Gli agricoltori chiedono semplificazioni amministrative e un allentamento delle normative

(Alessandro D’Amato – open.online) – I trattori degli agricoltori sono entrati a Parigi prima dell’alba di oggi, 8 gennaio, e hanno raggiunto la Tour Eiffel. I contadini europei protestano contro l’accordo di libero scambio tra l’Ue e i paesi del Mercosur. Ma anche contro la gestione da parte del governo francese dell’epidemia di dermatite nodulare contagiosa che ha scatenato le proteste nel sud-ovest della Francia.
Gli agricoltori chiedono semplificazioni amministrative e un allentamento delle normative, soprattutto europee, che considerano troppo restrittive e suscettibili di creare concorrenza sleale. «Verremo a tutti i costi per esprimere le nostre richieste», ha dichiarato all’agenzia France Presse Eloi Nespoulous, presidente del Coordinamento Rurale dell’Occitania (sud-ovest della Francia), alla guida di un convoglio di 40 trattori. Il presidente nazionale dell’organizzazione, nota per le sue azioni energiche, Bertrand Venteau, aveva dichiarato di voler presentare pacificamente le sue richieste ai parlamentari francesi e in luoghi “simbolici” di Parigi.
Un decreto emesso mercoledì sera dalla prefettura di polizia di Parigi ha vietato ai trattori di accedere ad alcune aree sensibili della capitale, tra cui il Palazzo dell’Eliseo (residenza presidenziale), Matignon (ufficio del Primo Ministro), il Parlamento, i Ministeri dell’Agricoltura e della Transizione Ecologica e, nella regione parigina, il mercato all’ingrosso di Rungis.
Foto copertina da: Little Think Tank su X
Mercosur, alla vigilia del voto sull’accordo proteste dei trattori a Parigi e in Grecia. Agricoltori italiani in piazza a Milano venerdì
Coldiretti e Filiera Italia: “L’accordo è un favore della Von der Leyen e dei suoi tecnocrati di Bruxelles ai grandi gruppi industriali stranieri”

(di Luisiana Gaita – ilfattoquotidiano.it) – È caos sul Mercosur, l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay che, dopo un negoziato durato 25 anni, dovrebbe essere firmato il 12 gennaio. Sempre se venerdì si raggiungerà un’intesa durante la riunione degli ambasciatori dei Paesi Ue (Coreper). In Spagna, il premier Pedro Sanchez incrocia le dita, ma Paesi come Ungheria e Irlanda hanno ribadito il loro ‘no’ e in Francia e Grecia i trattori invadono piazze e autostrade. A Parigi sono entrati all’alba. Nonostante i divieti, la protesta ha raggiunto i principali monumenti della capitale, la Tour Eiffel e l’Arco di Trionfo e gli agricoltori hanno tentato di scavalcare le inferriate che proteggono l’Assemblée Nationale, chiedendo di essere ricevuti. In Grecia, hanno bloccato autostrade principali, svincoli e caselli a causa, oltre che del Mercosur, anche dell’aumento dei costi di produzione. L’Italia sembra essersi ammorbidita dopo la proposta avanzata dalla Commissione europea che prevede anche la possibilità per gli Stati membri di mobilitare già dal 2028 (invece che con la revisione di medio termine) fino a due terzi dei fondi previsti, ossia circa 45 miliardi di euro. Il Governo Meloni spinge affinché passi il messaggio che qualcosa l’Italia è già riuscita a ottenere. Nel frattempo, però, Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono la loro opposizione alla firma dell’intesa senza reciprocità. Tradotto: “In ogni accordo e su ogni prodotto agricolo e agroalimentare importato, deve valere il divieto di ingresso nell’Unione europea di alimenti ottenuti con sostanze e tecniche bandite da anni in campi e stalle italiani”. Garantire questa condizione non è cosa semplice né per Giorgia Meloni, né per altri premier, né per Ursula von der Leyen.
In Francia sale la tensione
Una eventuale decisione del governo Meloni di firmare l’intesa, inoltre, porterebbe la Francia a essere isolata tra i principali Paesi europei. Ed è un fattore di grande tensione. A mettere benzina sul fuoco anche le parole del presidente dei Républicains, Bruno Retailleau, ex ministro dell’Interno, intervistato dalla radio France Inter: “C’è una forma di impotenza della Francia. Da ministro dell’Interno ho fatto dei Consigli d’Europa, ho visto come i miei colleghi guardavano alla Francia: è uno stato che non si fa rispettare, non è all’altezza del suo rango e perde la sua potenza. Oggi non siamo rispettati”. Di più. Secondo Retailleau il modello da seguire sarebbe quello dell’Italia e di Meloni “che impone all’Europa alcune delle sue tesi. Prima si è opposta al Mercosur, ha ottenuto in materia di politica agricola delle contropartite finanziarie (su cui, però, pesano diverse incertezze e perplessità – Leggi l’approfondimento)”. Di fatto, però, sia dalla Francia che dall’Italia gli agricoltori chiedono di non cedere di fronte alle ‘lusinghe’ di Ursula von der Leyen. Segno che quanto offerto da Bruxelles non è poi un piatto così ricco.
La protesta dei trattori a Parigi e le crisi che affronta il settore
Di certo non è servito a fermare la protesta per le strade di Parigi. Il presidente del Coordinamento rurale, secondo sindacato agricolo francese, Bertrand Venteau, ha parlato di “un centinaio” di trattori entrati nella capitale prima dell’alba. Mobilitato da settimane, il settore agricolo francese affronta diverse crisi: l’epidemia di dermatosi nodulare contagiosa che sta decimando i bovini, il calo dei prezzi del grano, l’aumento dei concimi e la minaccia di una concorrenza più agguerrita nel caso di firma del Mercosur. Dopo che gli agricoltori hanno tentato di scavalcare le inferriate che proteggono l’Assemblée Nationale, la presidente della camera bassa di Parigi, Yael Braun-Pivet, è uscita dall’edificio per cercare il dialogo, ma è stata fischiata. Protetta dalla polizia dal lancio di oggetti in atto, ha annunciato agli agricoltori che li avrebbe ricevuti nel primo pomeriggio. Nel frattempo, però, si è schierata accanto agli agricoltori in rivolta: “Bisogna continuare la lotta. I francesi hanno diritto di venire a esprimersi davanti all’Assemblea. Rimango all’ascolto dei cittadini – ha detto – anche se la situazione è tesa, anche se non hanno voglia di parlare, ma di esprimere la loro rabbia, io sono qui per ascoltarli”. E ha ricordato che i deputati hanno “espresso più volte il loro rifiuto del Mercosur”. Decisamente più dura la reazione dell’Esecutivo. Il governo “non lascerà correre” sulle azioni di protesta degli agricoltori con i trattori nella regione di Parigi, che sono “illegali” ha avvertito la portavoce del governo, Maud Bregeon, ai microfoni di France Info.
I trattori a Milano
Nel frattempo, venerdì mattina, oltre un centinaio di trattori e autobotti degli agricoltori manifesteranno contro il Mercosur, in piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione di Milano. “Dieci miliardi in più dalla Politica agricola comune, no grazie. Non svendiamo le nostre tradizioni, la nostra storia, il nostro cibo” ha detto a LaPresse Angelo Distefano, portavoce del Coapi (Coordinamento agricoltori e pescatori italiani), secondo cui “la firma equivarrebbe ad una condanna a morte. Ad oggi, solo il 3 per cento della merce viene controllata nelle dogane ed è sotto gli occhi di tutti la disparità di condizioni lavorative, fitosanitarie, economiche e qualitative dei prodotti Sud Americani e quelli italiani”.
Cosa chiede l’Italia
Per Coldiretti e Filiera Italia non è sufficiente l’aumento dei controlli in frontiera proposto dalla Commissione europea, che farebbe passare i controlli solo a circa il 4 per cento “con evidenti rischi per la tutela della salute dei cittadini consumatori e per il rispetto delle regole di produzione imposte agli agricoltori europei”. E accusano: “L’accordo Mercosur è un favore della Von der Leyen e dei suoi tecnocrati di Bruxelles ai grandi gruppi industriali multinazionali stranieri, a partire dalle aziende tedesche del settore chimico come Bayer e Basf, consentendo di esportare con maggiore facilità fitofarmaci vietati da tempo nell’Ue, che finirebbero per rientrare nei piatti dei consumatori proprio attraverso le importazioni agevolate dall’accordo”. Perché l’Italia dia il via libera definitivo all’accordo Mercosur “manca l’ultimo miglio. I nostri diplomatici stanno verificando che le garanzie ottenute oggi siano supportate da elementi tecnici e politici. Al Coreper faremo il punto” ha detto il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, in un’intervista al Sole 24 ore, sottolineando che ora “occorre garantire che i prodotti agricoli dei paesi Terzi e importati in Europa rispettino le medesime regole sulla sicurezza alimentare imposte ai produttori Ue”. Di fatto, con un gioco di prestigio, si sono modificate le regole per accedere ai fondi Pac, pezzo del puzzle che si aggiunge alla sospensione (retroattiva dall’1 gennaio scorso) del meccanismo di adeguamento del carbonio (Cbam). Manca l’intesa sulle clausole di salvaguardia. Ad oggi, come ricorda lo stesso ministro Lollobrigida “è fissata una soglia dell’8% per individuare uno squilibrio su prezzi e importazioni. Noi vogliamo che da questo 8% si scenda al 5 per cento”.
C’è chi dice no (per ora)
La Francia, come annunciato in queste ore dal ministro dei Rapporti con il Parlamento, Laurent Panifous, dovrebbe votare contro l’accordo di libero scambio con il Mercosur, anche se sarà in minoranza. La posizione definitiva di Parigi sarà annunciata dal primo ministro e dal presidente. “Il voto francese deve essere no, ovviamente, è la parola data dal governo e che non è cambiata da settimane” ha detto Panifous. “Ci saranno probabilmente conseguenze al fatto che la Francia, da questo punto di vista, sarà isolata a livello europeo” ha aggiunto. Ma “per me, quello che conta – ha proseguito il ministro – è che la parola del governo francese sia ascoltata in Europa e che gli agricoltori, gli allevatori francesi sappiano che il governo li sostiene”. La portavoce del governo, Maud Bregeon, è apparsa meno sicura ai microfoni di France Info, precisando che Emmanuel Macron e il premier Sébastien Lecornu daranno “il responso definitivo” sulle condizioni poste dalla Francia (clausola di salvaguardia, clausole “specchio”, rafforzamento dei controlli). “Al momento – ha detto la portavoce – quel trattato non è ancora accettabile”. Nel frattempo, l’Irlanda ha dichiarato che voterà contro. “La posizione del governo sul Mercosur è sempre stata chiara: non abbiamo sostenuto l’accordo nella forma in cui è stato presentato. Voteremo contro l’accordo” ha dichiarato in un comunicato il vicepremier irlandese, Simon Harris. Stessa posizione quella dell’Ungheria. “La Commissione europea sta spingendo per l’adozione e l’attuazione di un accordo che aprirebbe l’Europa alle importazioni illimitate di prodotti agricoli sudamericani a scapito dei mezzi di sussistenza degli agricoltori ungheresi. Ci opponiamo a questa decisione, poiché Bruxelles sta ancora una volta ignorando gli interessi dei nostri agricoltori” scrive su X il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó.
Il Mercosur e la rivolta degli agricoltori francesi sono strettamente legati da un trattato commerciale che sta agitando l’Europa proprio in questi giorni di inizio 2026.
Il Mercosur (Mercato Comune del Sud) è un’organizzazione economica nata nel 1991 per favorire il libero scambio tra alcuni paesi del Sud America.
Membri principali: Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (con la recente adesione della Bolivia).
Da oltre 25 anni, l’Unione Europea e il Mercosur negoziano un trattato di libero scambio. L’obiettivo è abbattere i dazi doganali per permettere alle aziende europee di esportare più facilmente auto e macchinari, ricevendo in cambio prodotti agricoli sudamericani (carne, zucchero, riso).
Gli agricoltori francesi sono in rivolta e stanno bloccando Parigi coi trattori perché temono che questo accordo dia il colpo di grazia al settore agricolo europeo. I punti critici sono:
Gli agricoltori francesi devono rispettare norme ambientali e sanitarie severissime (divieto di certi pesticidi, standard di benessere animale ecc.). In Sud America queste regole spesso non esistono o sono meno rigide. Importanoe prodotti a basso costo che non seguono le stesse regole e dunque fanno una “concorrenza sleale”.
Il Mercosur è un gigante della produzione di carne. L’arrivo di tonnellate di carne sudamericana sul mercato europeo farebbe crollare i prezzi, mettendo fuori mercato gli allevatori locali.
C’è una forte preoccupazione per la deforestazione in Amazzonia (legata all’espansione dei pascoli) e per l’uso di ormoni della crescita o antibiotici vietati in Europa.
Oltre al Mercosur, i contadini protestano contro la riduzione degli aiuti della Politica Agricola Comune (PAC) e le nuove tasse sul gasolio agricolo.
Dopo mesi di rinvii e tensioni, la firma dell’accordo sembrava imminente per metà gennaio 2026.
Francia e Italia hanno espresso forti riserve, cercando di bloccare o modificare il trattato per proteggere i propri produttori.
Germania e Commissione UE spingono invece per la firma, considerandola strategica per ridurre la dipendenza economica dalla Cina e dalla Russia.
Per gli agricoltori francesi, il Mercosur è una minaccia alla loro sopravvivenza economica; per l’Europa politica, è un’occasione per stringere un’alleanza economica globale.
E la Meloni cosa fa?
La posizione dell’Italia sull’accordo UE-Mercosur è cambiata significativamente proprio in queste ore (gennaio 2026), passando da una forte resistenza a un’apertura condizionata che la rende l’ago della bilancia per l’approvazione del trattato.
A gennaio la Meloni ha dato un sì con riserva. A differenza della Francia, che rimane fermamente contraria, il governo italiano ha segnalato di essere pronto a dare il via libera all’accordo. Questa svolta è maturata dopo che la Commissione Europea ha offerto nuove garanzie economiche e normative per proteggere gli agricoltori europei.
Cosa ha ottenuto l’Italia?: alcune concessioni ottenute da Bruxelles, che il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno rivendicato come vittorie italiane: la Commissione ha proposto di sbloccare anticipatamente circa 45 miliardi di euro della Politica Agricola Comune (PAC). Per l’Italia, questo potrebbe significare un’iniezione di circa 10 miliardi di euro extra per sostenere il reddito dei contadini e ammortizzare l’impatto dei prodotti sudamericani.
Poiché la Francia è contraria ma la Germania è favorevole, il voto dell’Italia è decisivo:
Se l’Italia vota a favore: L’accordo ha i numeri per passare, anche senza il consenso di Parigi.
Se l’Italia si sfilasse: La Francia potrebbe trovare abbastanza alleati per fermare tutto.
Nonostante l’apertura del governo, le associazioni agricole italiane (come Coldiretti) rimangono molto critiche, temendo che i fondi promessi non bastino a compensare i danni causati dalla concorrenza dei giganti sudamericani.
Poiché il governo della destra è andato al potere principalmente coi voti di agricoltori e allevatori, voglio vedere come rideranno se il MERCOSUR passerà e solo per far avere qualche miliardi al Governo!
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Da pensionati a lavoratori della distribuzione , all’ edilizia ai servizi ,alla sanità per finire all’ agricoltura ce ne fosse uno di appartenenti a queste categorie a cui questo governo dopo promesse fatte in campagna elettorale non abbia votato le spalle.Se ne può senza nessun dubbio o senzadubbiamente affermare che alla destra di governo che queste categorie gli stanno profondamente sulle palle,🤔
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