
(dagospia.com) – Ha ragione il “New York Times”: l’attacco degli Stati uniti al Venezuela, con un bombardamento a tappeto su Caracas e sui tre stati di Miranda, Aragua e La Guaira, è “poco saggio”.
Il quotidiano, a differenza di Trump e dei suoi scherani, ha buona memoria e innanzitutto ricorda come siano spesso finiti malissimo i tentativi degli americani, a suon di bombe, di imporre un regime change alle più disparate latitudini. L’esempio più drammatico porta all’Afghanistan, dove una guerra ventennale per cacciare i talebani, iniziata il 7 ottobre del 2001, si è conclusa nel 2021 con il frettoloso quanto imbarazzante ritiro dei soldati americani, mentre a Kabul proprio i redivivi talebani riprendevano il potere, tra lo sgomento della popolazione civile.
L’attacco su territorio venezuelano, con tanto di raid della Delta Force per prelevare nel sonno il presidente-dittatore Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores, senza dubbio porta nelle casse di Trump alcuni risultati immediati.
E’ vero che senza Maduro a spadroneggiare a Caracas, Trump puo’ finalmente mettere le mani sul petrolio venezuelano, vera ragione dell’intervento militare di Washington (altro che lotta ai narcotrafficanti!). Tant’è vero che i raid americani si sono ben guardati dal colpire le strutture per la produzione e la raffinazione del petrolio della compagnia energetica statale venezuelana “Pdvsa”.
Non solo. Trump, avendo gli occhi ben puntati sui barili di oro nero, ha immediatamente rivendicato il “successo” dicendo chiaramente: “Ora gli Usa saranno fortemente coinvolti nell’industria petrolifera del Venezuela”. Poi ha rassicurato la Cina, uno dei principali acquirenti di greggio da Caracas, sulle future forniture, atteggiandosi a padroncino dei pozzi: “Ho buoni rapporti con Xi Jinping. Otterranno il petrolio”.
Inoltre, rimosso il detestato socialista Maduro, Trump potrebbe piazzare alla guida del Venezuela la sua fan e alleata Maria Corina Machado, premio Nobel per la pace 2025 (anche se l’ha prima “lanciata” dicendo “Valuteremo se potrà guidare il paese” e poi l’ha affossata: “Non ha il sostegno per guidare il Venezuela”).
Con Javier Milei in Argentina e un leader amico in Venezuela, prende forma la trumpizzazione del Sudamerica, realizzando di sponda la mai dimenticata Dottrina Monroe, enunciata nel 1823 dal presidente James Monroe. Una delle più note linee-guida della politica estera statunitense, la Dottrina Monroe rivendicava l’influenza statunitense nella regione americana, così come la successiva “diplomazia delle cannoniere” vista sotto Theodore Roosevelt all’inizio del Novecento.
Come spiega L’Ansa: “Si tratta di due pilastri storici dell’espansionismo e dell’interventismo Usa in America latina. La Dottrina Monroe nacque in un contesto in cui molte colonie latinoamericane stavano ottenendo l’indipendenza dalle potenze europee.
Il principio cardine era sintetizzato nello slogan “l’America agli americani”: gli Stati Uniti si arrogavano il diritto di considerare l’intero emisfero occidentale come una propria sfera d’influenza, avvertendo le potenze europee che qualsiasi tentativo di intervento o di ricolonizzazione sarebbe stato considerato un atto ostile. Formalmente presentata come una dottrina difensiva, essa divenne nel tempo uno strumento ideologico per giustificare l’ingerenza statunitense negli affari interni dei Paesi latinoamericani”.
E fin qui, solo rose. Poi ci sono le spine.
A ogni azione, segue una reazione. E ogni evento in politica internazionale ha un orizzonte sconosciuto al presente: va letto con una profondità che sfida la cronaca e guarda alla storia. Se il “New York Times”, nella sua analisi, ha giudicato l’attacco al regime di Maduro come “poco saggio”, una ragione c’è e il quotidiano argomenta con chiarezza: “Procedendo senza alcuna legittimità internazionale, autorità legale valida o sostegno interno, Trump rischia di fornire giustificazioni agli autoritari in Cina, Russia e altrove che vogliono dominare i propri vicini”.
Se gli Stati uniti bombardano il Venezuela, in barba al diritto internazionale, come può l’Occidente collettivo che fa capo a Washington opporsi all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia o a quella, spesso evocata, di Taiwan da parte della Cina? La forma è sostanza e le scorribande americane, di cui sono pieni il Novecento e gli ultimi decenni, sono già da tempo il più solido argomento con cui dittature e teocrazie lamentano il “doppio standard” degli occidentali.
In questo caso, al di là delle prevedibili dichiarazioni di biasimo, Mosca e Pechino sotto sotto godono. Putin e Xi gongolano per l’unilateralismo muscolare di Trump: è la migliore legittimazione alle loro ambizioni, presenti e future.
E non è da escludere, come immaginato da alcuni analisti, che l’assalto al Venezuela da parte degli States rientri in un più ampio accordo di spartizione del mondo. Una sorta di “Yalta a mano armata” in cui Trump prende Caracas e il suo petrolio, Putin si vede assegnare il 20% dell’Ucraina e Xi Jinping puo’ papparsi la riottosa isola di Taiwan, con i suoi microchip e la sua posizione strategica per il controllo delle rotte nell’Indo-Pacifico.
Come rivelato da Daniele Ruvinetti su “la Verità” lo scorso 23 novembre: “Con il vertice di Anchorage (Alaska) del 15 agosto tra Trump e Putin c’è stata un’evoluzione di quello che era successo a giugno. Sul piatto è entrata anche la questione venezuelana con Trump che, nella sostanza, ha chiesto a Putin di non intralciarlo nelle operazioni contro i narcotrafficanti e contro Maduro. Ricordiamoci che quando Obama aveva provato a mettere pressioni sul presidente venezuelano, era stato lo stesso Putin a intervenire”.
IL NYT ATTACCA TRUMP, ‘ATTACCO IN VENEZUELA ILLEGALE E POCO SAGGIO’
(ANSA) – WASHINGTON, 03 GEN – “L’attacco di Trump al Venezuela è illegale e poco saggio”. E’ il titolo di un duro editoriale del New York Times che critica il suo attacco in Venezuela, ricordando la lezione negativa dei tentati cambi di regime da parte Usa. Il quotidiano inoltre sostiene che “senza l’approvazione del Congresso, le sue azioni violano la legge statunitense” e che “procedendo senza alcuna legittimità internazionale, autorità legale valida o sostegno interno, Trump rischia di fornire giustificazioni agli autoritari in Cina, Russia e altrove che vogliono dominare i propri vicini”.
“Più immediatamente, minaccia di replicare l’arroganza americana che portò all’invasione dell’Iraq nel 2003”, prosegue il quotidiano. “La Costituzione – scrive il board – richiede l’approvazione del Congresso per qualsiasi atto di guerra. Sì, i presidenti spesso spingono i limiti di questa legge, ma anche Bush cercò e ottenne il sostegno del Congresso per l’invasione dell’Iraq, e i presidenti successivi hanno giustificato l’uso dei droni contro gruppi terroristici con una legge del 2001 dopo l’11 settembre.
Trump non ha nemmeno un’apparenza di autorità legale per i suoi attacchi al Venezuela”. “Speriamo – conclude il Nyt – che la crisi attuale finisca meno male di quanto temiamo. Temiamo che l’avventurismo di Trump aumenti la sofferenza dei venezuelani, l’instabilità regionale e produca danni duraturi agli interessi americani nel mondo. Sappiamo che la politica bellicosa di Trump viola la legge”.
CARACAS, ‘GLI USA PUNTANO AL NOSTRO PETROLIO, LI RESPINGEREMO’
(ANSA) – CARACAS, 03 GEN – “L’obiettivo di questo attacco non è altro che quello di impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, cercando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno”. Lo scrive il governo di Nicolas Maduro in una nota ufficiale in cui respinge gli attacchi al Venezuela che la nota attribuisce a Washington.
“Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un ‘cambio di regime’, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti”, aggiunge la nota.
MEDIA, ‘I RAID USA NON HANNO COLPITO L’INDUSTRIA PETROLIFERA’
(ANSA) – ROMA, 03 GEN – Stando alle prime valutazioni, la produzione e la raffinazione del petrolio della compagnia energetica statale venezuelana Pdvsa stanno funzionando normalmente e le sue strutture più importanti non hanno subito danni dagli attacchi statunitensi per rimuovere il presidente Nicolás Maduro.
Lo riporta il Guardian che cita la Reuters. Il porto di La Guaira, vicino alla capitale Caracas, uno dei più grandi del paese ma non utilizzato per le operazioni petrolifere, avrebbe invece subito gravi danni, ha affermato una delle due fonti sentite da Reuters.
TRUMP, SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NEL PETROLIO DI CARACAS
(ANSA) – WASHINGTON, 03 GEN – Gli Usa saranno “fortemente coinvolti nell’industria petrolifera del Venezuela”: lo ha detto Donald Trump. Come noto, Caracas ha le più grandi riserve petrolifere del pianeta.
TRUMP RASSICURA XI DOPO BLITZ IN VENEZUELA, ‘AVRANNO IL PETROLIO’
(ANSA) – WASHINGTON, 03 GEN – Donald Trump ha detto in una intervista a Fox che ha buoni rapporti con Xi e che la Cina non avrà problemi con l’operazione in Venezuela. “Otterranno il petrolio”, ha assicurato. Pechino è uno dei principali importatori del greggio di Caracas.
L’invasione russa dell’Ucraina è stata il tana libera tutti. Adesso sarà il turno della Cina con Taiwan.
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Hai cominciato a prendere i fascicoli di storia da febbraio 2022?
Ci sono parecchi arretrati.
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Si perché nel 2003 in Iraq gli USA erano nella legalità internazionale… ma che ridicolo!
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Non c’entra niente l’Iraq. Altro contesto storico. Mi pare che adesso si stia sdoganando l’intervento militare sulle rispettive “aree d’influenza”. Ognuno s’inventa una panzana qualsiasi per giustificarlo e via.
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Ah, ora ci siamo, solo che l’Irak non è nemmeno in America: vorresti forse dire che la sfera d’influenza USA è il mondo intero? Dunque è Trump è in diritto di papparsi pure l’Ucraina alla facciaccia nostra ? Ma io non ce l’ho con lui: Fabio suoi interessi e quelli dei miliardari come lui. Ce l’ho coi pagliacci europei che si sono lasciati trascinare in guerra con la Russia in nome di una legalità internazionale che per gli americani non è mai esistita.
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Perché, cialtron3 omoNATOsessuale, ti risulta che ci fossero giustificazioni per l’aggressione all’Irak più di quelle contro il Venezuela?
Sei proprio un gonzo.
Almeno JD non si fa vedere, ma tu getti il qulo oltre l’ostacolo.
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Sono stufo di risponderti. Non capisci un caxxo.
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Con questa “perla” ha chiuso ogni risibile dubbio o speranza:
mi perdoni, ma lei ha non ha capito NULLA (salvo non si stia arrampicando sui vetri).
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Senza voler apparire presuntuoso, si legga l’articolo di Lucio Caracciolo postato oggi da Infosannio. Con un linguaggio più forbito dice praticamente la stessa cosa scritta da me. Le giro un passaggio:
“L’operazione militare speciale con cui Donald Trump ha decapitato il regime venezuelano illustra l’aria del tempo. Scaduto il breve “momento unipolare”, siamo rientrati nella normalità. Ci si batte fra potenti per determinare le rispettive sfere d’influenza. In omaggio al principio per cui le maggiori potenze dispongono in quanto tali di un “cortile di casa” nel quale dettano legge e dal quale estraggono risorse a piacimento…”.
p.s. ci si arrampica sugli specchi, non sui vetri.
Ossequi.
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Come non assegnare al pel fi carota il prossimo nobel per la pace🤔
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Come se non fosse stato scatenato dagli USA anche quel conflitto 🤦🏻♀️
Ecco quel che significa “avere il cervello solo per spartire le orecchie.”
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Cosa ti aspetti dal gossipparo dagospia?
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(ANSA) – WASHINGTON, 03 GEN – Donald Trump ha detto in una intervista a Fox che ha buoni rapporti con Xi e che la Cina non avrà problemi con l’operazione in Venezuela. “Otterranno il petrolio”, ha assicurato. Pechino è uno dei principali importatori del greggio di Caracas.
Certo, Xi può essere sicuro che le forniture di petrolio saranno sempre date, al triplo del prezzo e SE gli USA non hanno niente in contrario.
Ma che ca22o gli prende ai cinesi?
Non si rendono conto che senza Maduro loro sono sotto schiaffo?
Come mai questo silenzio?
Stupidi incapaci!
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Certo che paragonare le zone di influenza della Russia (Ucraina praticamente dentro casa) a quelle degli USA (tutto l’occidente compreso sudamerica&groenlandia, ma VOLENDO: Irak, Taiwan, “Palestina”, Afghanistan, Iran… purché ci sia convenienza) è da elementi davvero CONSAPEVOLI della realtà che li circonda, in grado di analizzarla e coglierne TUTTI i risvolti.
Un genio della geopolitica proprio. 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻😃
🤭
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Come Trump ha eliminato Maduro:
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Gentilissima (ca va sans dire) maestrina. Si legga anche lei, come consigliato alla signora Aurora Haas, l’articolo odierno di Lucio Caracciolo. Vedrà che l’analisi dell’illustre esperto di geopolitica (mai quanto lei, è chiaro) somiglia alle quattro parole messe in croce da me. Poi, si vada a fare una doccia.
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La doccia direi a te di fartela, ma vabbè, gli asini non si lavano.
Innanzitutto, impara a scrivere: “ca va sans dire” significa esattamente Il CONTRARIO di ciò che intendevi dire tu!
Non vuol dire “si fa per dire”, ma “è SUPERFLUO dirlo”.
È buona regola usare modi di dire stranieri (o il latino) SOLO se se ne conosce il significato, ignorante.
Ti direi STUDIA, ma vabbè, se uno non sa usare il cervello…
Signora Loquasto, suo figlio si applica, ma non capisce…
Ps poi leggo l’articolo di Caracciolo e vediamo che cosa ne hai capito stavolta.🤭
(Posto che, comunque, Caracciolo non è, per me, la voce di Dio, quindi chi se ne frega.)
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Venezuela, Palazzo Chigi: “Azione militare esterna non è strada, ma intervento difensivo legittimo” https://www.adnkronos.com/politica/venezuela-usa-italia-meloni-governo_1UpaeXaP9xfQHBSbr4SsOQ
Al mercato del pesce della Garbatella l’aggressione di un paese sovrano si chiama “intervento difensivo” ed è considerato pure “legittimo”; però “non è la strada da percorrere”! Che persona ridicola e falsa ci sta governando! 😠
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hei, commissione ue, ci sieteeeeee? pacchetti di sanzioni avanzanoooooo?
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L’idea che Maduro sia stato rapito per rubare il petrolio venezuelano (col massimo rispetto per il petrolio) non regge.
Gli USA non avevano bisogno del petrolio venezuelano
Gli Stati Uniti sono produttori ed esportatori netti di petrolio grazie allo shale oil.
Il greggio venezuelano è costoso, difficile e poco appetibile.
Per gli USA non esiste alcuna necessità energetica che giustifichi un’azione del genere.
Il petrolio venezuelano non è facilmente sfruttabile in quanto è extra-pesante, ad alto tenore di zolfo e metalli; senza know-how occidentale vale poco.
Neppure la Cina ha scommesso sullo sfruttamento diretto del petrolio venezuelano; le grandi compagnie cinesi hanno ridotto o congelato gli investimenti.
Il motivo è semplice: il greggio venezuelano è difficile, costoso e richiede tecnologie avanzate e che la Cina non possiede.
La Cina si limita soprattutto ad acquistare volumi scontati e tramite canali indiretti, non a sviluppare i giacimenti che comunque ha in Venezuela.
Se nemmeno la Cina che è un grande importatore netto di energia, investe nel petrolio venezuelano, è poco credibile che gli USA abbiano rovesciato Maduro “per prendersi il petrolio”.
Le infrastrutture venezuelane sono degradate.
“Rubarlo” non ha senso: va ricostruito, non saccheggiato.
Gli USA avevano già accesso legale tramite Chevron
Chevron era già presente con joint venture ufficiali con PDVSA; operava con licenze OFAC che addirittura le pongono limitazioni sulla produzione
Ha dati, infrastrutture, personale e know how per trattare il “petrolio” venezuelano.
Se il problema fosse stato il petrolio, bastava ampliare le licenze a Chevron, non rovesciare un governo.
Il petrolio conta solo come leva geopolitica
Non serve per l’approvvigionamento degli USA, ma per ridurre l’influenza di Russia e Cina, controllare i flussi, influenzare i prezzi e avere potere nello stabilire le regole future del settore.
È potere politico, non rapina di risorse.
Gli interessi economici ci sono, ma non sono il petrolio; sono le terre rare.
In Venzuela sono state fatte esplorazioni e sono stati trovati giacimenti di terre rare
https://avedisdaily.com/venezuelas-hidden-prize-the-rare-earth-rush-in-the-guayana-shield
Al momento non esiste uno sfruttamento industriale di quelle risorse; l’attività è condotta in modo illegale
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/16/terre-rare-venezuela-cina-europa-traffico-illegale-notizie/8228809
Dopo questa, la narrativa sul petrolio venzuelano può continuare.
Del resto ha una funzione molto importante anche questa narrazione: serve a distinguere le persone intelligenti dai paperi un tanto al kilo.
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Mah, te l’ho visto scrivere più volte ma mi pare non sia realistica.
Premesso che non ne so molto e parlo dal bar, lo share oil è costoso da estrarre, inquina molto e è sempre meno, e gli USA hanno un bisogno di energia crescente, come tutti del resto, per cui le risorse energetiche sono risorse chiave da decenni e le guerre si fanno soprattutto per il petrolio. Tanto è vero che a Natale gli Usa hanno attaccato anche la Nigeria, e che l’Iran è in fase di lavorazione, tutti posti famosi non per la birra ma proprio per il petrolio.
Il venezuela ha le più grandi disponibilità al mondo, magari è un petrolio di seconda qualità, ma non penso sia molto peggio dello shale oil da estrarre, la Cina (e non solo) lo importa, metterci sopra la bandiera Usa è sicuramente un vantaggio, e gli Usa stessi dopo la minchiata della droga, hanno iniziato a dire che quel petrolio è cosa loro, che le compagnie petrolifere Usa devono tornare a occuparsene in esclusiva, e ha anche iniziato a sequestrare petroliere e petrolio.
Sennò perchè hanno attaccato? Per la cocaina prodotta semmai dalla Colombia? Per portargli la democrazia? Mi pare che la cosa più sensata sia il petrolio
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Due numeri così hai un quadro chiaro.
Il costo di estrazione di un greggio “convenzionale” al barile è intorno ai 20$
Lo Shale ha un range che va dai 40 ai 70$ dipende molto dal contesto e dalla tecnologia.
Il greggio venezuelano costa dai 30 ai 50$.
Stiamo parlando di costi di estrazione.
Il problema viene dopo; il greggio convenzionale così come lo shale sono facili da raffinare; quello venezuelano no: deve essere scaldato o diluito con solventi o mischiato con petrolio più leggero.
La Cina lo importa perchè ha concesso dei prestiti al Venezuela in passato e l’unico modo che ha per riprendersi quei soldi è il petrolio; o quello o niente perchè il Venezuela non ha altro (per ora).
Lascia perdere quello che dice Trump
I fatti sono che Chevron non è mai andata via dal Venezuela e oggi è l’unica che riesce ad estrarre il petrolio venezuelano a costi un po’ più bassi perchè dal 1970 (anno in cui il petrolio in Venezuela è stato nazionalizzato) ad oggi ha maturato le competenze per farlo.
Quanto al fatto che altre società USA si facciano coinvolgere è tutto da dimostrare; le infrastrutture di estrazione sono in malora perchè gli introiti del petrolio sono serviti per la spesa corrente e poco è stato speso per fare manutenzione; necessitano quindi di investimenti e grossi per giunta.
Chi glielo fa fare di andare ad investire in Venezuela per tirare su lo schifo quando a poche centinaia di Km hanno quello della Guyana che è facile da estrarre, di gran lunga migliore come qualità e senza i rischi politici che il Venezuela comporta?
Tra l’altro adesso che Maduro è stato tolto di mezzo non c’è più neanche la spada di Damocle delle rivendicazioni territoriali del Venezuela sulla Guyana.
Fatti due conti: se il petrolio viaggia a 65$al barile tu faresti l’estrazione di un greggio pesante che ne costa 50 o di uno shale che ne costa 70? Solo per estrarlo, poi mettici la raffinazione, la logistica, gli oneri finanziari.
Tu lo sai quante sono le riserve venezuelane che necessitano di 50$ al barile per l’estrazione e quante sono quelle da 30?
Fatto 100 le riserve che ha il Venezuela circa 70-75 (quello che si estrae nell’Orinoco) hanno un costo che viaggia sui 40-50 $barile
Il 20-25% è petrolio onshore pesante dove si va dai 30 ai 35$ al barile; ed un 5-10% è un petrolio più leggero che ha costi inferiori ai 25$ al barile, ma stiamo parlando di briciole.
Qualcuno di quelli che parla di petrolio venezuelano te li hai mai dati dati questi numeri?
No, vero? Perchè non te li ha dati secondo te?
Il petrolio venezuelano….ma di che kazzo parlano?
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Boh … vedremo, certo quello che dice trump vale zero, ma comunque il petrolio è il petrolio, e ce n’è sempre più bisogno per cui man mano che quello facilmente estraibile\raffinabile finisce, quello meno raffinabile acquisterà valore, immagino. E la domanda di energia sta salendo vertiginosamente, anche per le AI, che io sappia, quindi il valore strategico del petrolio sale. Poi il 30% (ma anche solo il 5% poi) delle riserve più grandi del mondo estraibile a costi bassi immagino che sarebbe comunque un bottino coi fiocchi. Fra l’altro gli Usa hanno appena bombardato la Nigeria (petrolio, no?) e hanno gli occhi sull’Iran (sempre petrolio).
E la Chevron perchè non se ne è andata se non ci guadagna? E cosa ci erano andate a fare le compagnie statunitensi prima che Chavez nazionalizzasse? E perchè quando sono state eliminate si sono così incazzate? Come mai sono partite le sanzioni? Ci tenevano a lavorare in perdita? All’epoca fra l’altro c’era più petrolio di adesso e immagino si sfruttassero giacimenti più redditizi di ora …
Vedremo cosa faranno gli Usa, e anche come reagirà il prezzo del petrolio, se si alza dovrebbe voler dire che il petrolio venezuelano è pur sempre petrolio …
Può darsi che tu abbia ragione, se è il tuo campo, ma allora come giustifichi l’attacco al Venezuela? Oro? Terre rare? Mi pare che non cambierebbe molto, sarebbe sempre un megafurto criminale e pirateria.
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Rispondo al tuo secondo commento.
Si estrae tutto, l’unica domanda da porsi è : conviene? chi lo fa ci guadagna o no?
Se il costo di estrazione è di 50$ al barile, non conviene estrarlo; quando il petrolio salirà a 100$ al barile come successe prima di Lehman Brothers allora conviene farlo e si possono fare i bolivariani coi contro fiocchi.
Altra cosa è fare i bolivariani con petrolio a 65$ (nel 2025, non nel 2008)
Sarai anche bolivariano, ma la fame….
Per questo il Venezuela ha lasciato marcire le strutture di estrazione; c’erano le sanzioni, il prezzo del greggio era sceso, costava estrarlo e quindi meglio lasciare perdere.
Per quanto riguarda la Nigeria sappi che i giacimenti di idrocarburi sono nel sud del paese; gli USA hanno bombardato il Nord ovest della Nigeria; li non c’è petrolio, c’è molto di più
A Zamfara c’è uno dei giacimenti di ORO più grandi dell’africa occidentale.
Si tratta di un giacimento alluvionale, l’estrazione è quindi facile e l’oro viene contrabbandato, il governo non riesce a controllare la zona; per questo li c’è l’Isis o bokho aram o quello che ti piace.
Sempre a Zamfara, ma anche a Kebbi e a Kaduna ci sono importanti giacimenti di litio e i cinesi sono di casa da quelle parti.
Sempre a Zamfara e a Kebbi ci sono giacimenti di piombo e zinco; anche li c’è l’estrazione illegale che tra l’altro ha causato avvelenamenti di massa, bambini soprattutto compresi, a causa del piombo.
La nazionalizzazione del petrolio non l’ha fatta Chavez; è stata fatta nel 1975-76 quando appunto è nata PDVSA.
Fino all’arrivo di Chavez PDVSA era si statale ma autonoma; con Chavez PDVSA perde l’autonomia gestionale, 18.000 tecnici vengono licenziati e inizia la discesa agli inferi per PDVSA.
Oltre al controllo diretto dello stato, Chavez aumentò tasse e royalties e impose alle joint venture con le società americane che PDVSA detenesse almeno il 60% delle quote.
Exxon Mobil rifiutò e andò via; lo stesso dicasi per Conoco Phillips.
Chevron invece accettò e rimase e a tutt’oggi è li.
Il management e non solo vengono rimpiazzati da una massa di incompetenti; un po’ quello che fece, per certi versi, Mugabe in Zimbabwe.
Perchè Chevron è rimasta e le altre sono andate via?
Semplice: Chevron aveva oleodotti suoi, raffinerie sue, impianti di estrazione suoi.
Parliamo di miliardi di dollari immobilizzati
Conoco Phillips e ExxonMobil invece operavano su impianti di cui detenevano quote ma non erano I LORO impianti, quindi uscire è stata la scelta migliore.
Se Chevron fosse uscita visto che era proprietaria degli asset, avrebbe scavato una voragine nei suoi conti; quindi meglio rimanere e guadagnare poco che andarsene e far fallire l’azienda.
Se l’andiamo a vedere adesso, col senno di poi, chevron ha fatto una scelta strategica ( o una scommessa) azzeccata.
Oggi si trova li con gli impianti fatti, sono i suoi, ha le competenze tecniche, non deve negoziare i diritti di estrazione.
Il nuovo padrone del Venezuela non sono gli USA, è Chevron.
L’ho già scritto secondo me quale è la ragione economica: in Venezuela sono stati scoperti giacimenti di terre rare importanti.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/16/terre-rare-venezuela-cina-europa-traffico-illegale-notizie/8228809
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Quindi Chevron col senno di poi guadagna col petrolio venezuelano? Ma allora …
Trump è fissato col petrolio, immagino che i suoi sponsor siano (anche) petrolieri. Ed è fissato anche col Venezuela (Guaidò se non mi ricordo male era un burattino suo)
Ho letto che in venezuela ora si estrae circa un milione di barili al giorno (ho letto anche due milioni, ma non so quale cifra sia quella reale). Se tu dici che costa troppo e non conviene estrarlo non capisco perchè lo farebbero. Fra l’altro ho letto che la maggior parte va in Usa, non in Cina (lo dice la AI, ma mi fido il giusto) … quindi se gli Usa questa “schifezza”la comprano cosa vuol dire?
Il fatto che gli impianti siano da ristrutturare non mi sembra un ostacolo: se trovi un giacimento nuovo non ci rinunci perchè devi costruire gli impianti.
Ho anche letto che si stimano perdite di centinaia di miliardi per le sanzioni Usa che hanno limitato la vendita del petrolio, altra cosa che non torna se l’estrazione è in rimessa.
Quanto incide la raffinazione sul prezzo finale? Ho letto circa il 14% ma non ho trovato il dato per il petrolio pesante. Se si guadagna meno per un barile di petrolio ma si stimano miliardi di barili il guadagno mi pare assicurato, no? Poi il petrolio è una risorsa finita, quindi, a meno che nel frattempo non trovino una fonte di energia concorrenziale, il prezzo salirà sempre e renderà convenienti i giacimenti ora scartati perchè più costosi …
Non so, non ho motvo di mettere in dubbio le tue considerazioni, ma qualcosa mi pare non torni nel tuo ragionamento. Anche perchè gli esperti di geopolitica puntano tutti il dito sul petrolio. Sospendo il giudizio, proverò a informarmi meglio.
Poi può anche essere che il petrolio sia il motivo dichiarato per nscondere i veri obbiettivi (oro, terre rare, terre normali, acqua, … non lo so). Dal punto di vista della violazione del diritto internazionale non fa nessuna differenza, sempre un crimine rimane. E la scusa della cocaina (colombiana) rimane una scusa. E la Nigeria non l’hanno bombardata per portargli la democrazia, e anche lì se non è per il petrolio, sarà per qualcosa di simile a occhio.
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E Bravo L-70,
più parli e più confermi che gli USA sono interessati a mettere le mani sul petrolio.
Proprio non te ne accorgi 😀
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Foto che non piacerà a L-70 che è convinto che gli USA sono lì solo per la Droka.
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e come dicela comica napoletana Rosalia Porcaro;
L’America ha esportato tanta democrazia che mo so’ rimasti senza loro
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Cogl.. ne ti è chiara la differenza tra RISERVE e PRODUZIONE ATTIVA?
Imbecille!!!!!
Cogl. ne hai visto i link che ho allegato?
C’era la Droka? ho scritto che che l’nvasione è stata fatta per la dorka o ho scrito che le ragioni esposte da Trump erano pretestuose?
Disonesto intellettuale!!!!!
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Attento a non fumare troppo vicino ai pallonetti.
Non vorrei che tu esplodessi in fiamme.
Oramai hai la credibilità di un Sechi o un Porro.
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Consiglio a dagospia di interessarsi da domenicain, in poi, di moda, di huli, tette e di gossip.
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Dopo che il New York Times ha scritto ciò, sicuramente Van Der Lajen e compagni prenderanno coraggio e diranno qualcosa che gli somigli. Magari diranno che Maduro il “tiranno” andava cacciato con qualche manovra più soft, con qualche congiura di palazzo, con qualcosa di arancione , di primavera araba aggiornata in salsa caraibica , Insomma qualche bella farsa infarcita di buoni sentimenti , amore patrio, diritti umani , libertà,libero mercato, liberismo a gogò etc…etc…Ah scordavo le ong di Soros oleate con dollari .
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ora il petrolio si sniffa?
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