La premier, unica tra i leader Ue, giustifica subito l’intervento: “Regime mai riconosciuto”. Schlein e Conte: “Chieda di rispettare il diritto”. Verso informativa del governo alle Camere

(di Tommaso Ciriaco – repubblica.it) – ROMA – Non può dire tutto quello che pensa, ma ci va assai vicino. Giorgia Meloni, in vacanza fino a ieri a Madrid e ospite in casa della famiglia del leader dell’estrema destra spagnola di Vox Santiago Abascal, assicura una copertura politica totale all’arresto di Nicolás Maduro ordinato da Donald Trump. Lo fa come nessuno si spinge a fare in Europa, dove anzi si accumulano condanne o dichiarazioni attendiste: tra i big, è l’unica a sposare in pieno la nuova dottrina americana. «Coerentemente con la storica posizione dell’Italia – è la linea che la premier detta attorno alle 17, a dieci ore dal blitz – il governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico».
È la tesi trumpiana in purezza, ma qualcosa non va nel verso giusto. Meloni decide infatti di parlare poco dopo le prime parole rilasciate dal presidente americano a Fox News, ma prima della conferenza stampa in cui Trump stupisce il mondo annunciando che gli Stati Uniti governeranno il Venezuela fino al termine della transizione e gestiranno le compagnie petrolifere del Paese. È un cambio di passo, ma a quel punto la tempistica incauta rende impossibile alla leader mostrarsi più prudente.
L’adesione alla linea della Casa Bianca smarca Roma dal tradizionale posizionamento, sempre attento a richiamare il primato del diritto internazionale. Pesano forse anche gli ingenti interessi italiani sul fronte petrolifero in quell’area. Meloni, in ogni caso, non mostra dubbi. E anzi, alcuni silenzi delle ultime settimane sono stati semmai motivati dalla cautela necessaria per provare a chiudere il caso del rapimento del cooperante Alberto Trentini.
Si espone dunque a metà pomeriggio, quando il governo francese ha già fatto sapere di considerare una «violazione del diritto» il blitz americano (a sera, Emmanuel Macron sarà meno netto). Meloni sostiene sostanzialmente il contrario, con parole meno “calde” soltanto di Israele, la più entusiasta per l’incursione di Washington. «L’Italia – fa sapere Palazzo Chigi, con un comunicato ufficiale che riassume la linea di Meloni – ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui auto-proclamata vittoria elettorale l’Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto». Segue il già riportato distinguo tra un’azione militare esterna, da cui prendere le distanze, e un atto di natura difensiva in una guerra ibrida al narcotraffico, da sostenere come fa l’Italia. La linea, elaborata nelle ultime ore, punta ad assicurare una veste giuridica che non esponga (troppo) Roma rispetto al resto dei partner. Se infatti si considera che anche la Cdu tedesca condanna fermamente l’azione – e perfino Matteo Salvini non si sbilancia, limitandosi a far sapere che segue gli eventi – si comprende la portata della scommessa diplomatica di Palazzo Chigi. Sullo sfondo, come detto, pesa il caso di Trentini. La premier fa sapere di seguire con «particolare attenzione la situazione della comunità italiana in Venezuela, la cui sicurezza costituisce la priorità assoluta del governo». Resta il fatto che la presidente del Consiglio si schiera comunque saldamente al fianco di Trump. La destra italiana, e Fratelli d’Italia in particolare, coltivano da sempre rapporti stretti con i dissidenti venezuelani. Nel dicembre del 2024 era stato l’attuale capodelegazione meloniano all’Europarlamento, Carlo Fidanza, a suggerire per primo l’idea di consegnare il premio Sacharov alla leader dell’opposizione María Corina Machado, un anno prima del conferimento del Nobel.
In queste ore, intanto, il governo valuta di presentarsi in Parlamento per riferire della crisi. E le opposizioni criticano la linea della presidente del Consiglio. Elly Schlein definisce «grave» la posizione del governo, premendo per esporsi a favore del «diritto internazionale». E anche Giuseppe Conte critica la leader, invitandola a «condannare l’attacco».
Pronti a difendere il venezuela dagli USA … come del resto in Ucraina…coerenza vorrebbe…grandi alleati esportatori di democrazie acon le bombe!
"Mi piace""Mi piace"
"Mi piace"Piace a 1 persona
Sulle dichiarazioni questa, mio malgrado, PdC stenderei un velo impietoso….!!! ogni parola che potrei scrivere risulterebbe semplicemente superflua….
"Mi piace""Mi piace"
Cavolo, se la carciofara burina crede DAVVERO che gli USA abbian fatto bene a invadere il Venezuela, riproponendo una nuova versione del ritornello “invasore/invaso”, allora almeno abbia la decenza di non rubar… ehm, di non chiederci soldi per l’Ucraina, visto che siamo alla canna del gas… Coerenza, quel minimo, dico. 🤦🏻♂️
"Mi piace"Piace a 1 persona
bene se gli IUESEI devono difendersi dall’agnello che gli sporca l’acqua,
allora mi aspetto riunione dei “volenterosi” contro il Venezuela.
"Mi piace""Mi piace"
Un servilismo a livelli così alti che solo per un’ attimo il ciccione flaccido pel di carota se ferma de scatto sora Giorgia glie’ entra indardove con tutte le scarpe 🤔
"Mi piace""Mi piace"