Lo storico: “La leader FdI per salire sul carro trumpiano ha dato una risposta inadeguata Maduro ha portato stato sociale in un Paese difficile. Ora siamo al disordine assoluto”

Franco Cardini

(di Concetto Vecchio – repubblica.it) – ROMA – Franco Cardini, storico e intellettuale considerato di destra, che giudizio dà del blitz di Trump a Caracas?

«Trump è un cialtrone, un disintegratore del diritto internazionale. Spero che lo destituiscano».

Non è aria.

«Forse non ci si rende conto che sta minacciando tutti i Caraibi, si vuole prendere pure la Groenlandia».

Giorgia Meloni ha definito il colpo di Stato legittimo.

«Ha scelto di salire sul carro trumpiano. Il proprietario di un grattacielo che si muove come un Paperone…».

Ma dire che è legittimo?

«Anche Macron ha detto che i venezuelani sono stati liberati da un dittatore, una cosa se possibile ancora più scandalosa».

Ma io le ho chiesto di Meloni.

«Vede, qualsiasi analisi men che indignata è semplicemente inadeguata, visto che siamo alla legge della foresta. Qui la mia amica Meloni non dice come in Ucraina che c’è un aggressore e un aggredito».

Maduro non è un dittatore?

«Ma pure Churchill o De Gaulle, non lo erano a loro modo?».

Beh, insomma.

«Le buone democrazie hanno sempre avuto i loro dittatori. Non si può dividere con l’accetta la democrazia dalla dittatura. Maduro era un dittatore? Perché Trump che idea ha della democrazia? Da uno così ci si può aspettare di tutto a questo punto».

Maduro ha truccato le elezioni.

«Ma non è l’unico che l’ha fatto. Qui non si parla più nemmeno di una difesa preventiva per giustificare il colpo di Stato, che già sarebbe una definizione enorme, si parla addirittura di legittima difesa».

Diranno Cardini l’anti imperialista.

«Mi hanno dato del fascista, del cattolico organico, dello stalinista come il mio amico Canfora, anarchico comunista come Moni Ovadia. Mi prendo quest’altra decorazione».

Perché difende Maduro? Cosa ha fatto di buono?

«Ha portato un minimo di Stato sociale, che non è poco, un Paese difficile come il Venezuela».

Perché è stato deposto?

«Per il petrolio. Alla fine tutto ruota attorno al petrolio. La prima potenza mondiale non può non averne l’egemonia».

E poi?

«Poi non ha voluto fare la volontà degli Stati Uniti, questa cosa Trump non gliel’ha perdonata. Gli ha detto: “Io ti taglio le gambe”».

Chi sarà il prossimo?

«Penso l’Iran».

Cosa la preoccupa?

«Sono saltate tutte le difese del multilateralismo. Nessuno ha detto agli Usa di fare i carabinieri nel mondo. Siamo al disordine completo, assoluto».

Bonelli ha definito Trump un pirata.

«Ho 85 anni e da ragazzo ho molto amato Sandokan che mi ha aperto le porte dell’adolescenza. No, Trump è molto peggio. Quello che ha fatto è un crimine internazionale».