Raid anglo-francese contro un presunto bunker dell’Isis nella zona di Palmira

(ANSA) – ROMA, 04 GEN – Parigi e Londra tornano a bombardare la Siria a dieci anni dal loro coinvolgimento diretto nella Coalizione anti-Isis a guida Usa, con un raid congiunto contro presunti obiettivi dello Stato islamico nell’area di Palmira, nel centro del paese.

Una zona già teatro, lo scorso dicembre, dell’uccisione di due militari statunitensi e di un interprete civile da parte di un non meglio definito “lupo solitario” dell’Isis, indicato anche come membro delle nuove forze governative.   

Il ministero della difesa britannico ha annunciato che le aviazioni militari di Regno Unito e Francia hanno condotto nella notte un’operazione congiunta contro un deposito di armi “sospettato di essere utilizzato” dall’organizzazione jihadista sulle montagne a nord di Palmira. Secondo Londra, sono stati colpiti “numerosi tunnel che conducevano alla struttura”.

Le autorità britanniche hanno precisato che l’area era “priva di insediamenti civili” e che tutti i jet sono rientrati senza danni. Il ministro della difesa John Healey ha rivendicato l’operazione come prova della determinazione del Regno Unito a “impedire qualsiasi ritorno dell’Isis e della sua ideologia violenta in Medio Oriente”.   

Il raid si inserisce in una fase di rinnovata pressione militare su un gruppo jihadista mai realmente sconfitto, nonostante oltre dieci anni di operazioni della Coalizione a guida Usa e gli sforzi antiterrorismo condotti anche da Russia e Iran.

Analisti locali affermano che la nuova iniziativa militare di Stati Uniti, Regno Unito e Francia in Siria risponde alla volontà di espandere le rispettive zone di influenza dopo il mutamento degli equilibri regionali, segnato dall’uscita di scena di Mosca e Teheran e dalla dissoluzione del regime dinastico degli Assad più di un anno fa.

Prima di Capodanno, il comando centrale statunitense aveva riferito di circa 25 miliziani dell’Isis tra uccisi e catturati dopo un’ampia operazione della coalizione condotta il 19 dicembre in Siria. Secondo Washington, i raid avevano distrutto diversi nascondigli e depositi di armi e miravano a impedire al gruppo di riorganizzarsi nelle vaste aree desertiche del paese.