La Struttura ad hoc del ministero dell’Interno ha adottato oltre il doppio delle interdittive rispetto al 2024. Ma salgono a quasi 25mila le società con il “bollino di legalità”

Ministero dell’Interno. (Imagoeconomica)

(di Manuela Perrone – ilsole24ore.com) – Il conto alla rovescia per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 è cominciato: all’inaugurazione, in programma il 6 febbraio, manca ormai meno di un mese. Ma i controlli antimafia non si fermano. E chiude in positivo il bilancio 2025 della Struttura di prevenzione del Viminale, la cui attività di monitoraggio dei lavori per i Giochi, per la ricostruzione post sisma nel Centro Italia e per i nuovi ospedali calabresi è stata fortemente intensificata su impulso del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: le iscrizioni all’Anagrafe degli esecutori sono salite a quota 24.876 dalle 20mila di ottobre, le interdittive sono state 56 (più del doppio rispetto alle 26 emesse nel 2024), gli accessi nei cantieri 144.

Il monitoraggio con prefetture, Gruppi interforze e Dia

Per le opere delle Olimpiadi invernali il monitoraggio proseguirà, naturalmente, fino alla conclusione, anche se successiva allo svolgimento dell’evento. La competenza antimafia della Struttura diretta dal prefetto Paolo Canaparo prescinde dagli ambiti territoriali e si avvale della collaborazione delle prefetture e dei Gruppi interforze antimafia, della Direzione investigativa antimafia e del Gruppo interforze centrale della Polizia criminale. Una collaborazione fondamentale è offerta dalle stazioni appaltanti sulla scorta dei protocolli di legalità sottoscritti con la Struttura, con 39 cabine di regia riunite nel 2025.

Il “bollino di legalità”

Il modello operativo è ormai noto: nessuna impresa può mettere piede nei cantieri a qualsiasi titolo se non è validamente iscritta nell’Anagrafe antimafia degli esecutori. Senza il “bollino di legalità”, in altre parole, non si lavora. L’iscrizione, anche nelle white list delle prefetture, è stata semplificata grazie a digitalizzazione e precompilazione (si veda Il Sole 24 Ore del 24 ottobre scorso): gli operatori economici sono adesso chiamati a fornire soltanto poche informazioni al momento dell’accesso alle piattaforme. La maggior parte dei dati viene inserita automaticamente (e già verificata), garantendo alle imprese procedure più snelle ed efficienti, riducendo al minimo il margine di errore e accelerando la fine dell’iter.

Iscritti all’Anagrafe degli esecutori saliti a quasi 25mila

L’elenco degli ammessi è pubblico, disponibile sul sito del Viminale. Gli iscritti aumentano di mese in mese: al momento sono 19.671 per la ricostruzione post sisma, 4.384 per Milano-Cortina e 821 per l’edilizia sanitaria calabrese. Coerentemente, il 26,7% è rappresentato da imprese marchigiane, il 14,8% da operatori abruzzesi e il 12,13% da laziali. Il 9,7% arriva dalla Campania, il 6% ha sede in Lombardia.

Maglia nera delle interdittive alla Campania

Se dalle verifiche emergono opacità, si approfondisce. Da qui le 56 interdittive antimafia (erano state 26 nel 2024 e 18 nel 2023) adottate nei confronti di altrettante ditte richiedenti l’iscrizione, a cui vanno aggiunte tre misure di prevenzione collaborativa disposte per accertati tentativi di infiltrazione riconducibili a agevolazione occasionale e che impegnano le imprese ad attività di self cleaning, sotto sorveglianza. Sei delle imprese interdette nel 2025 erano intenzionate a partecipare ai lavori per i Giochi olimpici. L’attività principale dichiarata è quella edile. Guardando alla distribuzione delle interdittive per territorio, la maglia nera dal 2017 spetta sempre alla Campania. D’altronde anche nel 2025 la metà di tutti i provvedimenti emessi (il 49%) è scattata per l’emergere di collegamenti con la camorra, il 21% con la criminalità pugliese e il 18% con la ’ndrangheta.

Il ruolo degli accessi ispettivi nei cantieri

Gli accessi nei cantieri aiutano a fare luce e possono agire come deterrente: 82 dei 144 effettuati sono stati nell’ambito della ricostruzione post terremoto (erano stati 46 nel 2024), 53 per le Olimpiadi (24 nell’anno precedente) e 9 in Calabria (5 nel 2024). Ispezioni preziose: proprio nella delicata fase dell’avvio e dello svolgimento dei lavori si manifestano con maggiore incidenza le pressioni da parte delle organizzazioni criminali, interessate al controllo dei territori.