All’operazione partecipano circa 600 agenti di polizia. Per l’ong B’Tselem, il sistema penitenziario israeliano è un “inferno in terra”

(lespresso.it) – Il piano è quello operazioni delicate. Secondo il programma approvato dal capo della polizia israeliana, Dany Levi, alle operazioni contro i membri della Global Sumud Flotilla parteciperanno circa 600 agenti. Gli attivisti, ma anche i politici e i giornalisti, stanno sbarcando in questi momenti nel porto di Ashdod. Da lì, vengono trasferiti nel grande carcere di massima sicurezza di Ketziot, nel Negev, a Sud-Ovest di BeerSheba.
Il penitenziario di Ketziot è noto alle cronache per gli abusi e le violenze perpetrate nei confronti di detenuti palestinesi. Picchiati, percossi, affamati: secondo analisi indipendenti e inchieste giornalistiche, il carcere dove saranno reclusi i membri della Flotilla è un vero e proprio “inferno”, come lo ha definito in un report l’ong israeliana B’Tselem. Nella sua ricerca, la ong ha raccolto una serie di testimonianze. Come quella di A.H., che racconta: “Ci hanno legato le mani dietro la schiena con delle fascette e poi ci hanno trascinato con la forza nel corridoio. Dalla cella ho sentito il pianto e le urla dei detenuti che erano stati presi prima di me e picchiati. Quando sono arrivato alla mensa, ho visto gli altri prigionieri della mia cella. Erano tutti nudi e sanguinanti. Li hanno gettati uno sull’altro”.
Altri detenuti hanno raccontato di aver subito lì, dove verranno portati i membri della Flotilla, percosse ai genitali, dell’uso di bastoni e strumenti metallici. “Siamo stati portati in una stanza in cui erano sparsi molti vestiti, scarpe, anelli e orologi — raccontava a B’Tselem Sami Khalili —. Siamo stati spogliati e abbiamo dovuto toglierci anche la biancheria intima. Ci hanno perquisito con un metal detector portatile. Ci hanno obbligato ad aprire le gambe e a sederci semisdraiati. Poi hanno iniziato a colpirci sulle parti intime con il metal detector. Ci hanno fatto piovere addosso dei colpi. Poi ci hanno ordinato di fare il saluto a una bandiera israeliana appesa al muro”.
Queste sono le cose che incitano all’odio…
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Se qualcuno venisse mai portato in tribunale per ”odio antisemita” o qualcosa del genere, deve far leggere le testimonianze di quel che accade nelle carceri israeliane ai palestinesi. Ci sono 500+ morti palestinesi nelle carceri sioniste nemmeno restituiti ai familiari.
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Ti confesso una cosa all’orecchio: l’odio a cui alludevo, che la Ducia incita così bene, è il MIO. 😠
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sono le democrazie a ispirazione usa ,vedi guantanamo e i resto
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Mattarella, la Melona o il baccalà preferito dalla buonanima, potrebbero intervenire e consigliare di affidare igli irresponsabili ai francescani che gestiscono il sacro sepolcro di Gerusalemme. Domani si deve bloccherà tutto.
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Li stanno trasferendo in quel carcere e don abbondio tajani ha rassicurato che non verranno maltrattati.Speramo bene e damose na’ grattata alli ©ojoni.🤔
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devono subire umiliazione e castigo , lo ha confermato la duce ,che sta costruendo la prima villetta con piscina nel nuovo villaggio turistico di Gaza ,così diventa gazawa !
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