“Aiutiamo chi ripara e fa rinascere i paesi perduti. In quei Paesi si ritrova il fascino dell’Italia più autentica”

Le aree interne tornano ciclicamente al centro del dibattito politico, salvo poi essere rapidamente accantonate una volta chiuse le urne. È quanto sta accadendo anche dopo le recenti elezioni regionali, nonostante gli impegni pubblici assunti durante la campagna elettorale, che prevedevano un’attenzione specifica e persino l’istituzione di un Assessorato dedicato alle Aree Interne. Una promessa chiara, ribadita più volte, che ad oggi non ha ancora trovato alcun riscontro concreto.
In attesa di comprendere quali decisioni il Presidente Roberto Fico intenda assumere per le aree interne e per i piccoli borghi, sento il dovere – da amministratrice locale – di riportare con forza questa priorità al centro dell’agenda politica regionale e nazionale. Non per polemica fine a se stessa, ma per rispetto verso comunità che chiedono risposte e coerenza.
Lo ha ricordato con parole nette anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo al Forum nazionale delle aree interne:
«Bisogna fare di più. È un problema che riguarda un quarto dell’intera popolazione italiana. Un patrimonio di persone e luoghi che non possiamo arrenderci a vedere deperire o, peggio, scomparire».

I piccoli borghi dell’Appennino e delle aree interne, in particolare nel Mezzogiorno, continuano a perdere abitanti, opportunità e speranza. Per molti giovani l’unica prospettiva resta quella di andare via: per studiare, per lavorare, per costruirsi un futuro altrove. Questo non può essere considerato un destino inevitabile.
Per contrastare realmente lo spopolamento non bastano annunci o richiami generici. Serve l’intervento concreto delle regioni e una legge nazionale forte e strutturata, capace di intervenire in modo coordinato e incisivo. Le misure esistenti – dalla legge n. 158/2017 sui piccoli comuni alla Strategia Nazionale per le Aree Interne – hanno rappresentato segnali importanti, ma insufficienti rispetto alla gravità del problema.
Occorre un progetto di sistema, ispirato anche a esperienze europee di successo come la legge Malraux in Francia, che negli anni Sessanta consentì il recupero e la rinascita di piccoli centri attraverso fondi dedicati, incentivi e piani di riqualificazione organici. Un modello che dimostra come investire nei borghi significhi migliorare la qualità della vita dei residenti e creare nuove opportunità economiche e sociali.
Riqualificare i piccoli borghi vuol dire valorizzare ambiente, paesaggio, architetture e identità locali, ma soprattutto ricostruire un patto di fiducia tra istituzioni e territori.
Le aree interne non possono essere ricordate solo nei programmi elettorali. Meritano coerenza, scelte politiche chiare e il rispetto degli impegni assunti.
Fiorenza Ceniccola
Consigliere Comunale Forza Italia – Guardia Sanframondi