Dal caso del consulente Bellavia alle stragi, il centrodestra attacca. Èd è scontro su «Report». Parla l’ex dipendente indagata: dal commercialista falsità

(di Cesare Zapperi – corriere.it) – Un nuovo polverone investe Report. A poche ore dalla messa in onda della puntata di ieri sera dedicata alle stragi mafiose (e alle presunte collusioni con il sistema istituzionale) si accende lo scontro politico. I partiti di governo vanno all’attacco della trasmissione di Sigfrido Ranucci tirando in ballo Gian Gaetano Bellavia, commercialista e consulente di numerosi pubblici ministeri oltre che del programma di Rai3, depositario di milioni di file su personaggi della politica e dell’imprenditoria. Lega e Forza Italia chiedono alla magistratura e al governo di intervenire per fare chiarezza e, eventualmente, prendere i provvedimenti più opportuni. Ma Pd, Movimento 5 Stelle e Avs denunciano il tentativo di sollevare un polverone strumentale per mettere a tacere il giornalismo investigativo (e in particolare, Report) per evitare di parlare di dossier più scottanti. Come, appunto, quello sulle stragi di mafia e le «piste nere».
Il capogruppo al Senato di FI Maurizio Gasparri denuncia: «Diffondendo colloqui investigativi, Ranucci, Report e la Rai commettono una illegalità. In secondo luogo, negano una verità affermata dal Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, De Luca, in commissione antimafia, dove erano presenti anche esponenti della sinistra che hanno sentito con chiarezza le parole di un magistrato serio, che ha detto che talune “piste nere” inventate ed alimentate da certi programmi e dai suoi sodali politici e non, valgono “zero tagliato”. E che alcuni collaboratori di giustizia hanno diffuso bugie soltanto per avere un compenso. Ma i compagnucci negano questa verità. Ranucci diffonde teorie infondate e chiama in sua difesa la solita compagnia di giro».
Il giornalista replica: «Il senatore Gasparri con le sue agenzie sta cercando di fermare l’inchiesta sulle stragi di mafia». Report ha comunque mandato in onda gli audio rimasti per circa 20 anni segreti. File in cui Alberto Lo Cicero, autista del boss Mariano Tullio Troia, parla della presenza di Stefano Delle Chiaie, leader di Avanguardia Nazionale, a Capaci, e di sopralluoghi pochi giorni prima della strage dove è stato posto l’esplosivo. Controreplica di Gasparri: «Mi segnalano un post minaccioso di Ranucci. Nessuna minaccia mi farà tacere e nessun post renderà vere le bugie di Report. Quando la magistratura, vedi Caltanissetta, smentisce le bugie, non conta per gli ipocriti».
Anche la Lega, con i suoi parlamentari della commissione di Vigilanza, attacca: «C’è un patto sotterraneo tra Bellavia, procure e il programma televisivo? Va accertato il prima possibile. Noi siamo stati vittime di questo congegno, spiati e infangati senza prove (il riferimento è ad alcuni file su Alberto Di Rubba, tesoriere leghista, ndr)».
Per le opposizioni gli interventi dei partiti di governo sono strumentali perché arrivano prima di una puntata di Report dedicata alle stragi mafiose. «Di cosa hanno paura?» si chiedono gli esponenti del M5S in Vigilanza. «In un Paese normale chi siede in Parlamento dovrebbe essere interessato a conoscere fino in fondo la verità, non a screditare chi prova a raccontarla». Dello stesso avviso i colleghi di commissione del Pd: «Il timore della libertà di informazione e del giornalismo d’inchiesta li spinge ad agire come censori preventivi. Siamo davanti all’ennesima evidenza di come il sistema democratico e la libertà di stampa risultano davvero indigesti al governo Meloni». Per Angelo Bonelli (Avs), infine, saremmo di fronte a «un’operazione politica di intimidazione degna dei regimi illiberali».
Quanto a Bellavia, la sua denuncia nei confronti di una ex collaboratrice di studio, accusata di accesso abusivo a sistema informatico, ha sollevato il velo sulla vasta quantità di materiale informatico riservato in possesso di Bellavia. Secondo i legali della donna sotto accusa le affermazioni del commercialista sono «di estrema gravità, oltre che del tutto inveritiere».
VIDEO: “REPORT” SULLA PISTA NERA NELLE STRAGI DI CAPACI E DI VIA D’AMELIO
Carissimi politici perchè non andare a fondo e vedere se le cose sono inventate o vere?
E’ compito della magistratura o della Commissione?
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Il capogruppo al Senato di FI Maurizio Gasparri denuncia: «Diffondendo colloqui investigativi, Ranucci, Report e la Rai commettono una illegalità. In secondo luogo, negano una verità affermata dal Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, De Luca, in commissione antimafia, dove erano presenti anche esponenti della sinistra che hanno sentito con chiarezza le parole di un magistrato serio, che ha detto che talune “piste nere” inventate ed alimentate da certi programmi e dai suoi sodali politici e non, valgono “zero tagliato”. E che alcuni collaboratori di giustizia hanno diffuso bugie soltanto per avere un compenso. Ma i compagnucci negano questa verità. Ranucci diffonde teorie infondate e chiama in sua difesa la solita compagnia di giro».
Domanda: ma che abbiamo fatto di MALE per meritarci GASPARRI nella vita pubblica?
PERCHE?”!?!?!!?!?!?
Uno che già salvò Mediaset inventandosi quella cagata del Digitale terrestre.
E’ stato beccato con interessi con l’intelligence israeliana, o ricordo male?
E parla, parla, parla, con il cordiale e la carota in mano.
Agli inferi spero che esistano laghi di sputo che li attendono.
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Il cordiale non so, ma la carota so benissimo dove se la dovrebbe mettere…
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Avete notato come tutte le frenesie di privacy inventate da certi esponenti di primissimo piano del governo siano svanite per incanto quando si è trattato di ” sbattere in prima pagina” il primario corrotto dell’ospedale di Roma e il palestinese che mandava soldi ad Hamas ? Foto, filmati, registrazioni, nomi e cognomi, dettaglio degli eventi, luoghi e date, interviste agli inquirenti etc.ra. Non avrebbero dovuto essere tutti innocenti fino al terzo grado di giudizio ? Che tragiche buffonate di macchiette.
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