DEM USA ALL’ATTACCO, LA GUERRA CONTRO IL VENEZUELA È ILLEGALE

(ANSA) – NEW YORK, 03 GEN – L’amministrazione Trump non ha notificato potenziali attacchi in Venezuela alla commissione dei servizi delle forze armate del Senato. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.

La polemica sull’operazione è già iniziata con i democratici che accusano Donald Trump di averli lasciati all’oscuro. “Non c’è motivo per noi di essere in guerra con il Venezuela”, ha detto il senatore democratico Ruben Gallego, sottolineando che questa “guerra è illegale. E’ imbarazzante passare dall’essere poliziotti del mondo a essere bulli del mondo”, ha aggiunto. “Avremmo dovuto imparare a non cacciarci in un’altra stupida avventura”, gli ha fatto eco il senatore democratico Brian Schatz.

L’UE CHIEDE MODERAZIONE SU VENEZUELA, ‘RISPETTARE LA CARTA DELL’ONU’

(ANSA) – BRUXELLES, 03 GEN – “Ho parlato con il Segretario di Stato Marco Rubio e con il nostro Ambasciatore a Caracas.

L’Ue sta monitorando attentamente la situazione in Venezuela. L’Ue ha ripetutamente affermato che Maduro è privo di legittimità e ha difeso una transizione pacifica. In ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati. Chiediamo moderazione. La sicurezza dei cittadini dell’Ue nel Paese è la nostra massima priorità”. Lo afferma su X l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas.

GERMANIA: CDU, ‘GLI USA ABBANDONANO DEFINITIVAMENTE L’ORDINE BASATO SULLE REGOLE’

(ANSA) – BERLINO, 03 GEN – “Con il presidente Trump, gli Stati Uniti abbandonano definitivamente l’ordine basato sulle regole che ci ha caratterizzato dal 1945. Il Venezuela è certamente uno Stato non democratico, ma non è l’Iran, che minaccia l’esistenza dei paesi vicini come Israele”, lo ha detto al quotidiano tedesco Bild il parlamentare della Cdu Roderich Kiesewetter e membro della commissione Esteri del Bundestag.

Che ha anche aggiunto: “Con l’attacco in Venezuela gli Stati Uniti ritornano alla vecchia dottrina statunitense antecedente al 1940. Un’idea basata sulle zone di influenza nelle quali vige la legge del più forte e non il diritto internazionale”. Kiesewetter ha anche ammonito l’Europa: “Noi europei dobbiamo emanciparci in larga misura dagli Stati Uniti e, grazie alla nostra forza, rispettare e far rispettare il diritto nella nostra area di responsabilità. Dobbiamo sostenere pienamente partner come il Canada e la Danimarca, che è sotto pressione da parte degli Stati Uniti a causa della Groenlandia. Trump sta distruggendo ciò che resta della fiducia negli Stati Uniti”.

PODEMOS, ‘ROMPIAMO RELAZIONI CON STATI UNITI PER ATTACCO VENEZUELA’

(ANSA) – MADRID, 03 GEN – “Gli Stati Uniti pensano che il mondo sia loro e di poter fare con i popoli tutti quello che vogliono. Non lo possiamo permettere”. E’ il messaggio postato su X da Ione Belarra, segretaria generale del partito spagnolo della sinistra radicale Podemos, in cui esprime “il più profondo rifiuto di questo attacco al Venezuela”.   

“Spagna è un paese di pace”, segnala Belarra nel testo. “Rompiamo le relazioni con gli Stati Uniti e usciamo dalla Nato prima che sia tardi”, sostiene la segretaria di Podemos nel post, in cui condivide un messaggio della eurodeputata dello stesso partito, Irene Montero, che contiene un analogo appello al governo di Pedro Sanchez a “rompere ogni alleanza con gli Stati Uniti, a cominciare dalla Nato”.

MILEI BRINDA ALLA CATTURA DEL PRESIDENTE VENEZUELANO MADURO

(ANSA) – BUENOS AIRES, 03 GEN – Il presidente argentino, Javier Milei, con un post su X ha celebrato la notizia della cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie Celia. “Viva la Libertà”, ha scritto il capo di Stato.

LA COLOMBIA SCHIERA L’ESERCITO ALLA FRONTIERA COL VENEZUELA

(ANSA) – BRUXELLES, 03 GEN – Il presidente colombiano Gustavo Petro ha annunciato il dispiegamento dell’esercito alla frontiera con il Venezuela, affermando che “se si dispiega la forza pubblica alla frontiera, si dispiega anche tutta la forza assistenziale di cui disponiamo nel caso di un ingresso massiccio di rifugiati”.    Petro ha aggiunto che “l’ambasciata della Colombia in Venezuela è attiva per le chiamate di assistenza dei colombiani in Venezuela”.

Il capo dello Stato ha riferito che, “come membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, cerchiamo di convocare il Consiglio”, ribadendo che “il governo della Colombia respinge l’aggressione alla sovranità del Venezuela e dell’America Latina”. Petro ha richiamato “il principio dell’autodeterminazione dei popoli, che è alla base del sistema delle Nazioni Unite”, sottolineando che “i conflitti interni tra i popoli li risolvono gli stessi popoli in pace”.   

Rivolgendosi infine ai venezuelani, il presidente colombiano ha invitato “a trovare i cammini del dialogo civile e della sua unità”, affermando che “senza sovranità non c’è nazione” e che “la pace è la strada”. “Dialogo e più dialogo è la nostra proposta”, ha concluso.