Il presidente alla leader: “Rischia una fine peggiore di Maduro”. Tensione con i nuovi vertici, che avvertono: “Difenderemo il greggio

(di Massimo Basile – repubblica.it) – NEW YORK – Una volta deposto il presidente Nicolás Maduro, gli Stati Uniti hanno scoperto quanto sarà difficile gestire la transizione di un Paese di 28 milioni di abitanti grande due volte la California. Il presidente Donald Trump ha dato un ruvido ultimatum alla vice di Maduro, Delcy Rodríguez, indicata dai vertici militari come la nuova presidente ad interim, dicendole che «pagherà un prezzo alto» se «non farà la cosa giusta». Cioè, se non lascerà che siano gli Stati Uniti a scegliere chi guiderà il Paese e non aprirà i rubinetti dei pozzi petroliferi per le grandi corporation americane.
Eppure solo ventiquattr’ore prima, i toni erano stati diversi. Trump aveva lodato la vice di Maduro: «In pratica lei vuole fare quello che noi riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande». A cambiare il clima sono state le prime dichiarazioni pubbliche di Rodríguez, che ha respinto l’ipotesi di un commissariamento americano e avvertito che il Venezuela «è pronto a difendere le sue risorse naturali». «Non saremo mai una colonia», ha aggiunto. Quello ha rappresentato il punto di non ritorno, che ha trovato una sintesi nel segretario di Stato, Marco Rubio, ribattezzato dal Washington Post “vicerè di Caracas”: «Non è la presidente legittima», ha dichiarato. «Ci sono persone che possono apportare effettivamente dei cambiamenti», ha spiegato, allontanando la data delle nuove elezioni, considerate «premature», e chiarendo che il periodo di transizione evocato da Trump avrà bisogno di tempi lunghi. Nelle stesse ore, la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem, in un’intervista a Fox News, ha confermato il cambiamento di clima: ha rivelato che il presidente aveva avviato «conversazioni molto concrete e molto chiare» con la vice di Maduro, ma senza aver ottenuto granché. Perché, ha aggiunto, Trump avrebbe poi detto a Rodríguez: «Puoi governare o puoi farti da parte. Non ti permetteremo di continuare a sovvertire la nostra influenza americana».
Lo sfruttamento del petrolio nel Paese con più giacimenti al mondo resta centrale. Lo stesso vicepresidente JD Vance ha indicato la linea degli affari: «Non permetteremo a un comunista di rubarci il petrolio nel nostro emisfero e senza fare nulla». Poco prima il tycoon aveva minacciato Rodríguez di fare la stessa fine di Maduro, mentre Rubio, anche lui coinvolto in una maratona di dichiarazioni pubbliche e interviste, non ha escluso altri raid in futuro. I toni celebrativi della conferenza di sabato a Mar-a-Lago, in Florida, davanti a mezzo governo, dopo l’operazione che aveva portato nella notte all’arresto di Maduro e della moglie, Cilia Flores, sono evaporati in fretta per lasciare posto a rabbia, minacce e incertezza, anche perché con il passare delle ore la situazione si è complicata.
Non c’è solo la posizione critica di Pechino, che vede in questa operazione un via libera per l’attacco a Taiwan. Ad alzare la tensione c’è anche il bilancio del raid americano, che si è aggravato. I guerriglieri colombiani dell’Esercito di liberazione nazionale hanno detto di essere pronti a unirsi a «tutti i patrioti, i democratici e ai rivoluzionari» per contrastare l’Imperialismo americano.
Intanto negli Stati Uniti la base Maga è spaccata: non vuole l’invio di soldati americani in Venezuela, ma Trump non esclude una presenza militare per proteggere gli interessi dei suoi donatori. L’idea del “presidente di pace” sembra ormai abbandonata. In meno di un anno dal ritorno alla Casa Bianca, Trump ha ordinato bombardamenti ovunque, dall’Iran alla Nigeria al Venezuela e ai Caraibi, e ieri è tornato a parlare della Groenlandia, in termini che hanno spaventato la Danimarca e gli alleati Nato: «Ne abbiamo bisogno per motivi di difesa», ha detto a The Atlantic. Oggi al Palazzo di Vetro si riunirà il Consiglio di sicurezza dell’Onu. Francia e Gran Bretagna chiederanno probabilmente chiarimenti alla delegazione americana sulle ultime affermazioni.
Ma mi faccia il piacere
(Di Marco Travaglio) – Trumponi. “In Venezuela un intervento difensivo e legittimo” (Giorgia Meloni, premier FdI, 3.1). Ma infatti: Maduro stava invadendo gli Stati Uniti d’America.
Sembra ieri. “Blitz Usa: preso Maduro”, “L’ex autista di bus cresciuto all’ombra di Chàvez e il partito ‘madurista’ fuori dal Venezuela. La fascinazione anche in parte della sinistra e del M5S” (Corriere della sera, 4.1). “Attacco Usa, catturato Maduro”, “Soprusi e caduta del dittatore delfino di Chàvez” (Repubblica, 4.1). “La liberazione”, “God bless America!”, “Il trionfo di The Donald”, “L’ora della libertà”, “L’asse del male subisce un colpo”, “Da Chavez a oggi: le amicizie pericolose dei 5Stelle” (Giornale, 4.1). “Tiranno caduto, sinistra in lutto” (Libero, 4.1). A proposito: com’era quella storiella dell’aggressore e dell’aggredito?
Quasi unicum. “Fa sorridere il ricorso al diritto internazionale di chi, come Putin, lo viola ogni giorno da quattro anni con una guerra criminale; e l’invasione dell’Ucraina resta un unicum in Europa dal 1945 in poi” (Goffredo Buccini, Corriere della sera, 29.12). A parte le nostre, si capisce.
Quasi esule. “Nel 2016 volevo trasferirmi negli Stati Uniti: avevo ottime offerte, ho sbagliato a non farlo” (Matteo Renzi, leader Iv, Sette-Corriere della sera, 2.1). Gli Stati Uniti comunque ringraziano.
Lezioni di italiano. “‘Il Referendum sarà in Primavera’. Cantano vittoria (ma di che?) Coloro che si oppongono e raccolgono le firme. Benvenga. Non c’è fretta. Il cambiamento spaventa è comprensibile. Sopratutto quando si chiamano i cittadini a dire la loro su un meccanismo di potere intoccabile” (Gaia Tortora, X, 30.12). Invece la grammatica e la sintassi sono toccabilissime.
Strepitoso successo. “Caro vita e liste d’attesa sempre più lunghe, poi tasse, lavoro sicurezza, gestione dell’immigrazione, guerra senza vie d’uscita e mancanza di futuro per i giovani: le emergenze che preoccupano il Paese” (Alessandra Ghisleri, Stampa, 29.12). Strano: dev’essersi scordata l’epocale cambiamento della separazione delle carriere.
Inciuccioli. “Il Pd? Gruppettari. Bisogna dare una casa agli elettori moderati di centrosinistra”, “Nel Pd prevalgono problemi di carriera personale rispetto al dibattito sulle scelte politiche” (Claudio Petruccioli, ex Pds, Dubbio e Libero, 24 e 30.12). Dài che così magari la destra ti richiama a presiedere la Commissione di Vigilanza e poi la Rai.
Lo stratega. “Secondo un sondaggio sull’orientamento degli italiani sulla guerra in Ucraina l’11% è pro Russia, il 32% pro Ucraina, il 57% è stufo o indifferente. Ebbene l’indifferenza è il sentimento che preferisce Putin o qualsiasi altro autocrate-macellaio, per agire indisturbato” (Augusto Minzolini, X, 30.12). Infatti, prima di agire, Putin consulta sempre i sondaggi sull’orientamento degli italiani.
Benebravobis. “Un cantiere chiamato Giubileo. Gualtieri: ‘Completati 121 interventi, ma continueremo a lavorare’. Il Comune alla fine utilizzerà il 96% dei fondi a sua disposizione” (Repubblica-Roma, 31.12). Wow: il Giubileo è finito, gli interventi ultimati sono 121 su 332, ma prima o poi terminano quasi tutti gli altri: per il Giubileo del 2050, se va di culo.
Gastone. “Fra Pd e M5S fine anno di gelo. E sulle armi Conte resta solo” (Domani, 31.12). “Guerini: ‘Il Pd dica basta a Conte. O con Kyiv o niente alleanza’” (Foglio, 3.1). A questo Conte càpitano proprio tutte le fortune.
Effetto boomerang. “Mattarella esorta i giovani: siate esigenti” (Corriere della sera, 2.1). Ma gli conviene?
Forza guerra. “A volte la guerra è necessaria. Succede che non la guerra ma le sue conseguenze diventino fattori di cambiamento e di progresso” (Corrado Augias, Repubblica, 29.12). Stare sulla Torre di Babele e non capirci una mazza.
Il titolo della settimana/1. “L’agenda di Renzi: ‘Come si smonta Giorgialand’” (Foglio, 29.12). Dal patto del Nazareno all’agendina Nazareno Gabrielli.
Il titolo della settimana/2. “Raccolta fondi per Hamas: a Centocelle spuntano 100mila euro in contanti” (Repubblica-Roma, 29.12). Invece a Duecentocelle ne spuntano 200 mila.
Il titolo della settimana/3 “Mafia, il boss camorrista rivela: “Portai voti a Procaccini”. L’europarlamentare FdI nega” (Repubblica, 30.12). Più che altro li procacciò.
Il titolo della settimana/4. “Kiev senza pace: la Russia punta solo alla vittoria” (Dubbio, 2.1). Strano, si pensava che puntasse anche alla sconfitta.
Il titolo della settimana/5. “L’Italia batte gli Houthi” (Messaggero, 30.12). Praticamente Totò contro Maciste.
Il titolo della settimana/6. “Le sberle di Sergio Mattarella ai finti pacifisti” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 31.12). Quelli veri bombardano la Serbia per 78 giorni.
Il titolo della settimana/7. “‘Soldi ad Hamas’: ora Hannoun trema. L’imbarazzo di Conte” (Giornale, 31.12). Uahahahahah.
I titoli della settimana/8. “La bussola di Mattarella”, “La scossa di Mattarella” (Repubblica, 2.1). Che usi una bussola elettrica?
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Un GRAZIE alla Redazione di Infosannio…..
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“Ora voglio la Groenlandia”
hahahahah
La Danimarca è stato ed è l’alleato più fedele e fanatico degli IUESEI, battuti solo ultimamente della nostra Fasci0-coatta, il loro risveglio è brusco, vediamo ora se esiste anche per lei l’aggredito e aggressore, e se riceverà SOLIDE solidarietà dagli altri paesi europei.
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E’ un giocatore di Risiko, ora vedremo se come obbiettivo ha i 24 territori…. ahahahahah…..
Mai più di oggi, è un mondo FOLLE.
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In questi anni la Danimarca è stata il paese dell’ Europa occidentale (cioè baltici e Polonia a parte) con la posizione più filo Biden, russofoba e bellicista. Non vedo l’ora che Trump invada la Groenlandia per godermi lo spettacolo…🤗
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non solo di Biden, ma di TUTTE le amministrazioni ‘Merikane dal dopoguerra ad oggi. Ha mandato formazioni militari in tutte le invasioni degli IUESEI, mandando anche reportage entusiaste delle operazioni in cui erano coinvolte. Qualche settimana fa ne ho vista una dall’Afghanistan, dove da una postazione in montagna sparavano verso a quelli che, dalle immagini concitate, sembravano pastori.
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Mi dispiace per quel popolo, come per qualunque altro, senza distinzione, ma la politica inetta , serva degli Usa e guerrafondaia a traino, ora si becchi in faccia sto boomerang : chi di aggressore/aggredito ferisce, di aggressore/aggredito perisce……chi semina vento raccoglie tempesta! Io preparo i popcorn! Gianni e Pinotto chiederanno chiarimenti! Ridicoli miserabili! L’ unica carta da giocarsi è che la secolare prepotenza americana , che non è nata con Trump, si riversi verso l’ Iran, insieme all’ alleato genocida comune…..ma da quelle parti son ca@@i, non è il Venezuela ne’ la Groenlandia ! Ecco come si arriva baldanzosi, una ca@@ata via l’ altra, alla terza guerra mondiale……
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Questi due giorni dalla presa di Maduro stanno confermando che gli USA navigano a vista: non hanno predisposto una strategia a lungo termine, non hanno preparato un dopo Maduro.
Hanno preso il puzzone ma ora rischiano che il Venezuela sprofondi nel caos, come successo in Libia, Afghanistan e dovunque l’aquila americana ha affondato gli artigli.
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Quanto detesto Augias ! È l’ esempio della falsità impersonificata . Non la guerra ma le sue conseguenze sono fonte di progresso … Cioè è come dire che un assassinio di massa come quello di Gaza è la causa di fortune per i produttori di armi che incrementando la ricerca comporterebbero dei vantaggi tecnologici successivi e la stessa cosa dicesi di un’ eventuale guerra dell’ EU contro la Russia le Cui conseguenze potrebbero essere dividersi il bottino dopo la sua sconfitta .Della serie Augias il progressista
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Per Augias l’unico esempio che vale è la II guerra mondiale che, una volta vinta, ha poi prodotto il boom economico italiano. Come dire, che ha fatto bene Hitler a invadere la Polonia e tutto il resto. Il fine ultimo (il progresso) giustifica i mezzi! Alé, dichiariamo guerra anche noi! I risultati arriveranno.
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Ora tocca alla Groenlandia… Chissà che dazi metterà il bullo platinato alla Danimarca.
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per non dimenticare i classici caxxi nostrani
Angelo D’Orsi: “Stupisce vedere dirigenti dell’Anpi difendere i nazisti di Azov”
Il professore Angelo D’Orsi denuncia il comportamento ambiguo di alcuni dirigenti dell’Anpi schierati al fianco dei neonazisti ucraini. “Credo sia il caso di non rinnovare la tessera…”
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L’Anpi imploderà nelle sue contraddizioni. Grazie anche a personaggi come Angelo D’Orsi.
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al rogo!!
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“L’ANPI ribadisce le sue chiarissime posizioni sul conflitto in Ucraina, la condanna dell’invasione russa, l’urgenza di operare per una soluzione negoziata del conflitto, la necessità di fermare la folle corsa al riarmo e respinge radicalmente qualsiasi accusa al Presidente della Repubblica che rappresenta l’unità nazionale.
In merito all’episodio avvenuto in una iniziativa promossa da una sezione dell’ANPI di Napoli e non condivisa dalla Segreteria nazionale, la prima cosa da fare è abbassare i toni.
Nei fatti, al termine di una affollatissima conferenza pubblica, è stato organizzato un flash mob di contestazione.
Abbiamo poi registrato un crescendo inaccettabile di strumentale rumore e di calunnie rivolte all’Associazione nazionale che respingiamo con sdegno, ma anche con amarezza, perché in qualsiasi polemica non dovrebbe mai sfuggire a personalità della politica e delle istituzioni il limite dell’offesa e della diffamazione.
L’ANPI, per sua natura e costituzione, considera un valore il pluralismo e la dialettica democratica: beni da salvaguardare, anche nei confronti più aspri.»
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
26 dicembre 2025
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hahahahahah
trovami uno solo della SEGRETERIA NAZIONALE ANPI, che abbia combattuto nella resistenza e che non sia stato iscritto alla DC.
Ridicoli poi che difendano il mozzarella, trattato come fosse un santino.
Flashmob?
hahahahah
mai visto un flashmob così movimentato
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hahahahahah. Ma quanto ridi?
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del fatto che hai i tatuaggi all’interno del cranio, oltre alla FIAMMA anche il Tryzub, almeno lo Slava parioli lo ha sul polso.
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spero che Augias incontri un energumeno. Dopo che questo lo ha menato gli dica “non è per le botte, ma per le conseguenze di esse che ti facciano impedire di dire caxxate”
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ormai è andato tutto in vacca, non resta che sedersi sul divano con un bel barattolo di pop-corn e vedere i bambocci euronati balbettare il nulla quando un paese nato (usa) prenderà il controllo della groenlandia, territorio di proprietà della corona danese altro paese della nato, le pazze risate, ecco, questo succede quando la logica dei due pesi e due misure raggiunge il limite del ridicolo e dello schifo, unica soddisfazione la caduta della foglia di fico che copriva malamente vergogne abominevoli
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Siamo oramai in un gran ginepraio. Non se ne esce. Quello che mi spaventano, sono tutte le armi che sono state messe in circolazione, buona parte di queste, molto probabilmente, fuori controllo…
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di Carlo Formenti
[…] … è opportuno porsi una domanda: se l’attacco fosse stato ordinato, invece che da Trump, da Biden o da un altro presidente democratico la reazione sarebbe stata la stessa, oppure staremmo assistendo a un coro di felicitazioni per il rovesciamento del “dittatore” Maduro e per la restaurazione della “democrazia” a Caracas? La domanda è ovviamente retorica, ma se chi mi legge avesse dubbi in proposito, gli consiglio di ricordare (se non è troppo giovane) quale è stata la reazione delle “democrazie” europee a tutte le aggressioni criminali perpetrate dagli Stati Uniti in Iraq, Afganistan, Libia, Serbia (occasione in cui siamo stati complici attivi). Trump raccoglierà comunque il plauso unanime delle destre di tutto il mondo, ma le critiche – un po’ meno radicali nel caso di PD e consimili – suonano francamente ipocrite, dettate più dal contrasto con le posizioni “politicamente scorrette” del bestione repubblicano che dalle sue strategie geopolitiche (tanto è vero che lo attaccano più per avere ritirato il suo appoggio incondizionato al regime neonazista di Kiev che per avere legittimato il genocidio perpetrato da Israele a Gaza…)
[…] La verità è che il diritto del più debole si è imposto solo dove e quando (Cina, Vietnam, Laos, Cambogia, Cuba e poche altre nazioni) l’aggredito è riuscito a dimostrasi più forte dell’aggressore (argomento impropriamente usato nel caso dell’Ucraina, ove si consideri che è stata proprio l’Ucraina a iniziare la guerra nel 2014, allorché dopo il golpe orchestrato da destre e Cia ha iniziato a massacrare la minoranza russofona). In conclusione: possiamo solo augurarci che il popolo venezuelano inizi una resistenza in stile vietnamita, in grado di infliggere all’aggressore perdite sufficienti a indurlo a pentirsi della propria imprudenza
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“(argomento impropriamente usato nel caso dell’Ucraina, ove si consideri che è stata proprio l’Ucraina a iniziare la guerra nel 2014, allorché dopo il golpe orchestrato da destre e Cia ha iniziato a massacrare la minoranza russofona)”.
Continua il valzer dei distinguo. Senza vergogna.
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Cerca di essere sincero: tu voterai per Calenda, vero? Io per i 5*. Solo per chiarezza delle posizioni, anche elettorali, davanti al “popolo” degli infosanniti curiosi.
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Gae! Cosa c’entra chi voto io? Cosa c’entra chi voti tu? A più di un anno dalle prossime politiche. Conosci i programmi in anticipo? Tu voti 5* a prescindere. Io no. Io spero si facciano le primarie del cosiddetto campo “progressista”. Conte, Schlein, Fratoianni, e chi vorrà. Pretendo però programmi chiari e concreti, non dichiarazioni d’intenti, su pace, riarmo, Europa, eccetera. Quello potrebbe essere un buon campo di prova per prendere delle decisioni.
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Gente che non conosce la storia del Donbas e della Crimea continuano ad equiparare Putin a Trump non riescono a togliersi la trave dagli occhi
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GI GI, spiegamela tu la storia della Crimea, avanti. Sono qui che aspetto.
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con te sono perle ai porci
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La Crimea fu una provincia degli zar dove di solito andavano a svernare con tutta la corte ,ma l’imperialismo britannico nel desiderio bulimico di essere padroni del mondo iniziò una guerra contro gli zar e l’Italia che nel 1800 e rotti cercava una legittimazione per la sua conquistata unificazione mandò uno squadrone di cavalleggeri secondo i desiderata di Camillo Benso conte di Cavour in aiuto degli zar
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Gi Gi il post era per Loguasto,
Il Regno di Sardegna mandò in tutto18.058 uomini (1.038 ufficiali e impiegati e 17.020 sottufficiali e soldati) e 3.496 cavalli) altissime furono le perdite, per malattia. Sono andati per sostenere l’impero ottomano contro la Russia in alleanza di Francia ed Inghilterra. Partirono tra Aprile e Maggio 1855 e tornarono tra marzo e giugno del 1856
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Si, d’accordo. Ma messa cosi sembra che la Crimea fosse russa per volere divino, e poi, come al solito, quei cattivi degli occidentali gli hanno scatenato la guerra contro. La Russia invece ha annesso la Crimea nel 1783, scippandola dal controllo dell’impero Ottomano che la deteneva dal 1475. (Khanato di Crimea). Se poi vogliamo andare ancora indietro, parte della Crimea è stata anche in mano genovese. La Storia è lunga e complessa. Giusto?
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e il Veneto? e Trento e Trieste? e Fiume e Capodistria? e più lontano nel tempo Cartagine?
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Scusa sai se ho dimenticato i particolari ma quando arrivi a 85 anni può capitare soprattutto se i tuoi cioè i miei studi furono tecnici poi siccome avendo iniziato a lavorare in fabbrica a 14 anni nella Torino operaia puoi capire perchè quando si parla di Russia ex U.R.S.S. la questione mi tocca nel mio intimo tant’è che ho nostalgia persino di Stalin e il famoso detto tra gli operai “addaveni’ baffone “
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GI GI dovresti controllare meglio la cronologia della conversazione, hai postato sulla mia risposta a LOguasto.
Da torinese dovresti conoscere a menadito la storia del regno sabaudo, la professione non implica che tu non la devi conoscere, da buon stalinista il motto era: superare le divisioni di classe e l’ideologia borghese con l’istruzione.
“Adda venì Baffone” era un’espressione napoletana del dopoguerra ad indirizzo di Stalin, considerato il liberatore della Russia, ignorandone tutto il resto.
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cme per la crimea vai a leggerti il Trattato di Iași (1792)
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Via su, dicci i distinguo israeliani ed americani….quasi un secolo di distinguo , ma conto sulla tua capacità! Nelle ultime partite del campionato mondiale criminale democrazia batte dittatura 2 a 1, con un buon risultato anche nei precedenti incontri…..la coppa della terza guerra mondiale è l’ ambito premio ! E speriamo sia definitiva con totale estinzione del genere umano: na’ vergogna per l’ intero pianeta!
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Come cosa c’entra che voto io? Io non so proprio chi votare, ma sapendo chi voti tu, ho ben chiaro chi NON votare……mai frequentato compagnie sbagliate manco da adolescente! E con l’ età tendo ad essere selettiva, anzi direi prossima all’ isolamento come prova generale dell’ appuntamento in cui ognuno si presenterà da SOLO! I programmi chiari e concreti? Ma non lo vedi che il mondo sta esplodendo? Che se non viene fermata questa deriva di dementi, con le tifoserie di idioti al seguito, non porti a casa nemmeno il programma del caffè di domani mattina a colazione?
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Com’era quel ritornello sull’erba voglio?
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Scusate ma vedo spesso l’aggettivo ” alleato” ma il vero significato pratico quale è?
Si va insieme ,si concorda un programma , ci si aiuta a vicenda o cos’altro?
Perchè forse l’italia è ancora un alleato in ragione di quella “liberazione”?
Ma non abbiamo già pagato e stiamo pagando per quella liberazione e a che prezzo?
E allora che ca@@o di alleanza si tratta se ne dipendiamo ancora in modo esclusivo?
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Infosannio, non si potrebbe fare un post “libero”, solo per i commenti vari (e lì si potrebbe mettere anche quello di Travaglio, così si trova subito, magari postato con account diversi, così da evitare cazziatoni dell’autore)?
Il problema del sito è che fornisce articoli vari soprattutto italiani, in un contesto in cui la stampa è ormai colonizzata dalla propaganda, e sono più interessanti i commenti degli articoli. Fra l’altro almeno prima c’era l’autore dell’articolo sotto il titolo, ora no, per cui rischi di aprirlo e scoprire che è di serra o del corriere o di repubblica o o del foglio o di gramellini …: orrore! E altri magari di autori interessanti vanno persi. Non mettere il nome in vista potrebbe essere un invito a leggere anche i pareri diversi, ma ormai i “giornalisti” non hanno più pareri personali, solo veline da ritrasmettere, quindi esercizio inutile e tempo perso ….
Basato sugli articoli di una stampa degenerata degenera anche il sito, suggerisco di cercare autori alternativi ai propagandisti, e i propagandisti di tagliarli proprio, perchè abbassano la qualità del sito, specie se in maggioranza.
Nel merito del post: secondo me la Groenlandia è un diversivo per distrarre (come la attacchi? E’ inverno …), e gli aerei che si stanno spostando verso l’atlantico potrebbero essere destinati all’Iran, come è già successo. Il Venezuela invece sono proprio curioso di vedere come evolve, perchè non lo hanno conquistato manco per niente, hanno solo rapito il presidente, ma è subentrato il vice, l’esercito non si è rivoltato … un paese per conquistarlo devi occuparlo fisicamente, o comprarti il governo (tipo europa), e per ora gli USA a parte le fanfaronate non hanno fatto nè l’una nè l’altra cosa.
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Concordo! Si parla di Groenlandia, ma si pensa all’ Iran…..che e’ pronto, anche se la propaganda dice il contrario, con le manifestazioni contro il regime ecc….un paese che viene attaccato si ricompatta! Punto! Non è su questo, la resistenza del paese aggredito su cui si è costruita la retorica dell’ Ucraina? Vale anche per gli altri, anche se non ci piacciono come i nazionalisti nazisti ucraini!
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non hanno bisogno di conquistare il venezuela, basta controllarlo tramite un presidente fantoccio, credo che il messaggio sia diretto ai brics e alla cina che facevano e hanno progetti futuri di scambi senza usare il petroldollaro, ovvero la minaccia esistenziale agli usa, quindi castigarne uno per educarne cento
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Per ora il fantoccio disponibile non c’è però, e la Machado è una fantoccia dem credo, quindi ai rep non va bene (poi ha rubato il nobel a trump …). La mia impressione è che si siano buttati a prendere Maduro senza però avere pronto un piano per il dopo. Ora al posto di Maduro c’è la vice, il governo resta quello, l’esercito non si è rivoltato … non so, sono curioso di vedere come si muoveranno gli USA, perchè ad ora il paese mi sembra tutt’altro che vinto, e ci sono già fiumi di persone in strada a chiedere che Maduro venga liberato, come per Chavez a metà anni 90.
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si, in effetti potrebbe essere un buco nell’acqua questa operazione mafiosa di al trampone, vedremo gli sviluppi, nella peggiore dell’ipotesi potrebbe rivelarsi un altro vietnam e li saranno veramente uccelli amari
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Canta il pel di carota Voglio l’ erba voglio, voglio avere un quadrifoglio sopra il prato del giardino di moquette 🤔
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Capitoooooooo?
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Mitici Gatti…
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