L’ex-capo dell’intelligence militare venezuelana può incastrare Maduro nel processo sul narcotraffico. L’ex dittatore oggi davanti ai giudici federali

(editorialedomani.it) – Nicolás Maduro, l’ex dittatore venezuelano, potrebbe essere chiamato a rispondere davanti alla corte federale di New York già oggi con l’accusa di narcoterrorismo, traffico di droga e altri reati gravi. Il presidente Donald Trump ha annunciato che Maduro sarà portato a New York per essere processato dopo essere stato catturato nel raid a Caracas che ha sconvolto il mondo.

Trump ha ripetutamente accusato Maduro di collaborare con i cartelli della droga per facilitare il flusso di sostanze stupefacenti illegali verso gli Stati Uniti. Accuse che l’opinione pubblica e non solo ha accolto con scetticismo. 

Ma il caso giudiziario che collega Maduro al traffico di droga potrebbe essere molto più solido di quanto si pensi.  Secondo Newsweek,  gli inquirenti potrebbero avere «un supertestimone» chiave nel processo contro l’ex-leader del Venezuela: si tratterebbe di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex-capo dell’intelligence militare venezuelana, detto il “Pollo” che ha successivamente rotto con Maduro e ha trovato rifugio in Spagna, dove è stato arrestato ed estradato negli Usa. Incriminato per narcotraffico, nel giugno scorso Carvajal si è riconosciuto colpevole di reati che prevedono l’ergastolo, analoghi a quelli ora contestati allo stesso Maduro, ed è stato annunciato un patteggiamento fra l’imputato e il pubblico ministero. La sentenza nei suoi confronti deve ancora essere emessa.

Secondo Newsweek, l’ex-capo dell’intelligence, sospettato di lavorare per la Cia, sa molte cose su Maduro. Potrebbe dunque testimoniare contro di lui, prima che il caso giudiziario in cui è coinvolto si chiuda. 

In particolare, il nome del “Pollo” è legato anche all’Italia e cioè alla storia del presunto finanziamento illecito ricevuto dal Movimento Cinque Stelle nel 2010 dal governo venezuelano di Hugo Chavez. Fu proprio Carvajal a depositare un memoriale in cui confermava la dazione del denaro, accusando il fondatore Gianroberto Casaleggio di averla incassata. Da qui l’apertura di un’inchiesta sui finanziamenti illeciti. I giudici tuttavia hanno ritenuto falso il memoriale del “Pollo”, accertandone nel 2024 «la natura diffamatoria dell’onore e della reputazione di Gianroberto Casaleggio» scomparso nel 2016.