Soddisfazione per una decisione che valorizza qualità, sicurezza alimentare e competitività dell’export, con ricadute positive per le imprese del Sannio

Accolgo con soddisfazione la recente decisione del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti di rivedere al ribasso le aliquote antidumping previste per la pasta italiana, riducendo fortemente i dazi che, nella proposta iniziale, avrebbero gravato in modo insostenibile sulle esportazioni italiane verso il mercato USA.

Da Dottore in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia, consapevole di cosa significhi produrre pasta di qualità: selezione delle semole di grano duro, controllo dei parametri reologici dell’impasto, gestione dei cicli di essiccazione e attenzione costante alla sicurezza alimentare. Non si tratta di dettagli, ma di elementi che determinano tenuta in cottura, digeribilità, stabilità nutrizionale e valore sensoriale del prodotto finale.

La revisione dei dazi USA rappresenta, a mio avviso, un segnale chiaro: non tutte le paste sono uguali e non possono essere trattate come tali. Ridurre l’impatto tariffario significa permettere al mercato di premiare chi investe in qualità, filiera e innovazione, evitando una competizione basata esclusivamente sul prezzo.

Questo quadro offre prospettive positive anche per le industrie della pasta del Sannio, un territorio che esprime competenze tecniche elevate, impianti moderni e una forte integrazione tra tradizione e tecnologia. Le aziende sannite sono pienamente in grado di competere sui mercati internazionali grazie a parametri oggettivi come contenuto proteico, qualità del glutine e costanza produttiva.

Continuerò a sostenere politiche che tutelino il Made in Italy agroalimentare e che valorizzino le eccellenze territoriali, convinto che qualità alimentare, sviluppo economico e cultura gastronomica debbano procedere insieme.