PROTESTE DAVANTI LA CASA BIANCA E IN 70 CITTÀ USA CONTRO BLITZ IN VENEZUELA

(ANSA) – C’e’ anche un’America che scende in piazza per protestare contro l’operazione militare di Donald Trump in Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie. Più di cento persone si sono radunate fuori dalla Casa Bianca nel pomeriggio, tenendo cartelli gialli con la scritta “no alla guerra degli Usa in Venezuela”, “no sangue per il petrolio”, “Usa, mani fuori dall’America Latina”.
I manifestanti hanno cantato e sventolato bandiere venezuelane. Alcuni oratori hanno messo in guardia contro l’intervento degli Usa in generale, citando Iraq e Afghanistan. Il presidente però si trova a Mar-a-Lago. La manifestazione a Washington, organizzata dal Partito per il Socialismo e la Liberazione, fa parte di un’ondata di proteste che si svolgono in oltre 70 città degli Stati Uniti.
A New York una folla si è radunata a Times Square, davanti all’Ufficio di reclutamento dell’esercito Usa, con cartelli contro la guerra in Venezuela. A Boston i manifestanti hanno scandito “Basta sangue per il petrolio / Mani lontane dal suolo venezuelano” e hanno tenuto cartelli con scritto “Il problema non è il Venezuela. È l’Impero” e “No alla guerra in Venezuela”.
A Minneapolis una folla ha sfidato il freddo per protestare, sventolando la bandiera venezuelana e mostrando cartelli con la scritta “Libertà per il presidente Maduro”. Proteste più piccole si sono svolte anche ad Atlanta, mentre altre a Chicago e Los Angeles sono previste per questa sera.
SENATORE DEM PROPONE VOTO PER STOP ATTACCHI A VENEZUELA SENZA OK CONGRESSO
(ANSA) – Il senatore dem Tim Kaine ha annunciato che la prossima settimana promuoverà un voto per bloccare ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l’approvazione del Congresso, a seguito dell’operazione del presidente Donald Trump per catturare il presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Kaine, finora incapace di convincere il Congresso a fermare le operazioni militari di Trump in America Latina, ha definito la mossa di rimuovere Maduro senza autorizzazione congressuale “un ritorno nauseante a un’epoca in cui gli Stati Uniti si arrogavano il diritto di dominare” l’emisfero occidentale.
“La mia risoluzione bipartisan, che stabilisce che non dovremmo essere in guerra con il Venezuela senza una chiara autorizzazione del Congresso, sarà sottoposta a voto la prossima settimana”, ha detto Kaine. “Siamo entrati nel 250/mo anno della democrazia americana e non possiamo permettere che degeneri nella tirannia da cui i nostri fondatori hanno combattuto per liberarsi”.
MAMDANI, HO CHIAMATO TRUMP PER CRITICARE L’OPERAZIONE IN VENEZUELA
(ANSA) – Zohran Mamdani, il nuovo sindaco di New York, ha telefonato al presidente Donald Trump sabato per esprimere personalmente la sua contrarietà agli attacchi condotti dagli Stati Uniti in Venezuela e alla cattura del suo leader, Nicolás Maduro.
“Ho chiamato il presidente e ho parlato direttamente con lui per manifestare la mia opposizione a quest’azione”, ha dichiarato Mamdani durante una conferenza stampa su un argomento non correlato, aggiungendo di aver detto a Trump di essere “contrario a un tentativo di cambio di regime e alla violazione del diritto federale e internazionale”.
Il sindaco si è rifiutato di commentare la risposta del presidente, nonostante le insistenze dei giornalisti. I suoi collaboratori hanno affermato che Mamdani aveva effettuato la chiamata nel primo pomeriggio di sabato e che la conversazione era stata “breve”. “Ho espresso la mia opposizione, l’ho chiarita e la questione si è conclusa lì”, ha affermato Mamdani.
Il 3 gennaio 2020, su ordine di Trump, un attacco missilistico all’aeroporto di Baghdad uccise il generale Qasem Soleimani. Questo attacco innescò una lunga serie di eventi che portarono a un grave indebolimento dell’ “asse di resistenza sciita” in Medio Oriente e a una guerra di 12 giorni tra Israele e l’Iran.
Il 3 gennaio 2026, su ordine di Trump, le forze armate statunitensi hanno attaccato il Venezuela e rapito il suo presidente e consorte.
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🔴Donald Trump ha fatto una serie di importanti dichiarazioni riguardanti il Venezuela, ma le più significative non riguardano nemmeno il Venezuela stesso—ma riguardano la Cina e la Russia.Trump ha letteralmente detto: “Il leader cinese chiuderà la bocca e comprerà petrolio da noi, e non ho paura affatto del leader russo; non credo che questa sia una sua preoccupazione. Lascia che si occupi dell’Ucraina.”
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Mi auguro che i DEM americani si sveglino al piu’ presto……!!!!!
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