lespresso.it) – Bologna, prima di Natale. Cena di auguri e propositi per il nuovo anno, nientemeno che a casa di Romano Prodi. Ospiti, tra gli altri, il vicecapogruppo del Pd alla Camera Paolo Ciani, area Demos vicina a Sant’Egidio, il sindaco di Milano Beppe Sala, l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini.
Un invitato manca all’appuntamento, scusandosi tanto: il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Un altro, al contrario, c’è e non sarebbe mancato per niente al mondo: il senatore Graziano Delrio, ex ministro, ex renziano, anima inquieta del Pd.
Argomento della cena: fissare una road map dell’anno nuovo per dare corpo all’araba fenice del centrosinistra, costruire un luogo adatto a tutti quelli che non vogliono stare nel Pd di Elly Schlein, considerato troppo a sinistra, e nel M5S di Giuseppe Conte, considerato troppo variabile. Un obiettivo su cui i commensali sono uniti, anche se nell’ultimo anno si sono divisi sulle strade per arrivarci.
Il primo a muoversi, un anno fa, era stato Delrio. Organizzò a Milano un’iniziativa pubblica di Comunità democratica, con Prodi collegato e Sala in presenza, per lanciare la candidatura a federatore del centrosinistra (o perlomeno del centro) proprio di Ruffini. L’assemblea si svolse il 18 gennaio, anniversario dell’appello di don Luigi Sturzo ai Liberi e forti che diede il via al Partito popolare. Insomma, le suggestioni c’erano tutte ma l’ascesa, nonostante l’avvio scintillante e l’attenzione mediatica, nel corso del 2025 si è un po’ persa per strada.
Anche Sala, nel suo peregrinare vasto quanto il suo secondo mandato da sindaco, nell’ultimo anno ha incrociato ambienti cattolici di vario conio. Ve ne è una traccia pubblica: a metà maggio partecipò a un incontro a Matera, sul palco con Andrea Riccardi, ex ministro e fondatore della Comunità di Sant’Egidio (Ciani in prima fila), e Angelo Chiorazzo, anima di Basilicata casa comune (11 per cento alle regionali 2024), candidato governatore mancato, adesso vicepresidente del Consiglio regionale lucano. Argomento della giornata: costruire un fronte moderato. L’incontro venne interpretato come la discesa del sindaco verso la politica nazionale. «Cattolici-laici, Sala lancia la “casa comune” al centro», titolò compiaciuto Avvenire. Poi è arrivata l’estate. Un po’ come per Ruffini.
Ora però, hanno concordato i commensali prima di Natale, è giunta l’ora di concretizzare qualcosa, anche perché l’esigenza resta, il tempo stringe e l’area continua a essere paurosamente sguarnita. Il perimetro delle ambizioni alla fine è sempre quello: costituire una lista, o addirittura un movimento politico di centro, in grado di mettere insieme gli erranti dentro e fuori il Pd, i cattolici e i laici, i moderati di vario conio purché legati al centrosinistra.
Solo questo? No. Lo schema di fondo, il modello, somiglia a quello che portò alla costituzione della Margherita. Quando nel 2001 la candidatura a premier di Francesco Rutelli, fin lì sindaco di Roma, aprì la strada alla federazione tra schegge vaganti negli anni tra il post Tangentopoli e il post primo Ulivo. Il movimento Democrazia è libertà, con simbolo appunto la margherita, nacque da quattro petali: i Popolari, l’Asinello di Prodi, la Lista Dini e l’Udeur di Clemente Mastella.
Funzionò: alle elezioni la candidatura di Rutelli a premier trascinò in alto anche la lista, che a sua volta conferì un peso politico al nome di chi la guidava (al proporzionale la Margherita arrivò due punti sotto ai Ds), evitando che il leader diventasse ostaggio dei partiti che lo sostenevano, come invece era accaduto con Prodi (il quale pure, a differenza di Rutelli, le elezioni le aveva vinte).
Oggi, invece, non essendoci né nome né lista, il rebus somiglia a quello dell’uovo e della gallina. Da quale parte cominciare? Vista l’imperante disaffezione alla politica, si tende a virare verso la gallina: è ritenuto più conveniente cominciare dal nome. L’uovo, il movimento, la lista, la federazione, seguiranno.
Gallina, quindi. Come ai tempi di Rutelli. La Margherita è del resto un precedente considerato più illustre rispetto all’altro, pure simile, di Scelta civica. Anche lì, con Mario Monti appena uscito da Palazzo Chigi, c’era un leader senza partito che se ne costruì uno federando i movimenti esistenti: Italia futura di Luca Cordero di Montezemolo, Andrea Romano e Carlo Calenda, l’Unione per il Trentino di Lorenzo Dellai, il mondo di Sant’Egidio (che c’è anche oggi). Scelta civica fu anche il perno che coalizzò Futuro e libertà di Gianfranco Fini e l’Udc di Pier Ferdinando Casini. Le similitudini sarebbero parecchie, ma per Scelta civica tutto finì nel giro di poco: dopo sei mesi Monti si era già dimesso da capo partito. Insomma, non proprio un percorso da citare come esempio.
Il problema è intanto individuarla, questa gallina. I riflettori, al momento, sono puntati soprattutto su Manfredi. Primo cittadino di Napoli, sindaco dei sindaci in quanto presidente dell’Anci, ministro col Conte giallorosso e primo esempio di candidato condiviso dal campo largo, ex rettore e capo dei rettori, sempre prudentemente un passo indietro rispetto agli eccessi da sovraesposizione, abile nell’usare i fondi del Pnrr e nel farlo sapere, Manfredi è stato sotto coperta fino all’elezione del fratello Massimiliano a presidente della giunta regionale della Campania di Roberto Fico.
Per poi rilasciare un’intervista al Foglio, pubblicata il giorno in cui in Consiglio regionale votavano l’altro Manfredi, che può essere letta come un segnale positivo ai commensali della cena prenatalizia di Bologna. È in effetti una vera intervista da candidato premier, dove parla di «modello Napoli» e del sogno di un nuovo Titolo V, dove dice no alle primarie salvo che non siano meramente «confermative» (altrimenti meglio un bel «tavolo di coalizione») e parla di Prodi e Gentiloni come di modelli. Su Prodi: «Mi onoro della sua amicizia e dico che l’Italia ha bisogno dei suoi consigli». Su Gentiloni: «Paolo lo conosco da tanti anni. Ha una credibilità europea e il futuro dell’Italia si giocherà sempre più in Europa. Abbiamo bisogno di queste personalità e non di un partito monolitico».
Al momento, sulla strada verso la costruzione del fronte moderato, si intravedono almeno due problemi. Il primo si chiama Matteo Renzi. Il leader di Italia viva è considerato troppo ingombrante per qualsiasi parte nella commedia del centro. Che lui non ha alcuna intenzione di lasciare: al passo coi tempi, ha già archiviato la Casa riformista e ormai parla solo di Margherita 2.0. Mentre, in chi dovrebbe costruirla, il solo evocarlo suscita sentimenti che vanno dal panico al terrore, ma anche la sofferta consapevolezza che di lui non si possa fare a meno.
Né del resto c’è alcuno che possa dire di non averlo in bio: fu il governo Renzi a nominare Ruffini ad di Equitalia, fu Renzi a fare Sala ad di Expo e poi a sceglierlo per la corsa su Milano. Quanto a Delrio, non solo Renzi lo volle ministro ma lo chiamava direttamente Mosè. Tutti ci hanno prima o poi litigato: ritrovarsi alla fine con l’ex premier dentro casa suscita sentimenti indicibili.
L’altro problema si chiama Silvia Salis. La sindaca di Genova non è stata invitata al conciliabolo, forse perché appartiene ad altri giri. O forse perché la modalità «maschi adulti nella stanza» con cui è stata fin qui trattata Elly Schlein si abbatte anche su di lei. Ma la sua sola presenza sulla scena politico-mediatica segnala il problema: davvero il nome del candidato del centrosinistra, il più concorrenziale, può essere solo quello di un maschio di una certa età? O la questione di battere Giorgia Meloni è solo una fra le tante?
Non è dato sapere se la riflessione si sia spinta fin qui. Per adesso, dopo essere andati a cercare benedizione da Prodi, gli erranti in cerca di un centro hanno stabilito di rivedersi a gennaio. E di lanciare qualcosa di pubblico in aprile. Forse una costituente, brivido.
Morituri te salutant
(Di Marco Travaglio) – Le parole e le azioni di Trump non hanno neppure bisogno di un traduttore simultaneo. Le ripete uguali fin dal primo mandato. Tutto quello che gli serve è suo, le regole non esistono, contano solo gli affari per cercare di salvare l’ex impero Usa in rotta: dazi, energia, minerali, IA. Il mondo bipolare crollò col muro di Berlino, quello unipolare a trazione Usa è sepolto, ora le potenze Usa, Cina e Russia si tengono le proprie aree di influenza senza pestarsi i piedi, anche se per definirle i piedi se li pestano eccome. Ma l’America Latina come “cortile di casa” non l’ha inventata lui: accomuna tutti i presidenti dalla notte dei tempi. Trump per ora non fa guerre, perché disturbano gli affari, costano vite e quindi voti, e gli Usa le perdono sempre da 79 anni. Trump fa blitz e raid mordi e fuggi per prendersi subito quel che gli serve, senza preoccuparsi del dopo: Somalia, Iraq, Iran, Yemen, Siria, Nigeria, Venezuela, domani chissà. L’uomo, anzi il bandito, è imprevedibile, ma il trend è prevedibilissimo: il cortile di casa, che lui estende all’Atlantico, all’Artico, all’Europa centro-occidentale e a un pezzo di Medio Oriente, è roba sua. Non perde neppure il tempo a indorare la pillola – come i predecessori, guerrafondai e pure ipocriti – con la difesa e l’esportazione della democrazia, il diritto internazionale e altre fiabe per sepolcri imbiancati. Infatti a Caracas lascia il regime madurista senza Maduro (altro che regime change): purché faccia quel che dice lui. È tutto orrendo, ma non nuovo. Gli Usa sono il più longevo Stato canaglia dei tempi moderni: da Hiroshima e Nagasaki in poi, hanno il record mondiale dei morti ammazzati e delle violazioni del diritto internazionale.
In questo quadro fanno quasi pena i nanerottoli europei: chi pigola ruggiti pensando di spaventarlo e chi si mette a vento pensando che esista ancora un Occidente di alleati e non di sudditi. Mentre il mondo va da tutt’altra parte, questi ominicchi travestiti da “volenterosi” cianciano di truppe a Kiev e di articolo 5 Nato per difendere l’Ucraina (che non ne fa parte) ed eventualmente la Groenlandia (ma per dichiarare guerra agli Usa serve il voto degli Usa). Credono ancora che gli Usa abbiano finanziato per 80 anni la difesa europea per difendere noi, anziché i loro interessi. Temono che Trump se ne freghi dell’Europa, che invece gli serve più che mai, ma la dà per scontata (infatti non ritira un marine né un missile dalle basi). Per non contrariarlo, si guardano bene dal promuovere una difesa comune spendendo meno e in loco. Si arrendono su su tutto ciò che non ci conviene: gas, dazi, armi, tasse alle Big Tech, chiusura a Cina, Russia e Brics. E lo sabotano sull’unica cosa che ci conviene: il negoziato sull’Ucraina. Dio acceca chi vuole perdere.
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I più accorti (ed anziani abbastanza…), se solo avessero empatizzato un po’ con il bersaglio di turno, saprebbero da tempo quale incombente e costante pericolo per l’umanità costituiscano gli USA, a prescindere dalle amministrazioni di turno.
Ciò che è venuto meno sono di certo le istituzioni internazionali ma anche, nell’opinione generale, qualsiasi forma di alternativa ideologica; alternativa che ha sostenuto a lungo i movimenti per la pace e contro le diseguaglianze.
Se al dispiegarsi del capitalismo assurto a padrone assoluto, senza freni e senza morale ma armato fino ai denti, non si oppone nemmeno idealmente un’altra visione di Mondo possibile, l’umanità non può che arrendersi, stanca ed assuefatta, all’arbitrio e alla violenza.
Mi spiace per tutti noi.
Non ci resta che vagare nei nostri piccoli e ridicoli nazionalismi, speranzosi che il nemico prima o poi non diventiamo noi.
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Una volta presa l’ autostrada non puoi invertire il senso di marcia se non uscendo al primo casello . Per i dirigenti dell’Europa e i capi governo “L’ autostrada ” della guerra in Ucraina sembra che non abbia caselli intermedi quindi una volta presa bisogna percorrerla per intero fino all’ esito finale ,sia quel che sia e costi quel costi . È una convinzione ovviamente che ha a che fare con la psichiatria unita all’ istinto di sopravvivenza politica personale ,alla frustrazione e al senso d’impotenza che confliggono tra di loro . Appunto , senza via d’uscita.
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Vogliamo dirla in maniera semplice, chiara e tonda come l’avrebbe detta mio nonno che era una persona saggia?? Diciamola! Se questa classe dirigente europoide… tutti quanti… non perdono qualche figlio o nipote partiti in guerra, e non in retroguardia da buoni raccomandati, magari imboscati a sbucciare patate, NO, proprio in prima linea, NON LA CAPIRANNO MAI!
La Von der Bomben ha 7 figli, qualcuno potrebbe regalarlo alla nobile missione di dare una lezione al Cremlino reo di non essersi sottomesso, non a Trump che è un gangster vecchio stampo che attacca i deboli, ma a Biden che era un DDEMOCRRRATICO (?) della vecchia risma americana di sempre.
Gira e rigira… la questione è sempre la stessa: E’ L’AMERICA dei miei cgln CHE NEL SUO DNA HA IL MALE ASSOLUTO COME QUELLO DI HITLER (se lo metta bene in testa il mozzarella nostrano!). Punto.
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@Gae
Ma non girava un vecchio simpatico short della VDL pronta a mandare i suoi figli in guerra?
Aspetta che te lo recupero…
Ah, eccolo qua:
https://www.youtube.com/shorts/7RWKYSmo4vs
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Grazie alla Redazione di Infosannio….!!! Questa mattina il sito del Ministero comunica che i firmatari sono 278.610/500000…..!!!!!!
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Ho cliccato mi piace anche se ammettere che Travaglio ha ragione nel descrivere la situazione non è un vero piacere.
Quello che mi domando e credo che alla fine tutti lo facciano a valle di tutto è:
Come mai non ci sia nessuno tra giornalisti, benpensanti, politici e scienziati di turno che offra una soluzione, o anche un piccolo passo abbozzato per affrontare questa situazione?
Forse perchè non esiste soluzione oltre a quella di far buon viso a cattivo gioco?
Mi sbaglierò ma ho la sensazione che il termine per definire la situazione sia “Cul de sac”.
Idee?
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Anche dalle parti della Lega si muove qualcosa… https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/05/zaia-appello-svolta-destra-notizie/8246214/
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Mi chiedo perché non facciano un congresso per votare un nuovo segretario… dev’essere eterno, il baciasalami?
Zaia avrebbe valanghe di voti e sarebbe finalmente un partito un minimo decente…
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Il patetico baciasalami, ancora attaccato agli intrighi di palazzo, agli accordi di potere e spartizione…..qualcuno lo avverta che non c’è più nulla da svendere in Italia, in buona parte ci ha già pensato lui! Ed ancora sta lì a fare i pranzi carbonari dei moderati di sta min@ia! Se però arrivano a far scindere il PD , possono incontrarsi anche tutte le domeniche…..Ma non è questo il piano, non è creare un nuovo partito, ma dove vuoi che vadano questi politici da rsa, piuttosto cambiare gli equilibri di forza dentro il PD, per aprire ad un centro forza italista ed escludere i 5 stelle…..che non sarebbero graditi nella coalizione! E meno male! Musica per le mie orecchie, così non abbiamo neppure l’ imbarazzo di dire no grazie! Se questo fosse l’ esito, cioè nessuna coalizione, nessun campo largo, lunga vita ai complottari alla kukident….però sbrigatevi vista l’ età del baciasalami e pile!
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Ma i clown che hanno da dire che il Venezuela sta male per colpa di Maduro (e prima ancora Chavez) che problemi mentali hanno di preciso?
Tanto per capirci.
Negli anni ’80-’90 l’inflazione venezuelana era arrivata al 50%.
1.000-1.500 persone all’anno morivano di fame.
Le banche offrivano interessi anche del 60% per convincere i risparmiatori a non portare negli USA i loro risparmi.
Già nel 1992 ci furono non uno, ma DUE colpi di stato da parte militare, purtroppamente falliti contro il governo pieno di corrotti e ladroni.
Il Venezuela aveva decine di milioni di animali da allevamento, oltre 4.000.000 di ettari di territorio coltivato, circa il quintuplo di allevamento, miliardi di barili di riserve petrolifere, acqua dolce e marina pressoché infinite.
Aveva tutto per vivere bene.
E invece il 78% della popolazione era sotto la soglia di povertà e la gente moriva letteralmente di fame.
Un pò come nell’Argentina di Menem.
Pochi ricchi, poca classe borghese e tantissima plebe.
Capitava che la gente venisse rapinata quotidianamente specie ai semafori.
E’ successo che dei criminali attaccassero persone con macheti e coltelli per staccare loro diti o avambracci interi e prendersi orologi e anelli.
E i palazzi avevano grate anti-rapina fino all’8o-9o piano.
Questa era la schifezza del Venezuela d’allora.
Ma ehy, era kolpa di Chavez e adesso di Maduro. Persino prima che andassero al potere.
E poi Maduro somiglia a Saddam, no?
E la colpa è sempre dei ‘nemici’ della libertà.
Ricordate: Venerdì 13 giugno, l’Iran è stato attaccato da Israhell che ha subito ucciso centinaia di persone importanti (militari, politici, scienziati). Merdz ha detto che ‘fa il lavoro al posto nostro'(!)
E dopo che anche gli USA hanno attaccato l’Iran, ci ha pensato la UE a penalizzare ulteriormente l’Iran, che da aggredito militarmente ha preso pure il torto perché si è rifiutato di collaborare nel controllo del programma nucleare (che in effetti non l’ha protetto dagli attacchi zionisti né ha comportato punizioni per Tel Aviv per un attacco così osceno).
Nel mentre Bibi e Trump sono andati a fare il Capodanno insieme a vedere i botti di inizio anno.
Io vorrei suggerire ai JALISSE di portare una canzone per Sanremo del prossimo anno.
VOLEVO ESSERE MADURO (e invece non sono nessuno).
Vinceranno di sicuro.
Ah, dimenticavo:
grande successo di Gioggia (circa il 90% di insulti) per il suo ultimo post.
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Ma dunque Trump non è isolazionista come diceva tempo fa Travaglio, e di fatto é uno che va a raddrizzare le gambe ai cani. Tra i “nanerottoli” europei segnalo le parole vere e sincere di Sanchez che ancora una volta dalla Spagna ci dà una lezione di come dovrebbe essere uno Stato e l’Europa.
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Forse non ascolti le parole di Trump: lui si muove per tutelare gli interessi USA non per “aggiustare” il resto del mondo, di cui non gli frega niente! Non fa guerre per esportare la democrazia o difendere l’occidente (che erano le scuse che usavano gli altri presidenti, sempre per fare gli interessi USA)!
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Grazie Luca. Trump è solo l’ultimo stadio di evoluzione del popolo a stelle e strisce. Direi un Silvio B. che ce l’ha fatta.
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Detto in altre parole… quanto gia’ detto sopra da Maurizio N.
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è l’america dei coloni con mezzi moderni:la corsa all’oro;la lotta agli indiani per depredarli delle loro terre con l’aiuto della cavalleria.
Non è cambiato nulla e se qualche presidente non si adegua ,lo fanno fuori!
Stessa cosa sta avvenendo anche in oriente(gaza,Iran ecc) tramite BiBi e noi ne siamo partecipi con vero servilismo condannando oinvece Putin come invasore,mentre gli Usa sono democratici esportatori di ….guerre!
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Veltroni la patacca….quello che doveva andare a fare volontariato in Africa! Una nullità politica…..almeno il suo successore in nullità proporzionale alla mitizzazione si spostava per conferenze ben retribuite! In compenso ha contribuito a creare la “ cultura “ americana, che come gli USA non ce n’è….eppure avevano già usato ripetutamente la forza militare per imporre il proprio dominio sul mondo, ma la chiamavano esportazione di democrazia che fa pari e patta con altre patacche alla Veltroni…..
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Una pacchia per i corrotti ed i corruttibili.
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Ritornando invece all’editoriale di Susanna:
Il PD sta esplodendo, rifondazione tramite i suoi i scritti , non si aspetta più Elly,vediamo che cosa ne rimane…il che faciliterà i programmi PD e M5s.
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Niente da fare…..
Questi ci riprovano.
Ma come si fa a non capire che se in mano hai delle BRUTTE carte non ha alcuna importanza come e quanto le mischi:
Le tue carte resteranno brutte, anche perchè ormai le conoscono anche i sassi e non hanno portato mai nulla di buono ai cittadini di questo Paese Disastrato ( PD).
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Hai visto che stanno provando a rifare la DC ? Per fortuna qualcosa si muove. Alé… io che sono un sentimentalone, non aspetto altro (ringiovanendo di molto) che gettarmi lancia in resta contro la DEMMOCRRAZZIA CRISSTTIANA della mia infanzia!
Rifacciamo la SINISTRA! Questa la strada maestra!
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Ieri sera a Otto e Mezzo ho rivisto il classico duello Trav/ServOgnini. Ora, siccome voglio un gran bene al primo, vorrei metterlo in guardia dal grave pericolo che corre. Non vorrei che qualcuno, facendo la spia alla magistratura, mettesse in moto la procedura per accusarlo di circonvenzione di incapace, che è un reato di una certa gravità previsto dal Codice Penale. Per vincere il referendum avremo bisogno (come nel 2016) della sua indispensabile presenza. Se fosse sotto attacco di qualche piemme, non sarebbe libero del tutto per fare campagna elettorale e vincere anche questa partita referendaria.
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Quante cazzate ha detto sever…. più andava avanti è e più fregnacce diceva…. i ser.iii… servono per il NO!
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sono andato a vedere la parte del duello.
Eppure Severgninino quando scriveva su “Il Gionale” di Montanelli non era così, che brutta fine che fa il cervello quando si diventa servi, la Dietlinde è una sadica a far fare delle figure di MMMMM perchè non lo lascia dov’è a scrivere kaxxate sul corriere della serva?
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Se Del Rio Prodi e banda Bassotti costruiscono una “banda larga” separandosi dal piddì di Schlein finalmente l’Italia si mette sulla buona strada non dico per salvarsi, ma almeno per migliorarsi. La Schlein finalmente senza le mele avvelenate potrà amministrare il piddì sano dando soddisfazione alla gente vera di sinistra. Questo nuova campo santo… ops… pardon campo largo potrebbe anche arrivare al 2/3 per cento ma facendo ritornare alle urne anche il 5/10 pro cento di elettori che non votano più.
Il M5S ne trarrebbe certamente dei vantaggi, dialogherebbe con un solo personaggio (Schlein) e non con tutta quella pletora di filistei che formano ancora il cucuzzaro del bullo di Rignano sull’Arno.
Di riflesso la Sgarbatella si farebbe venire le convulsioni per il rischio di perdere la cadrega che tutti i renziani finora le hanno garantita.
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Non sarà una nuova DC… perchè Giulio è morto e sepellito.
Sarà una DC che andrà al governo con i fratellini e i berluscones.
Ma non sarà più come prima santa madre chiesa non si schiererà perchè è finito “l’utile” e “il pòrofitto”; ci hanno già venduto tutto,non c’è più margine.
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Intanto la Pesciarola ha preso il coraggio ha due mani e gliele ha cantate giu’ dure a tutti altroche’!
Belin se si e’ fatta sentire!
Immagino come saranno fiere quelle migliaia di nazionalisti, sovranisti colpiti da paresi al braccio che si son ritrovati ancor pochi giorni fa ad Acca Laurenzia di questo tuo categorico:
Brava Gioggia… cosi’ si fa!
A ben pensarci pero’… non e’ che sei stata un po’ troppo rude?
Certo… hai usato il condizionale “non condividerei” anziche quel maschio imperativo che avrebbe utilizzato “Lui”… pero’ beh… insomma io mi sarei fatto aiutare da chatgpt che probabilmente suggerito un’introduzione diversa…
Dai, ti do un aiutino:
“Yo soy Giorgia, soy una mujer, soy una madre, soy cristiana e forse non sarei del tutto convinta se gli Usa iniziassero a squartare inuit, renne, trichechi (uh che dentoni!) e pericolose pulcinelle di mare (sebbene pericolosissime)…”
Che dici.. non suona gia’ meglio?
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la prima cena di cui si parla segue l incontro di presentazione dell idea politica di costituzione di un partito dei sindaci, di qualche mese fa. Bettini invitò Conte, che promise attenzione verso questa novità. Risposta cortese ad un invito cortese. Che però, per il movimento duropurista divenne la prova dell inciucio con Bettini verso un alleanza organica col pd. Immagino che leggendo lac cronaca e le considerazioni sull evento presenti nell articolo, ritratteranno gli insulti e le insinuazioni, spesso senza fondamento.
E colgano il particolare che queste persone non vogliono affatto allearsi con Conte, troppo “variabile”, qualunque cosa significhi. Il mondo dei prodi draghiani, molti renziani. Che avrebbe dubbi su Renzi, anche. Gente che non vorrebbe le primarie per il candidato premier, se non solo confermative. E che ha già scaricato Schlein.
La mia domanda a loro è: questo non dovrebbe indurrebbe a serrare le fila col m5s in attesa dell anno che verrà? Ragionando di programmi e di percorsi, innanzitutto. E valutando se programmi e percorsi possano compensare l antipatia viscerale verso Conte.
Zaia porterà la Lega di governo in quel contenitore, + Europa li seguirà per forza. Forza Italia probabilmente.
Rimangono Meloni Salvini Vannacci AVS gli elettori Pd e i vari gruppi di sedicente estrema sx.
Ma anche l astensione, diranno.
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“..questo non dovrebbe indurrebbe a serrare le fila col m5s in attesa dell anno che verrà?”
L’idea sarebbe anche buona se fosse noto su cosa si dovrebbe serrare le fila.
Io in campo l’ unico progetto che vedo è: restiamo a guardare cosa succede in casa d’altri e poi agiremo di conseguenza. Cioè immobilismo totale.
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il.m5s ha (avrà) un suo programma, che verrà puntualizzato nel percorso annunciato. Non è alleato di nessuno. Programma prerequisito di ogni ipotesi di alleanza, che si svilupperà solo con interlocutori affidabili.
nel frattempo, campagna e raccolta firme per il NO al referendum. Continuità delle posizioni in politica estera e sui temi istituzionali.
L appello non è che tutti condividano il percorso, ma che si dovrebbe almeno smettere di screditare Giusepe Conte attribuendogli posizioni o brame di alleanze artatamente inventate e diffuse come verità.
chi non ha fiducia in Conte può non apprezzarlo e non voterà 5s. Meglio lo facesse, forse, senza inventarsi idee di tradimento dei valori originari, quali e perché informazioni non pervenute.
chi vuole astenersi lo farà. si spera almeno smettendo di dire che i politici sono tutti uguali. Per me non è vero e quindi io voto. Voto un movimento di brave persone con buone idee da perseguire con serietà e correttezza. Lo hanno sempre fatto. Lo faranno
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“costruire un luogo adatto a tutti quelli che non vogliono stare nel Pd di Elly Schlein, considerato troppo a sinistra”
Ahahah…
Parafrasando il motto Nato l’idea della sinistra che hanno questi è: le elites dentro, il popolo sotto e liberté egalité fraternité fuori.
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La classe politica europea è stata messa al potere durante l’amministrazione biden, e si sono imbarcati nella guerra ucraina su suo ordine, e ora continuano a seguire gli ordini Dem, fedeli a chi paga. Quando trump avrà in mano tutto il potere Usa si schiereranno con lui, ma per ora lui stesso è in bilico, e la pallottola che l’ha sfiorato glielo ha fatto capire benissimo.
Per ora lo seguono soltanto le colonie con governi di destra. Noi per esempio. Però in un contesto in cui i media sono ancora in maggioranza in mano alla precedente amministrazione (biden), per cui l’opinione pubblica è in maggioranza ancora contraria a trump, e pensa che i democratici siano democratici e queste cose brutte che fa trump non le farebbero.
Ma che differenza c’è fra attaccare un popolo dichiarando apertamente che lo si vuole derubare, e attaccarlo con la scusa delle armi di distruzione di massa (la provetta di colin powell), per poi derubarlo comunque?
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