“Non esistono più alleanze, solo allineamenti”. L’analisi del direttore di Limes sulla nuova strategia americana

(ilfattoquotidiano.it) – “L’America è un colosso ferito che si sente in pericolo esistenziale e che quindi si abilita a fare qualsiasi cosa ritenga utile a se stessa, a prescindere da tutto e anche dagli alleati. Dobbiamo aspettarci qualsiasi cosa, ma veramente qualsiasi cosa“. Sono le parole pronunciate a Otto e mezzo (La7) dal direttore di Limes, Lucio Caracciolo, che aggiunge: “Forse la cosa meno sottolineata del famoso Rapporto sulla sicurezza nazionale degli Usa, pubblicato a novembre, è che lì si esplicita il fatto che non esistono più le alleanze, ma solo gli allineamenti. Quindi, naturalmente vale il diritto del più forte. E siccome la competizione è all’ultimo sangue, nel senso che gli americani temono di essere superati dalla Cina come prima potenza nel giro di poco tempo, tutto è possibile”.
Caracciolo poi rivela: “Una cosa interessante nella versione non pubblicata del documento sulla sicurezza nazionale è che si cita l’Italia, insieme all’Austria, all’Ungheria e alla Polonia, come uno dei paesi “buoni”, amici, affidabili perché governato da personalità come Giorgia Meloni, considerate da Trump più o meno simpatiche e affine”.
E chiosa: “Poi magari diciamo gli americani si possono aspettare qualcosa di più dalla signora Meloni, ma certamente non la considerano un avversario al pari dei governi di alcuni paesi europei reputati rammolliti e inutili. Ovvero Francia, Germania, ma anche gli inglesi, nonostante abbiano partecipato all’assalto della petroliera venezuelana con bandiera russa nell’Atlantico. Quando sentono l’odore dei russi, gli inglesi si muovono subito“.
“Dagli Usa dobbiamo aspettarci qualsiasi cosa..”
Esatto. E sai perché gli Usa sono imprevedibili mentre noi €uropei no?
Perché abbiamo fornito ampissime prove di essere votati ad un totale servilismo autolesionistico.
"Mi piace"Piace a 5 people
è tornato il DRITTO del più forte”
"Mi piace"Piace a 1 persona
ALESSANDRO DI BATTISTA
Venezuelani trattati come sudditi USA
Ricapitoliamo bene quanto è accaduto nelle ore successive all’operazione terroristica americana.
che ha portato al rapimento del Presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie.
Donald Trump, 7 gennaio 2026: “Sono lieto di annunciare che le autorità provvisorie del Venezuela consegneranno agli Stati Uniti d’America tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio […] Questo petrolio sarà venduto al suo prezzo di mercato e questo denaro sarà controllato da me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America”.
E ancora: “Ho chiesto al Segretario all’Energia Chris Wright di attuare immediatamente questo piano. Il petrolio sarà caricato su navi di stoccaggio e portato direttamente ai moli di scarico negli Stati Uniti”.
8 gennaio 2026: “Sono appena stato informato che il Venezuela acquisterà ESCLUSIVAMENTE prodotti di fabbricazione americana, con i fondi che riceverà dal nostro nuovo accordo petrolifero”. In pratica: i soldi venezuelani devono tornare negli USA e servire ad acquistare roba americana.
Ieri, sul sito del Dipartimento di Stato americano dell’Energia si legge: “Tutti i proventi derivanti dalla vendita di petrolio greggio e prodotti petroliferi venezuelani saranno inizialmente depositati su conti controllati dagli Stati Uniti”.
E ancora: “Questi fondi saranno erogati a beneficio del popolo americano e del popolo venezuelano a discrezione del governo degli Stati Uniti. Le vendite di petrolio inizieranno immediatamente, con una vendita prevista di circa 30-50 milioni di barili. Continueranno a tempo indeterminato”. Indeterminato, cioè senza scadenza.
E quando il New York Times chiede a Trump se questo controllo degli USA sul Venezuela durerà tre mesi, sei mesi o un anno, lui risponde così: “Direi molto più a lungo”.
Facciamo un attimo un passo indietro e guardiamo i fatti per quello che sono: gli americani hanno rapito il Presidente di uno Stato sovrano – poi si può pensare legittimamente quello che si vuole di Maduro e del suo Governo – lo hanno portato davanti a una corte negli Stati Uniti, e hanno dimostrato che possono fare quello che vogliono senza chiedere il permesso a nessuno.
Oggi minacciano, obbligano, subordinano il popolo venezuelano e la sua classe dirigente. Come se i venezuelani fossero dei sudditi, come se le loro risorse non appartenessero a loro, come se fosse normale che una superpotenza entri e dica: “Così si deve fare e così si farà”. Vanno lì, si prendono le loro risorse, le caricano su navi di stoccaggio, le portano direttamente ai moli di scarico negli Stati Uniti, le vendono, i soldi finiscono nei conti americani e poi si vedrà quanti spiccioli torneranno a Caracas.
E voi come definireste tutto questo?
Trump, a differenza dei suoi predecessori, non si nasconde. Dice apertamente che è lì esclusivamente per affari — per arricchire gli Stati Uniti con il petrolio di un’altra nazione. E questa è esattamente la logica che, come diciamo spesso qui su Substack, sta mettendo in difficoltà i servi europei, alcuni dei quali ancora oggi giustificano l’imperialismo con parole come “democrazia”, “sicurezza” e “diritti umani”. E sono gli stessi che hanno alimentato la guerra in Ucraina raccontandoci per anni la storiella dell’aggredito e dell’aggressore.
Rileggete ora le dichiarazioni di Donald Trump e poi pensate a cosa ha detto la Presidente del Consiglio Meloni. Lei, e soltanto lei, è riuscita a definire come “intervento di natura difensiva” un’operazione terroristica americana che aveva il solo obiettivo — tra l’altro dichiarato apertamente — di rubare e fare affari con le risorse venezuelane. Pensateci, quando Israele compie un genocidio, Meloni sposa la narrazione secondo cui “Israele ha il diritto di difendersi”. Quando gli Stati Uniti invadono un Paese e rapiscono il Presidente del Venezuela, Meloni parla di “intervento difensivo”.
Non sia mai che gli americani decidano davvero di invadere e occupare la Groenlandia già immagino la Meloni parlare del diritto degli Stati Uniti di difendersi dalla pericolosissima Groenlandia, un Paese noto (è una battuta) per la presenza di narcotrafficanti e terroristi.
"Mi piace"Piace a 4 people
Lo sento dire in giro spesso ultimamente: è tornata la legge del più forte. Il problema è che chi lo afferma ripetendo a pappagallo quello che la TV è i media in generale diffondono , lo fa con toni giustificativi rispetto alle prese di posizione della amministrazione americana degli ultimi tempi. Manco se i Afghanistan ,Iraq , Libia etc fosse stato applicato un altro sistema di rapporto se non quello della forza bruta moderna e tecnologica . Sai, gli Stati Uniti possono perché sono in grado quindi muti e a casa ! Ma quando a usare gli stessi mezzi sono altri ,allora gli stessi soggetti si strappano le vesti di dosso e gridano allo scandalo prescindendo dalle ragioni e da chi ha causato la reazione . Vergini violate spuntano dapertutto e lacrimano come viti potate esprimendo sentimenti umani e amore per libertà e indipendenza : tutto falsamente ovviamente.
"Mi piace"Piace a 4 people
Donald Trump, 7 gennaio 2026: “Sono lieto di annunciare che le autorità provvisorie del Venezuela consegneranno agli Stati Uniti d’America tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio […] Questo petrolio sarà venduto al suo prezzo di mercato e questo denaro sarà controllato da me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America”.
E ancora: “Ho chiesto al Segretario all’Energia Chris Wright di attuare immediatamente questo piano. Il petrolio sarà caricato su navi di stoccaggio e portato direttamente ai moli di scarico negli Stati Uniti”.
8 gennaio 2026: “Sono appena stato informato che il Venezuela acquisterà ESCLUSIVAMENTE prodotti di fabbricazione americana, con i fondi che riceverà dal nostro nuovo accordo petrolifero”. In pratica: i soldi venezuelani devono tornare negli USA e servire ad acquistare roba americana.
Ieri, sul sito del Dipartimento di Stato americano dell’Energia si legge: “Tutti i proventi derivanti dalla vendita di petrolio greggio e prodotti petroliferi venezuelani saranno inizialmente depositati su conti controllati dagli Stati Uniti”.
E ancora: “Questi fondi saranno erogati a beneficio del popolo americano e del popolo venezuelano a discrezione del governo degli Stati Uniti. Le vendite di petrolio inizieranno immediatamente, con una vendita prevista di circa 30-50 milioni di barili. Continueranno a tempo indeterminato”. Indeterminato, cioè senza scadenza.
E quando il New York Times chiede a Trump se questo controllo degli USA sul Venezuela durerà tre mesi, sei mesi o un anno, lui risponde così: “Direi molto più a lungo”.
—————————————————-
Capito?
Come era quello sproloquio continuo di LEOZEPPELIN-70 sulla ‘non importanza’ del petrolio venezuelano?
Questi dopo 5 giorni (CINQUE) già hanno messo sotto chiave l’economia del Venezuela!
Prima li bombardano ammazzando decine di persone, rapiscono il premier e moglie,
poi ti fanno pure pagare il conto.
Chi ha deciso questo nuovo accordo petrolifero?
Come è possibile che la Cina e la Russia non battano un colpo?
"Mi piace"Piace a 2 people
La lobby petrolifera statunitense sta sfidando Trump. Nessuno vuole investire in Venezuela, soprattutto quando un qualsiasi nuovo tweet di Trump potrebbe far capovolgere la situazione di 180 gradi. E il caos nell’economia venezuelana non è esattamente incoraggiante.
Le compagnie petrolifere americane dovranno investire in Venezuela per almeno tre-cinque anni per vedere un ritorno. Caracas richiede investimenti di decine e centinaia di miliardi di dollari, altrimenti i livelli di produzione continueranno a diminuire anno dopo anno. Produrre il greggio pesante venezuelano non è redditizio, dati gli attuali bassi prezzi.E i piani del team di Trump di abbassare i prezzi del petrolio a 50 dollari al barile porteranno al crollo della bolla del gas di scisto statunitense.
Per ora, i giganti petroliferi statunitensi intendono concentrarsi sulla vicina Guyana e sui giacimenti offshore nel Golfo del Messico piuttosto che sul Venezuela.I sondaggi mostrano che la maggior parte degli americani è insoddisfatta della motivazione della Casa Bianca a scatenare guerre per il petrolio. Vedono pochi vantaggi per gli Stati Uniti, che già producono 14-15 volte più petrolio al giorno del Venezuela.
Nel frattempo, il caos in Venezuela, che sta trasformando il Paese in una grande Haiti, avrebbe conseguenze ben più negative.Più della metà degli americani disapprova l’operazione per arrestare Maduro. Due terzi non ritengono necessario continuare l’escalation militare. I Democratici si stanno già preparando ad accusare Trump di non voler affrontare i veri problemi che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare alla vigilia delle elezioni del Congresso. Molti Repubblicani stanno cercando di evitare in anticipo l’agenda venezuelana, per non impantanarsi in essa insieme a Trump.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Queste sono le facce dei morti ammazzati dai pirati ameri-cani:
"Mi piace"Piace a 2 people