Trump, ‘nessuna elezione in Venezuela in 30 giorni, ci vorrà tempo’

(ANSA) – NEW YORK, 05 GEN – Non ci saranno elezioni in Venezuela nei prossimi 30 giorni: “dobbiamo prima risanare il Paese. Non si possono tenere elezioni, non c’è modo che la gente possa votare”.
Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Nbc. A chi gli chiedeva se ci fosse la possibilità di votare in 30 giorni, il presidente ha risposto: “No, ci vorrà del tempo. Dobbiamo prima riportare il Paese alla normalità”.
Trump, ‘io al comando del coinvolgimento Usa in Venezuela’
(ANSA) – NEW YORK, 05 GEN – “Io”. Donald Trump risponde così a chi gli chiedeva chi in definitiva fosse al comando del coinvolgimento americano Venezuela. Trump ha identificato un gruppo di funzionari americani che aiuteranno a supervisionare il coinvolgimento degli Stati Uniti in Venezuela, dal segretario di Stato Marco Rubio al capo del Pentagono Pete Hegseth. “E’ un gruppo eterogeneo. Hanno tutti competenze diverse, ognuno nel proprio campo”, ha spiegato.
‘Trump ha chiesto a Rubio di guidare il processo’ di riforma del Venezuela
(ANSA) – NEW YORK, 05 GEN – Il presidente Donald Trump ha chiesto al segretario di Stato americano Marco Rubio “di guidare il processo di attuazione delle riforme economiche e politiche in Venezuela”.
Lo ha detto Stephen Miller, consigliere di Trump, sottolineando che gli Stati Uniti ritengono di avere la piena, completa e totale cooperazione dal governo di Caracas. Il tycoon ha chiesto a Rubio, “sotto la stretta guida e direzione del presidente, di guidare questo processo”.
Trump, ‘gli Usa non sono in guerra con il Venezuela’
(ANSA) – NEW YORK, 05 GEN – Gli Stati Uniti “non sono in guerra” con il Venezuela. Lo ha detto Donald Trump a Nbc, sottolineando che gli Usa sono “in guerra con chi vende droga. Siamo in guerra con chi svuota le proprie prigioni nel nostro Paese, con chi manda i tossicodipendenti e i malati di mente”.
Trump, ‘Machado non doveva vincere il Nobel’
(ANSA) – NEW YORK, 05 GEN – Donald Trump smentisce le indiscrezioni del Washington Post, secondo le quali ha scartato l’ipotesi di Maria Corina Machado per guidare il Venezuela perché aveva vinto il premio Nobel, riconoscimento al quale il presidente auspicava. “Non avrebbe dovuto vincerlo. Ma questo non ha nulla a che vedere con la mia decisione”, ha osservato Trump.
Trump, ‘il movimento Maga adora tutto quello che faccio’
(ANSA) – NEW YORK, 05 GEN – Il presidente americano Donald Trump si dice sicuro che il popolo Maga non gli volterà le spalle per l’operazione in Venezuela. “I Maga adorano quello che sto facendo. Adorano tutto quello che faccio. Il movimento Maga sono io e ama tutto ciò che faccio, e anche io amo tutto ciò che faccio”, afferma Trump.
Il consigliere di Trump, ‘gli Usa controllano il Venezuela, rispetterà le richieste’
(ANSA) – NEW YORK, 05 GEN – Gli Stati Uniti stanno usando il loro controllo sull’economia del Venezuela come leva per garantire che la nuova leadership del Paese sudamericano faccia quello che l’amministrazione Trump chiede.
Lo ha detto il consigliere alla Sicurezza nazionale statunitense Stephen Miller a Cnn, sottolineando che Caracas ha bisogno del permesso degli Usa per il commercio e la gestione dell’economia. Caracas ha offerto privatamente garanzie sul fatto che rispetterà i “termini, le richieste e le condizioni degli Stati Uniti”, ha aggiunto Miller.
‘Dal petrolio alla droga, le richieste degli Usa a Rodriguez’
(ANSA) – NEW YORK, 05 GEN – Gli Stati Uniti hanno chiesto a Delcy Rodriguez di attendersi da lei almeno tre azioni: l’intensificazione della lotta alla droga; l’espulsione di agenti iraniani, cubani e ostili a Washington; e l’interruzione della vendita di petrolio ai rivali degli Usa.
Lo riporta Politico citando alcune fonti dell’amministrazione, secondo le quali Washington si aspetta inoltre che Rodriguez faciliti lo svolgimento di elezioni libere e si faccia da parte. Le scadenze per esaudire le richieste americane sono flessibili.
Tutte le strade portano a Roma ? No . Portano al petrolio .Russia , Iran, paesi arabi che circondano Israele e non poteva mancare naturalmente il Venezuela . Bingo! E menomale che c’è il cambiamento climatico dovuto al consumo di idrocarburi sennò….
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“Il nostro impero in decadenza arranca come una bestia ferita, incapace di imparare dai propri disastri, paralizzato dall’arroganza e dall’incompetenza, incendiando lo stato di diritto e fantasticando che la violenza sistematica e indiscriminata possa riconquistare l’egemonia perduta. Capace di proiettare una forza militare devastante, il suo successo iniziale porta inevitabilmente a paludi autolesioniste e costose.
La tragedia non è che l’impero americano stia morendo, ma che stia trascinando con sé così tanti innocenti.”
Chris Hedges 5/1/2026
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IL BLOCCO DEGLI ASSET RUSSI È ANDATO IN BUCA . Viviana Vivarelli
Intanto è fallito il piano americano di impossessarsi degli asset russi, perché questo avrebbe mandato in tilt tutto il sistema bancario e finanziario mondiale e non solo le banche del Belgio, a causa di Euroclear, banca con sede a Bruxelles (ed ecco perché Bruxelles è una delle due capitali dell’UE) che funge da cassaforte del mondo.
Questo è il primo fallimento.
Aspettiamo gli altri.
Euroclear è un depositario centrale di titoli (CSD) che gestisce circa 37.000 miliardi di euro di asset globali (quasi metà del PIL mondiale). Di questi, circa 190-210 miliardi appartengono alla Banca Centrale Russa e sono attualmente congelati lì.
Se l’UE decidesse di confiscare il “capitale” (e non solo gli interessi), la Russia farebbe causa direttamente a Euroclear.
Se Euroclear perdesse le cause nei tribunali russi o internazionali, dovrebbe risarcire Mosca. Poiché la liquidità di Euroclear è minima rispetto agli asset che custodisce, un risarcimento di miliardi potrebbe portarla al fallimento, trascinando con sé l’intero sistema dei pagamenti europeo.
Il sequestro romperebbe il principio della “immunità sovrana”. Se paesi come la Cina, l’India o l’Arabia Saudita iniziassero a temere che i loro fondi depositati in Europa possano essere sequestrati per motivi politici, potrebbero ritirare i loro capitali (flight to safety). Questo porterebbe a un crollo del valore dell’Euro. Un aumento dei costi del debito pubblico per tutti i paesi europei.
Per evitare il “tilt”, l’Unione Europea ha deciso di non toccare il capitale russo (i 200 miliardi), ma di utilizzare solo gli interessi extra generati da quel denaro. Questo riduce il rischio legale, anche se il Belgio continua a chiedere garanzie scritte agli altri paesi membri affinché i costi di eventuali cause legali siano divisi tra tutti e non ricadano solo su Bruxelles.
Gli asset russi si dividono in due grandi categorie:
Asset Sovrani (Riserve della Banca Centrale): Circa 300 miliardi di dollari (circa 280 miliardi di euro) congelati nelle istituzioni finanziarie occidentali all’inizio dell’invasione nel 2022.
Asset Privati (o proprietà degli oligarchi): Altre decine di miliardi di euro in ville, yacht, jet privati e conti bancari appartenenti a individui sanzionati. Solo in Italia, ad esempio, sono stati congelati beni per circa 2 miliardi di euro.
La stragrande maggioranza di questi fondi non è negli Stati Uniti, ma in Europa.
Il Belgio (Euroclear) è il “cuore” del problema perché 190-210 miliardi di euro sono custoditi presso Euroclear, una gigantesca camera di compensazione finanziaria con sede a Bruxelles.
I restanti fondi sono sparsi tra Francia, Svizzera, Germania, Giappone, Stati Uniti (che ne detengono solo una piccola parte, circa 5-30 miliardi) e Regno Unito.
Il piano di “sequestro” è fallito. Prevedeva di sequestrare l’intero capitale (i 300 miliardi) per regalarlo all’Ucraina. Ma, si è detto che secondo il diritto internazionale, i beni di uno Stato sovrano godono di immunità. Confiscarli senza un trattato di pace o una risoluzione ONU (impossibile dato il veto russo) creerebbe un precedente pericoloso. Altri paesi (come Cina o monarchie del Golfo) potrebbero temere per i propri risparmi in Occidente e ritirare i capitali.
Ma visto che con l’attacco al Venezuela Trump del diritto internazionale se n’è fregato, la causa del fallimento è un’altra: nessuno avrebbe più messo soldi nelle banche, divenute a causa del sequestro come una cassaforte spalancata.
Dunque immediatamente la BCE si è opposta. Se l’Europa confiscasse i beni russi, l’euro crollerebbe. Per gli investitori stranieri non sarebbe più una valuta sicura ma uno strumento politico da usare arbitrariamente. Non il diritto internazionale ha prevalso ma la paura dell’effetto domino su tutte le finanze europee.
Ricordiamoci poi che come ci sono capitali russi nelle banche occidentali, ci sono nelle banche russe miliardi di euro di asset appartenenti ad aziende europee (per es. UniCredit). La ritorsione sarebbe immediata. Se ci sono 300 miliardi di dollari di asset russi nelle banche europee, ci sono 300 miliardi di asset nostri nelle banche russe. Il gioco non vale la candela.
Il gioco non valeva la candela neanche per le 19 sanzioni alla Russia, che hanno colpito gravemente l’economia europea che ha dovuto comprare la stessa energia dagli USA a prezzi quintuplicati, mentre la Russia ha diversificato. Mosca ha riorientato le sue esportazioni di energia verso Cina e India, spesso vendendo petrolio a prezzi scontati per aggirare il price cap occidentale. Il risultato è stato che, mentre l’economia europea è andata in crisi (basta vedere il crollo disastroso della Germania), l’economia russa è balzata in alto mentre si rafforzavano i suoi rapporti con Cina e Iran. Attraverso paesi terzi (come Turchia, Kazakistan ed Emirati Arabi), la Russia è riuscita a continuare a importare molti beni occidentali, seppur a costi più elevati.
Le sanzioni promettevano di portare al collasso la Russia ma ciò non è stato. L’economia russa ha sorpreso, crescendo del 3,6% nel 2023 e tra il 3,2% e il 3,9% nel 2024, grazie all’aumento della spesa per la difesa e alla sostituzione delle importazioni.
Le politiche della Von der Leyen e della Kallas si sono rivelate dei boomerang pazzeschi a indicare il livello spaventosamente deficitario della coppia, a meno che la crisi dell’Europa non rientrasse nelle loro intenzionalità delittuose.
Nei fatti ogni scelta e decisione dell’UE è stata contro i popoli europei, come se un’idra avesse una testa che divora tutte le altre. Sarà che i loro fondi nei paradisi fiscali sono aumentati, ma certo non è molto brillante chi si ostini a difenderne la condotta, perché sarebbe come se un cittadino comune difendesse l’operato della cosca mafiosa che lo sottopone a pene usuraie.
Che l’Unione europea con Trump si sia sputtanata del tutto dovrebbe essere chiaro ma ancora nel nostro Paese persistono potenziali partiti suicidatari come la destra o il Pd che queste stesse politiche continuano ad appoggiarle.
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Il titolo del comm. è limitativo … non è trump semza limiti è l’america…se un uomo eletto dai suoi cittadini si comporta in questo modo vuol dire che il popolo che agisce in tal senso …non è un uomo solo è in buona compagnia.
Se poi ci mettiamo pure l’UE(italia com,presa) diventa il tutto “first America”…il padrone del mondo… che quindi salti pure tutto il pianeta!
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Come avrei voluto che il raid amerrigano fosse finito come in Hots shots 2!
Le special forces attaccano la residenza di sadd… maduro.
Altra battaglia tra amerigani e cattivi:
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