Dispiegare l’Ice senza controllo e con brutalità mostra l’obiettivo vero di Trump: esasperare il conflitto, produrre reazioni violente, e giustificare un’ulteriore stretta repressiva e autoritaria. Ci sono solo due contropoteri: quello dei tribunali e quello delle piazze

(Mario Del Pero – editorialedomani.it) – Aveva trentasette anni e un figlio di sei Renee Good, la donna di Minneapolis uccisa con tre colpi al volto da un agente dell’Ice, l’agenzia del dipartimento della Homeland Security responsabile per l’immigrazione trasformatasi in questi mesi in una sorta di polizia privata dell’esecutivo. Svolgeva il ruolo di legal observer: persone che monitorano l’operato delle polizie, locali e federali, e il loro rispetto delle regole. E come altri si era recata in un quartiere di Minneapolis dove l’Ice aveva lanciato uno dei suoi periodici rastrellamenti: in questo caso contro quella comunità somala che il presidente ha definito a più riprese «immondizia».
I video, scioccanti, paiono inequivoci, anche se è doveroso ora attendere che le indagini facciano il loro corso. L’impressione è che Good possa avere agito con goffaggine, in preda al panico, ma non che la sua intenzione fosse di usare l’auto contro l’agente, giustificandone in ultimo la reazione, come sostengono le autorità federali. È probabile che nella risposta dell’agente abbia agito il combinato disposto di dilettantismo e senso d’impunità che pare contraddistinguere l’operato di persone chiaramente impreparate come molti di quelli che lavorano per l’Ice.

L’agenzia sta procedendo a reclutare a ritmo accelerato, senza i necessari criteri selettivi e, pare, privilegiando logiche di appartenenza ideologica: i suoi dipendenti sono più che raddoppiati in meno di un anno e dovrebbero crescere di quattro volte durante il mandato di Trump. Per ragioni di sicurezza personale – asseriscono – operano mascherati e privi di identificativo, il che ne facilita l’azione arbitraria e discrezionale, alimentando il rischio che ai raid di volta in volta si aggiungano membri di gruppi paramilitari del suprematismo bianco.
Il presidente Trump e la segretaria della Homeland Security, Kristi Noem, hanno subito preso le difese dell’agente, arrivando a presentare la sua azione come una forma di autodifesa o, addirittura, di risposta a un «atto di terrorismo interno». Reazioni attese, queste, e nondimeno illustrative dell’assenza di responsabilità e di senso delle istituzioni da parte di chi guida oggi il paese se non della deliberata volontà di alzare la soglia dello scontro.

Perché questo è chiaramente l’obiettivo di Donald Trump: esasperare il conflitto, produrre reazioni violente, e giustificare un’ulteriore stretta repressiva e autoritaria. Ci si muove in altre parole su un crinale sottile e pericolosissimo, a maggior ragione in un anno elettorale come questo, con proiezioni e sondaggi che al momento lasciano prefigurare la riconquista quasi certa della Camera da parte dei democratici.
Acuire lo scontro serve a vari scopi. Legittima innanzitutto l’escalation nei raid dell’Ice, negli arresti arbitrari e nelle espulsioni. Permette, in secondo luogo, di intensificare il conflitto con le autorità statali e municipali governate dai democratici, con l’obiettivo ultimo di piegare la dialettica del federalismo ancor più a vantaggio del potere federale.

Consente, infine, di alimentare quella narrazione emergenziale a cui si appoggia sistematicamente l’amministrazione repubblicana per giustificare l’adozione di misure straordinarie se non la creazione di un vero e proprio stato di eccezione.
Che potrebbe anche essere invocato per adottare provvedimenti restrittivi nell’accesso al voto il novembre prossimo.
È un chiaro slittamento autoritario, quello in atto da quasi un anno. Contro il quale si sono attivati finora due forme di resistenza: due contropoteri. Quello, istituzionale, dei tribunali, che hanno bloccato numerosi provvedimenti dell’esecutivo e che in questo 2026 coinvolgerà molto anche la Corte Suprema, che proprio sull’abuso presidenziale nella federalizzazione e dispiegamento della Guardia nazionale a Chicago si è recentemente pronunciata contro l’amministrazione. E quello della mobilitazione popolare, fatta di proteste, manifestazioni, resistenza non-violenta e, quando vi è stata la possibilità, voto, come nel ciclo elettorale del novembre scorso.

È fondamentale, per il suo successo, che questa mobilitazione rimanga il più possibile pacifica. Fondamentale e, come abbiamo visto a Minneapolis, ogni giorno di più immensamente difficile.
L’attacco al Venezuela prepara quello all’Iran
(di Elena Basile – ilfattoquotidiano.it) -L’attacco statunitense al Venezuela è propedeutico a quello all’Iran. In caso di chiusura dello Stretto di Hormuz che inevitabilmente creerà problemi all’economia internazionale e ai flussi di petrolio, Washington si assicura una fonte sicura a Caracas. La violazione evidente del diritto internazionale e della minima convivenza e rispetto tra Stati e le loro leadership viene sdrammatizzata dalla maggioranza dei governi europei e dalla dirigenza dell’Ue.
Il salto logico a cui ormai siamo abituati in materia di analisi delle relazioni con la Russia, si ripresenta in tutta la sua gravità. Maduro come Putin è disprezzato, iscritto nelle liste dei cattivi, quindi il cambiamento di regime, l’ingerenza negli affari interni di Paesi sovrani, nell’ideologia del liberal order, sono leciti e benvenuti. L’ipocrisia liberal appartiene tuttavia ai Democratici Usa e alle classi dirigenti europee. Trump l’ha sconfessata da tempo e ricorre alla logica coloniale più pura, rivelando senza esitazioni che l’operazione criminale delle forze speciali Usa mira ad accaparrarsi le risorse petrolifere. La gestione del Paese spetta a Washington. Il capitalismo finanziario boccheggia, si avvita su se stesso, dilaniato dalla trappola del debito e dall’ascesa del rivale strategico, la Cina, dai cui prestiti dipende. Non c’è più tempo per salvare la forma. In questa fase l’accaparramento di materie prime ed energetiche, di terre rare ha la priorità sui sofismi liberal. In Europa l’opinione pubblica resta cieca e sorda. Gli sprovveduti giustificano l’arresto di Maduro affermando che l’Europa ha pur combattuto il nazismo. Come con Putin, paragoni storici senza fondamento sono ripetuti da gente in buona fede manipolata dai media. Si dimentica che il Venezuela, ma neanche la Russia, costituiscono una minaccia per l’Occidente. Le nostre sono guerre di aggressione e di dominio, in stile imperialista, le accuse di nazismo o di contribuire al narcotraffico sono ridicole mistificazioni. È grave che la presidente del Consiglio Meloni governi nel disprezzo delle norme internazionali e plauda alle azioni criminali di Usa e di Israele. La premier ha giurato sulla Costituzione. Il presidente Mattarella ha come suo compito essenziale la tutela delle norme costituzionali. I cittadini devono chiedere il rispetto a entrambi delle funzioni per le quali sono stati eletti.
In Venezuela lo scenario è ancora incerto. Il chavismo è radicato nel Paese. La vicepresidente Rodriguez si piegherà alla volontà del gangster statunitense attribuendo un diritto di prelazione a prezzi stracciati agli Usa sulle risorse petrolifere a danno della Cina che è oggi il maggiore acquirente. L’opinione pubblica venezuelana potrà rassegnarsi e sostenerla alla prossima tornata elettorale oppure considerarla complice del colpo inferto a Maduro. Nel secondo caso, l’instabilità del Paese potrebbe indurre Washington a nuovi interventi, come Pino Arlacchi ha già osservato.
Le reazioni di Cina e Russia sono state unanimi. Le cosiddette autocrazie sembrano essere dalla parte giusta della Storia. Condannano l’azione contraria al Diritto internazionale, richiamano il principio onusiano di non ingerenza negli Affari interni degli altri Stati, chiedono la liberazione immediata di Maduro e considerano le farsesche accuse di narcotraffico alibi per azioni di pirateria internazionale comparabili alle armi di distruzione di massa invocate per l’invasione dell’Iraq. L’unipolarismo senza freni di Trump può e deve essere temperato da una crescente assertività di Pechino, Mosca e dei Paesi che contano nei Brics. Vi sono armi di deterrenza geopolitica ed economica che devono essere utilizzate per evitare che la hybris di Washington crei danni irreparabili e ci porti al terzo conflitto mondiale. Lo spazio politico mediatico occidentale è purtroppo assuefatto al nuovo dispotismo che emerge. Le deboli critiche, marginali in un panorama sostanzialmente prono a giustificare nella sostanza le azioni criminali occidentali, non sono in grado di far aprire gli occhi alla borghesia benpensante e progressista europea.
Netanyahu e Trump si propongono con dichiarazioni pubbliche di attaccare l’Iran appena possibile, utilizzando le manifestazioni di scontento popolare contro l’inflazione al 45/50% dovuta alle illecite sanzioni occidentali. Il criminale di guerra Netanyahu aizza alla rivolta la popolazione iraniana, riconoscendo pubblicamente la presenza di agenti del Mossad in Iran che addestrano e armano i militanti. L’ex direttore della Cia, Pompeo, fa altrettanto su X. I giornali di destra e progressisti, il nuovo fascismo internazionale non batte ciglio. Accorrono in coro i cani da guardia con articoli che stigmatizzano la teocrazia islamica. Ancora una volta si accetta la barbarie fingendo di sostenere l’esportazione della democrazia.
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L’atmosfera che si è creata non induce a ottimismo : questo è poco ma sicuro. Da una parte sì crede o si fa credere che i ” grandi” si siano divisi il mondo in aree d’influenza, ma in tal caso dove finisce quella degli Usa ? Il continente americano confina co l’Iran, il medio oriente , l’Africa e l’ Europa contemporaneamente?
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Nessuno dei Paesi Brics ha voglia di contrastare Trump. E forse in fondo è meglio così per tutti. Il rischio è troppo alto.
La Cina non attaccherà Taiwan.
La Russia si limiterà al Donbass e accetterà l’Ucraina in UE.
L’Iran avrà la stessa sorte del Venezuela.
Gaza diventerà come Sharm el Sheik
Pace ingiusta per tutti.
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IS, sei tu?
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…Dicevo a Luca25.
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La signora Basile è andata un po’ in confusione. Come tutto il circo equestre che la segue. Sembra che scriva un sacco di cose interessanti, e invece non dice nulla, se non slogan ammuffiti (l’oscar va a “Ancora una volta si accetta la barbarie fingendo di sostenere l’esportazione della democrazia”. Che con il blitz venezuelano non c’entra una mazza). Pur di non perdere la faccia ammettendo che ogni atto imperialista ha forme diverse ma identiche dinamiche, ha il coraggio di farci sapere che “le reazioni di Cina e Russia sono state unanimi. Le cosiddette autocrazie sembrano essere dalla parte giusta della Storia. Condannano l’azione contraria al Diritto internazionale, richiamano il principio onusiano di non ingerenza negli Affari interni degli altri Stati“. Non si può sentire.
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In effetti Cina e Russia hanno condannato l’azione contraria al diritto internazionale. Che poi faccia ridere detto da loro è un altro discorso. Però lo hanno fatto.
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L’impressione è che Good possa avere agito con goffaggine, in preda al panico, ma non che la sua intenzione fosse di usare l’auto contro l’agente, giustificandone in ultimo la reazione, come sostengono le autorità federali. È probabile che nella risposta dell’agente abbia agito il combinato disposto di dilettantismo e senso d’impunità che pare contraddistinguere l’operato di persone chiaramente impreparate come molti di quelli che lavorano per l’Ice. È un passaggio dell’articolo da cerchiobottismo
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appunto, come se la polizia dei vari stati o città nel passato remoto e prossimo, non abbia mai sparato a kaxxo. La povera donna fosse stata nera o di pelle olivastra, non l’avrebbero manco fatta avvicinare, avrebbero sparato prima, Tramp o non Tramp che sia.
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Chi ha visto il video, SA che si tratta di omicidio VOLONTARIO, assolutamente ingiustificato da intenti difensivi.
L’auto è chiaramente direzionata NON contro l’agente, ma nella direzione contraria, per allontanarsi, fuggire.
Il pezzo di m. ha sparato perché è un bastardo, ignorante e incompetente, una belva gonfiata dal senso di impunità e dalla convinzione dell’anonimato.
Squallido schifoso elemento, dubito che certa gente conosca ombra di rimorso.
In faccia, le ha sparato…non esiste in nessun universo.
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Penso che definirlo un brutale assassinio quello subito dalla povera mamma di Minneapolis lo abbiamo condiviso anche i sampietrini romani…..!!! A proposito di Roma….invece nei “palazzi governativi”….cosa si dice.,..???…la “nostra” mamma cristiana e quel signorotto “padano” che gira spesso in tv con rosari ed immagini sacre ed ogni tanto, quando la convenienza “politica” glielo impone, utilizza le frasi pronunciate “negli angelus papali”……che abbiamo trovato molto sovrappeso dopo aver ingurgitato cibo nostrano trumpiano a volonta’ durante il soggiorno natalizio negli USA con la compagna….. hanno espresso una qualche profonda solidarieta’ nei confronti dei tre bambini orfani della Famiglia Good……..o avranno fatto “spallucce”,,,,,??? P.S. tutti ci ricordiamo l’ atteggiamento di giustissima e doverosa solidarieta’ cristiana che ebbero, con i loro sodali di governo , nei confronti della Famiglia di Charlie Kirk….punto
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Ma non pretenderai che arrivino parole di solidarietà cristiana per una sporca commmunista! E’ proprio scritto nel Vangelo, la solidarietà cristiana va esclusivamente alla razza bianca, ariana, di destra…..gli altri sono commmunisti, terroristi, sovversivi, subumani, topi, zecche…..Ma anche volendo, come fai ad essere solidale o compassionevole con una zecca? Poi il nemico è nemico, quelli che aizzano, sobillano ed incitano dagli spalti, su guerra, violenza, demonizzazione del nemico, con auspicato annientamento, dovrebbero sapere che poi si spara a donne e pure a bambini …..son nemici anche loro! Perché l’ odio poi deflagra e non si ferma o limita al fronte dove si affrontano due eserciti, coinvolge i civili, da eliminare come nemici alla stessa stregua dei soldati! Lo abbiamo inventato e sdoganato noi occidentali questo concetto con Hitler ed il nazismo ed attualmente ripreso dalla più importante democrazia in Medio Oriente, alleata nostra, come Europa, e della più importante democrazia mondiale, quella Americana! Quelli che incitano alla guerra e alla violenza dovrebbero pensarci, perché si rendono complici di massacri di bambini…..che se poi crescono diventano sporchi commmunisti o terroristi, o nemici esistenziali russi, palestinesi, iracheni, iraniani, afgani ! Questa gentaglia di m…a, sobillata, eccitata ed appoggiata dai troppi cretini in guerra dal divano, sarebbe capace di sparare in testa ad un bambino….a Gaza ormai è prassi !
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Non penso che trump abbia interesse e vantaggio a far alzare le tensioni interne, penso invece che semplicemente abbia da dare in pasto al suo elettorato un po’ di fuffa per farlo contento.
L’elettorato di destra, mediamente benestante (anche se il fenomeno dei poveri che votano l’uomo forte a destra esiste, come ci sono i ricconi che votano a “sinistra”, ma una sinistra che fa politiche sostanzialmente di destra), ha paura dell’immigrazione incontrollata e della massa di poveri parte dei quali si dedica al crimine, in parte anche comprensibilmente, e trump fa ste cose di destra per soddisfarli: legge e ordine (manganello e olio di ricino in realtà). Ovviamente è una pagliacciata trumpiana, ma l’importante è che il leghista Usa ci creda e sia appagato.
Solo che le enormi tensioni interne agli stati uniti, accumulate sotto il tappeto fino a rischiare di inciamparci, sono facili da scatenare e cavalcare ma poi difficili da controllare. E’ il principio base delle rivoluzioni colorate: se i Dem cavalcano l’assassinio per far cadere i Rep e sostituirli, parte un casino interno che poi non si sa dove possa sfociare.
Gli Usa sono sull’orlo di una guerra civile interna ormai da anni, e in questi momenti difficili il pericolo aumenta. Per il pianeta sarebbe secondo me una cosa positiva in un certo senso, perchè collassando internamente avrebbero meno energia per fare danni in giro per il mondo.
Rimane il fatto che la lotta è stata deviata su destra contro sinistra (ma anche uomini contro donne, vecchi contro giovani ecc), ma in realtà sarebbe fra il popolo, i popoli, e le classi dominanti, che hanno deciso di mangiarsi tutto loro senza lasciare (stupidamente perchè prima o poi e tensioni scoppiano) niente agli altri.
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